

Avete mai desiderato di essere a capo di un culto e di poter gestire un dungeon tutto per voi? Bene, con All Hail the Orb il vostro sogno diventa realtà. In questo titolo sviluppato da LeGingerDev e pubblicato da GrabTheGames il 20 aprile di quest’anno su Steam, avrete modo di partire da una semplice sfera e gestire, potenziare e ingrandire un dungeon ricolmo di aree da scoprire e materiali da guadagnare.
La trama del gioco è molto diretta e semplice, ma si integra in maniera simpatica con il gioco, le sue meccaniche e quello che utilizzeremo per progredire fino al completamento. Ci troveremo di fronte a questa sfera viola che cliccheremo per far uscire uno spiritello nero, il quale ci rivelerà che il suo padrone è rimasto intrappolato all’interno della sfera e noi avremo il compito di aiutarlo a farlo uscire da questa sua prigione, sbloccando potenziamenti e nuove aree di gioco.


Il titolo si può definire un incrementale e, come tale, più andremo avanti più il nostro diretto intervento sarà superfluo grazie a diverse meccaniche di automazione di guadagno delle risorse. Di base avremo la nostra sfera che dovremo cliccare (o tener premuto) per poter guadagnare la prima delle nostre valute chiamata "devozione". Grazie a questa, avremo la possibilità di far avanzare il livello dell’intero dungeon con la meccanica dell’obelisco, che ci richiederà di ammassare i diversi tipi di risorse e di consegnarne un certo numero per sbloccare nuove aree e funzionalità.


A differenza di altri giochi incrementali che abbiamo provato, la progressione e le risorse richieste differiscono molto tra di loro e hanno metodi abbastanza diversi per essere guadagnate: avremo infatti la sfera citata prima che ci farà guadagnare "devozione", un cristallo che completando una serie di rotazioni ci darà essenza vitale, un vivaio di funghi che potremo coltivare e vendere per denaro, una libreria che ci donerà "conoscenza" una volta assegnati dei cultisti ad essa, una miniera che ci permetterà di guadagnare minerali e, infine, una risorsa chiamata esperienza, guadagnabile tramite il raccoglimento di queste piccole sfere verdi che nasceranno dal nostro cliccare la sfera viola e che ci fornirà una ricompensa sotto forma di carte per potenziare un aspetto del nostro dungeon. Fatta eccezione per la "conoscenza", tutte le risorse citate dovranno essere prima guadagnate manualmente per poi essere automatizzate con i cultisti, evocabili con la prima delle risorse sbloccate e che potremo migliorare con una serie di potenziamenti specifici per ogni area del nostro dominio.


Oltre ai potenziamenti citati sopra, avremo anche la possibilità di evocare e utilizzare delle anatre, le quali, una volta inserite all’interno di un’area, ci forniranno dei bonus passivi che variano in rarità e tipologia. Queste anatre potranno essere utilizzate anche per far funzionare un certo generatore che ci farà guadagnare una valuta spendibile in un albero di abilità, per altri bonus passivi che andranno a pesare su tutto il nostro dominio.

Pur essendo un incrementale, All Hail the Orb risulta molto meno longevo di altri titoli con la stessa tipologia: parliamo infatti di una durata di circa quattro ore per il completamento e circa sei per arrivare al 100% giocandolo in maniera molto attiva e presente. Il flusso di avanzamento del titolo è soddisfacente e ci sono praticamente zero punti morti, classici di alcuni incrementali che puntano più sulla longevità che sulla fluidità di progressione. Ogni area del dungeon impiega più o meno lo stesso quantitativo di tempo per raggiungere la fase di autosufficienza.

L’audio del gioco risulta molto pulito, i suoni dei vari effetti hanno un'identità definita e la musica è un piacevole sottofondo alla nostra esperienza di sviluppo del dungeon. In aggiunta alla colonna sonora di base, avremo la possibilità di cambiare la musica, acquistandola con dei punti che andremo a guadagnare completando obiettivi, nelle stanze in cui i nostri cultisti andranno a riposare per riprendersi dal duro lavoro che affideremo loro.

Tecnicamente parliamo di un prodotto molto solido, nelle ore di gioco che ci abbiamo investito sopra non abbiamo avuto problematiche sul framerate, fatta però eccezione per le fasi finali del titolo, dove, se non vengono rimossi, i particellari che vedremo a schermo potrebbero far rallentare il gioco e inficiare sull’esperienza. Questi particellari sono eliminabili tramite le impostazioni di gioco, ma toglierli pesa molto sul godimento visivo, considerando che non c’è un gradiente da impostare per la loro presenza, ma solamente un interruttore "acceso" o "spento".
Lo stile grafico del titolo rende tutto il contesto di dungeon e culto molto simpatico e amichevole, rendendolo piacevole ai nostri occhi con tantissimi colori e sfaccettature piacevoli. Inoltre, nelle nostre ore di gioco non abbiamo trovato alcun tipo di problema a livello visivo.

All Hail the Orb è un incrementale di tutto rispetto; lo sviluppatore che ne ha concepito l’idea conosce bene questa tipologia di giochi e ha saputo mettere in pratica i concetti di potenziamento, sviluppo e gestione di questo sistema accantonando la lentezza del genere, che spesso rende meno piacevole e tediosa l’esperienza. A partire dalla trama simpatica di supporto, passando per il gameplay molto variegato e con un flusso di progressione piacevole, una musica di sottofondo che accompagna senza infastidire e una grafica che non stanca il giocatore e migliora l’esperienza generale, All Hail the Orb merita il titolo di ottimo incrementale.

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