

Contraband Police è un titolo che abbiamo già avuto modo di vedere a suo tempo su PC. Ora però abbiamo finalmente avuto la possibilità di mettere mano alla sua versione PlayStation 5, così da vedere come gli sviluppatori sono riusciti a portare questa interessante esperienza anche sulla console di casa Sony (e Microsoft). Preparatevi dunque a tornare indietro nel 1981 al confine con la Repubblica Popolare di Acaristan per vivere ancora una volta la sua distopica atmosfera a metà tra Papers, Please e Police Simulator.
Correva l’anno 1981 e, in qualità di giovane ufficiale, finiamo a prestare servizio in una remota regione di confine dell’Acaristan, ovvero la zona montuosa nota come Karikatki. Il nostro compito, presto detto, è controllare tutte le persone che vorranno entrare nel nostro Paese per identificare eventuali irregolarità o attività illecite. Come tale verremo portati al posto di blocco di nostra competenza e preparati a dovere in quelli che saranno i cinque giorni del nostro addestramento ufficiale [periodo che corrisponderà, guarda caso, proprio con il tutorial del gioco N.d.R.].
Come ben presto scopriremo, però, le cose non sono proprio così facili, e il nostro compito non si limiterà ai soli controlli doganali. L’atmosfera è infatti piuttosto tesa in Acaristan, dove da anni ormai aleggia la spada di Damocle di una vera e propria guerra civile contro la dittatura che guida il Paese. In quanto ufficiali di polizia, quindi, volenti o nolenti, saremo chiamati a prendere una posizione in questo conflitto, decidendo se assecondare il governo attualmente al potere oppure se opporci ad esso, sostenendo le attività ribelli nell’area e fornendo attivamente collaborazione. Contraband Police, quindi, alterna alla nostra routine quotidiana di guardia di confine dei veri e propri momenti, con un maggior peso narrativo, in cui saremo chiamati a prendere le redini delle indagini nella zona e, una volta terminate queste ultime, a decidere la nostra linea d’azione. Com'è facile immaginare, le nostre scelte avranno delle conseguenze sia sull’evoluzione della storia sia sul nostro destino, mettendoci nei panni dei simpatizzanti rivoltosi oppure dei fedeli burattini del governo.
La stragrande maggioranza del gameplay di Contraband Police si svolge al posto di blocco di cui saremo responsabili. Qui il nostro compito è piuttosto chiaro: dobbiamo controllare ogni singolo accesso e verificare se il soggetto in questione è o non è idoneo ad entrare in Acaristan. Oltre a ciò, dobbiamo assicurarci che non avvenga nessuna forma di contrabbando illegale e, in caso rilevassimo qualcosa, abbiamo il compito di arrestare i responsabili e portarli in un campo di lavoro poco distante.
Fin qui tutto facile a dirsi, ma come accade per giochi come Papers, Please e affini, le cose iniziano sempre semplici, ma poi si complicano col tempo. Se infatti in un primo momento dovremo limitarci a controllare i documenti dei frontalieri, verificandone i dati, la foto e il numero del passaporto, col tempo le regole e i fogli da controllare aumenteranno, comprendendo permessi di lavoro, bolle di carico, libretti di circolazione, ecc... Dovremo quindi verificare non solo i dati, ma anche le scadenze, le dichiarazioni eseguite nei vari fogli e, in tutto questo, tenere a mente eventuali regole speciali di ingresso che potrebbero precludere il passaggio a determinati lavoratori o al verificarsi di certe condizioni. Dovremo quindi armarci di pazienza e imparare a controllare ogni singolo elemento dei documenti e paragonarlo con il soggetto e il veicolo davanti a noi per verificarne la veridicità. In secondo luogo, sarà importante eseguire dei controlli molto approfonditi sui veicoli in modo da rilevare eventuali irregolarità (specchietti rotti, fanali non funzionanti, ecc…) oppure segni di contrabbando. Perquisite quindi ogni veicolo a fondo, scaricatene il carico e controllate sempre il tutto con molta attenzione per non farvi scappare nessuno.
Il gioco ci fornirà a volte delle soffiate per identificare più rapidamente eventuali contrabbandieri, cose come frammenti di targa, la nazionalità del conducente, il colore del veicolo e altro ancora, ma il nostro consiglio è: verificate sempre e comunque perché non si sa mai, e il nostro guadagno personale e professionale sarà direttamente proporzionale alla nostra efficienza, non solo in termini di autorizzazione al transito e arresto, ma anche proprio in virtù delle discrepanze trovate. Quindi segnate sempre tutte le irregolarità, anche se sembrano superflue: ricordate che il vostro operato è sempre verificato e controllato.
Lo abbiamo già detto in precedenza, ma il mondo di Contraband Police non finisce con il nostro posto di blocco; al contrario, avremo a disposizione una discreta porzione di mappa esplorabile che, con il tempo, impareremo a girare alla guida del nostro veicolo. Questa zona, per così dire, extra, ha in realtà un bel po’ di elementi importanti, sia di gameplay sia narrativi. Esistono infatti momenti specifici in cui saremo costretti a lasciare il nostro avamposto ed uscire per fare qualcosa al di fuori. Questi momenti sono in realtà molti e alcuni sono, chiaramente, più importanti di altri. In primo luogo tra le montagne del Karikatki troveremo un negoziante in grado di fornirci armi e rifornimenti, elementi molto importanti per avere sempre gli strumenti adatti alla situazione. Secondariamente, ogni volta che troveremo della merce di contrabbando avremo da gestire sia un nuovo ospite in cella, sia la merce sequestrata. Entrambe queste cose occuperanno spazio nel nostro avamposto e, sebbene sia possibile aumentarne la dimensione e l’efficienza espandendolo e arruolando nuovo personale, arriveremo ad un certo punto in cui sarà necessario portare i prigionieri al campo di lavoro e spostare le merci di contrabbando al deposito della polizia locale. In entrambi i casi bisognerà spostare fisicamente entrambi su un veicolo della polizia per poi consegnarli nel luogo più adatto. Col progredire avremo anche l’opzione di richiedere un trasporto speciale per carcerati e oggetti di contrabbando, così come potremo far arrivare un mercante dentro un van fino a noi, opzioni comode, che non ci richiedono di muoverci e perdere tempo, ma che richiederanno un costo ulteriore, prezzo che in un primo momento potrebbe essere un filo eccessivo per farci affidamento del tutto.
Detto ciò, esistono altri due motivi, e forse i più importanti, che potrebbero portarci a lasciare l’avamposto. Potrebbe succedere che durante un controllo, infatti, qualcuno decida di forzare il posto di blocco. Quando questo accade, saremo chiamati a inseguire il nostro fuggitivo, fermarlo e arrestarlo. Se siamo particolarmente bravi potremo riuscire a bloccarlo subito, sparando e ferendo il conducente, ma molto più spesso sarà necessario correre al veicolo di ordinanza e dare la caccia al fuggitivo, per poi ammanettarlo e portarlo in prigione, o direttamente al campo di lavoro.
L’ultima ragione, infine, è quella legata all’evolversi della storia. In questo caso il nostro alter ego sarà chiamato a portare avanti qualche azione particolare al di fuori dell’avamposto. Potrebbe essere un’indagine, un pedinamento o un’azione di polizia. In questi momenti la nostra funzione di agente doganale viene temporaneamente sospesa, e ci ritroveremo in una serie di eventi guidati che ci faranno compiere alcune missioni in giro per l’area montuosa. Sono spesso questi i momenti in cui ci verrà richiesto di prendere decisioni importanti riguardo al nostro futuro e a quello del Paese, e saranno questi i momenti in cui la narrazione prenderà, per un breve momento, il controllo del gioco, facendo in qualche modo progredire la trama di fondo.
Sicuramente la possibilità di influenzare l’evolversi degli eventi schierandosi da una parte o dall’altra rappresenta uno degli elementi più interessanti all’interno del titolo. Le missioni in cui ci ritroviamo invischiati sono infatti delle parentesi messe ad hoc per spezzare la monotonia dei controlli doganali ed offrire un gameplay diverso dove l’esito è più spostato nelle nostre mani. Detto questo, queste missioni sono anche, a nostro modo di vedere, uno dei punti deboli della produzione. Sebbene siano interessanti e stimolanti da un punto di vista narrativo, tali momenti risultano purtroppo assai meno curati del gameplay di base e, come potete immaginare, sotto questo aspetto sono più raffazzonati. Le interazioni con l’ambiente, lo stesso modello di guida dei veicoli e la disposizione dei comandi e anche l’evoluzione di alcune indagini offrono una sensazione di vecchio e di già visto piuttosto evidente, proponendo dei minigiochi a volte semplici, ma poco ispirati. Questo, per fortuna, non intacca la progressione della storia principale, che verrà per lo più definita dalle nostre scelte e che porterà ad uno dei due possibili finali una volta giunti alla resa dei conti tra ribelli e governo.
Arrivati a questo punto, non ci resta che dirvi le nostre conclusioni riguardo a Contraband Police e alla nostra esperienza con questo titolo su PlayStation 5. Gli sviluppatori di Crazy Rocks hanno infatti lavorato molto bene per portare questo titolo su console Sony, realizzando un titolo perfettamente fruibile e giocabile. Certo, dover fare affidamento solamente sul controller e non poter usare mouse e tastiera può risultare un filo più macchinoso, ma una volta abituati a richiamare i vari menu, ci si abitua presto ad eseguire tutte le azioni di base.
Contraband Police è, oltre a ciò, il medesimo gioco che abbiamo visto e apprezzato già in passato, cosa che porta con sé i medesimi pregi e difetti del titolo originale. Il game loop risulta infatti molto additivo e il fatto che aumenti di complessità col tempo permette di familiarizzare con i nuovi compiti, assimilando le varie meccaniche con il giusto ritmo e senza eccessiva fretta. Anche il livello di difficoltà non ci è parso esagerato e, a completare l’esperienza, abbiamo anche una storia interessante dove il nostro protagonista riveste un ruolo centrale.
Come abbiamo già detto, il difetto di questo titolo sta un po’ nel mondo al di fuori del posto di blocco, dove sia il gameplay che la cura nei dettagli risultano più superficiali, ma mai insufficienti.
In definitiva, Contraband Police su PlayStation 5 è un’ottima esperienza che, grazie anche alla possibilità di evitare la storia e giocare in modalità infinita, propone una discreta longevità ed un gameplay che può risultare molto appagante, anche se ripetitivo nel lungo periodo.

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