

Nell’anno in cui Gust e KOEI TECMO sono tornati alla ribalta con una nuova storia ambientata nell’enorme mondo di Atelier, facciamo anche un tuffo nel passato con il ritorno della saga di Ryza. A distanza di sei anni dal debutto di Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout, infatti, la compagnia giapponese ha confezionato un pacchetto definitivo dell’intera trilogia che, tra alti e bassi, ha ridefinito il volto della serie.
Come accadde per la saga di Sophie e compagne nella Atelier Mysterious Trilogy Deluxe Pack, anche la trilogia di Ryza è pronta ad aggiornarsi in un pacchetto che non funge da semplice remaster, ma rappresenta una riedizione espansa e rifinita, pensata per offrire a tutti i giocatori la miglior esperienza possibile delle avventure di Ryza, Lent, Klaudia e compagni.
Dopo esserci nuovamente immersi nelle loro avventure imbarcandoci verso l’isola al di là della costa, siamo pronti a raccontarvi la nostra esperienza con Atelier Ryza Secret Trilogy Deluxe Pack che, seppur splendente, lascia qualche dubbio sul fronte tecnico. Non perdiamo altro tempo e tuffiamoci subito nella recensione.
Nelle tre recensioni dedicate alla serie (Ryza 1, Ryza 2 e Ryza 3) vi abbiamo già parlato approfonditamente della storia di Ryza e dei suoi sistemi di gioco, quindi non staremo a ripetere concetti già esposti. Tuttavia, per chi si avvicina per la prima volta alla trilogia, ecco un breve riassunto delle vicende.
La saga segue la crescita di Reisalin “Ryza” Stout, una ragazza dell’isola di Kurken che sogna un futuro diverso da quello che la vita di campagna può offrirle. Nel primo capitolo, Ever Darkness & the Secret Hideout, Ryza scopre l’alchimia grazie all’incontro con l’alchimista Empel e la guerriera Lila, iniziando un viaggio che la porterà a esplorare rovine antiche, affrontare la misteriosa minaccia dei Philuscha e, soprattutto, a trovare sé stessa insieme agli amici di sempre.
Il secondo episodio, Lost Legends & the Secret Fairy, offre una versione più matura della protagonista, ormai pronta ad affrontare il mondo oltre l’isola. Tra le vie della capitale Ashra-am Baird e i resti di una civiltà perduta, Ryza e i suoi compagni si spingono a ricomporre la storia del continente, accompagnati dal piccolo spirito Fi, simbolo di un legame che unisce scienza e magia, passato e futuro.
Il viaggio si conclude con Alchemist of the End & the Secret Key, dove la comparsa di misteriose isole fluttuanti e un potere arcano chiamato “Code of the Universe” segnano l’ultima grande avventura. È un finale che parla di separazioni e nuove partenze, in cui Ryza comprende il vero significato della sua arte e il valore delle persone che l’hanno accompagnata lungo il cammino.
Nel suo insieme, la trilogia di Ryza si pone come una storia di crescita e di scoperta: un racconto solare e intimo, dove l’alchimia diventa metafora della vita stessa, fatta di esperimenti, fallimenti e piccole meraviglie quotidiane. Dal diario di formazione del primo capitolo alla dimensione più avventurosa e corale del terzo, si percepisce un’evoluzione naturale: più ampia, più fluida, più consapevole. Questa nuova edizione permette di rivivere tutto con una coerenza narrativa finalmente completa.
A distanza di anni, l’alchimia rimane il nucleo pulsante dell’intera serie e, dopo alcuni esperimenti da parte di Gust, la saga di Ryza continua a rappresentarne la declinazione più matura tra i titoli moderni. Il sistema di sintesi a nodi, introdotto con Ryza e progressivamente raffinato nei capitoli successivi, conserva il suo fascino a metà tra puzzle e sperimentazione. Ogni ricetta diventa un piccolo gioco di incastri in cui ingredienti, elementi e categorie si fondono per creare armi, strumenti o oggetti d’uso. Le nuove funzioni di sintesi rapida, le spiegazioni più chiare e i menù riorganizzati migliorano drasticamente la fruibilità, aprendo la serie anche ai neofiti.
Come abbiamo già potuto vedere nelle precedenti versioni DX dei giochi, l’offerta firmata Gust non si limita a un semplice rifacimento grafico dei titoli, ma punta a offrire nuovi contenuti e ritocchi mirati per ciascun capitolo del pacchetto. In questo caso, lo anticipiamo subito: Atelier Ryza 1 DX è il gioco che più di tutti ha beneficiato di questo intervento, non solo per compensare la sua anzianità come software, ma anche per le aggiunte extra introdotte.
Nel primo episodio troviamo infatti la presenza di tre personaggi inediti (Agatha, Romy e Klio), affiancati da due episodi extra che espandono le vicende post-game e colmano quel vuoto narrativo tra il capitolo iniziale e Ryza 2. Le nuove missioni, ambientate nelle zone sotterranee dell’isola, contribuiscono a dare a Ryza un percorso di crescita più coerente e bilanciato rispetto all’originale. Le aggiunte di quality of life, come il salvataggio automatico, la gestione della borsa migliorata e una photo mode ridefinita, migliorano sensibilmente la fruibilità e il comparto tecnico del titolo del 2019.
Il secondo capitolo, Atelier Ryza 2 DX, riceve un aggiornamento più contenuto, con novità principali come l’inclusione di Empel e Lila come personaggi giocabili, una missione extra dedicata al loro ricongiungimento con Ryza e la presenza di Fi come alleato capace di curare e segnalare materiali sulla mappa. Si tratta di aggiunte gradevoli, che donano un pizzico di brio in più al mondo di Ashra-am Baird, ma che nell’effettivo non incidono in modo sostanziale sulla struttura dell’opera. In questo caso è evidente come Gust abbia scelto un approccio più conservativo, limitandosi a qualche piccolo extra per un capitolo che già al tempo rappresentava un’evoluzione solida del precedente.
Infine, Atelier Ryza 3 DX chiude la trilogia con aggiunte minori, ma chiaramente pensate per il gusto dei giocatori più esperti. Clifford e Serri tornano come compagni giocabili in un episodio extra ambientato su un’isola inesplorata, accompagnati dall’introduzione delle Wind Beasts, creature capaci di raccogliere automaticamente materiali durante l’esplorazione. L’aggiunta non porta un reale contributo narrativo, ma si configura come un gradito miglioramento delle dinamiche di crafting e dell’endgame.
Nel complesso, la distribuzione dei nuovi contenuti risulta piuttosto sbilanciata, ma con un chiaro favoritismo verso il primo capitolo. È infatti l’unico a essere ampliato con una vera storia aggiuntiva, più strutturata e significativa. Se da un lato si comprende la logica produttiva dietro questa scelta, dall’altro il risultato lascia un leggero retrogusto dolceamaro.
Al di là di questo, Atelier Ryza Secret Trilogy Deluxe Pack rimane un lavoro coerente e curato, impreziosito dalla presenza di tutti i DLC usciti, miglioramenti alla qualità della vita come il Custom Combat, il supporto ai 120 FPS, la risoluzione 4K e una gradita espansione dell’inventario e della gestione dei materiali.
La nostra immersione nel Deluxe Pack della trilogia di Ryza è avvenuta su PC e il risultato può definirsi solido, ma non perfetto.
Il lavoro di ottimizzazione resta in linea con le patch post-lancio dei singoli titoli, offrendo un comparto grafico scalabile, effetti più puliti e piena compatibilità con mouse e tastiera (sebbene l’uso del controller resti comunque caldamente consigliato). Su una configurazione moderna come la nostra (GeForce RTX 4070 Super, 32 GB di RAM DDR5, Intel i7-14700K, schermo 1440p) il framerate è rimasto granitico, ma Atelier Ryza 1 DX è inevitabilmente il capitolo che più accusa il passare del tempo, con tempi di caricamento sensibilmente più lunghi rispetto a quanto ci saremmo aspettati.
L’estetica generale continua però a essere piacevolissima allo sguardo: i modelli dei personaggi sono stati leggermente ritoccati, le texture appaiono più definite e le ambientazioni brillano di nuovi colori e una luce più piena. Il vero dispiacere arriva soltanto dalla mancanza di un vero upgrade grafico, che avrebbe giovato ulteriormente allo svecchiamento dell’intera trilogia. In quanto a remaster, però, il lavoro resta coerente e, anche se si sarebbe potuto osare di più, la missione prefissata è senza dubbio compiuta.
In definitiva, Atelier Ryza Secret Trilogy Deluxe Pack è un ritorno in scena ancora innamorato di quella che è stata un’avventura capace di ridefinire l’identità di un’intera serie (nel bene e nel male, non dimentichiamolo). Le versioni DX dei tre giochi non reinventano la formula, ma la perfezionano.
Al netto di uno squilibrio nei contenuti, che tende a favorire il primo capitolo, l’offerta proposta riesce comunque ad abbracciare i giocatori con un mondo caloroso, denso di esperienze e quotidianità, dove l’esplorazione si fonde con la vita stessa e l’alchimia non mescola solo ingredienti, ma anche emozioni, creando qualcosa di più forte: un sentimento autentico.

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