Immortals Fenyx Rising – Recensione

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A volte un trailer può fregare. Una serie di immagini proiettate su schermo, un gioco che fa il suo secondo reveal in un modo un po’ buffo e senza particolari informazioni, se non un cambio nome, e nello stesso modo si presenta con una demo stramba… Su Stadia.
Gods and Monsters non esiste più, ma come una vera e propria fenice che torna in vita dalle ceneri, riappare sotto forma di Immortal Fenyx Rising.
Il gioco Ubisoft è venuto fuori quasi nell’anonimato più assoluto, almeno fino a una settimana prima dell’uscita quando è stato dato il via libera a numerosi streamer e influencer da tutto il mondo, che hanno iniziato a mostrarlo e il risultato è stato stupefacente. Noi ci siamo voluti prendere qualche giorno in più per poterlo analizzare e siamo qui, finalmente, a poterne parlare con la nostra recensione.

God of Zelda

Immortal Fenyx Rising si piazza in un mondo esplorato più e più volte negli scorsi anni: la mitologia greca. Al contrario di God of War, però, la storia scritta da Ubisoft Quebec si pone su un livello diverso rispetto alla produzione Santa Monica, con un largo utilizzo dell’ironia e della leggerezza sul racconto, senza però mai cadere nel ridicolo. Ci ritroviamo sulla mitologica Isola d’Oro, una terra creata da Dedalo per essere abitata dagli Dei dell’Olimpo congiuntamente agli esseri umani. Tifone, liberatosi dalla prigione in cui lo aveva rinchiuso Zeus, prende d’assalto l’isola togliendo l’essenza alle divinità e trasformandole così in esseri senza poteri, lasciando l’ambiente in mano al crudele nemico, che ha fatto unire alla sua schiera anche i potentissimi e famosissimi eroi della mitologia. Al netto di questo disastro annunciato, un piccolo eroe (o eroina, come nel nostro caso) chiamato Fenyx si ritroverà suo malgrado in una situazione più grande di lui e, naufragato sull’isola, si ritrova a imbarcarsi nell’impresa di liberare le essenze intrappolate da Tifone e sconfiggerlo, per riportare la pace in Grecia. A far da sfondo alla storia di Fenyx, c’è quella di Prometeo e Zeus, con il Re degli Dei che si presenta dal Titano per chiedere un consiglio, e questi gli propone una sfida: se Fenyx dovesse riuscire dove gli Dei han fallito, Zeus lo dovrà liberare dalla sua prigionia mentre in caso contrario lui lo aiuterà con tutte le sue possibilità contro Tifone. Questo fungerà da pretesto per far fare a Prometeo da narratore, le gesta di Fenyx sono raccontate in uno stile che, se all’inizio vi può far storcere il naso, alla fine lo adorerete, rendendolo il vero punto forte dell’intera produzione. Lo stile adottato è quello dei doppi sensi, dell’humor triste con battute che faranno ridere solo le persone con una bruttissima ironia, proprio come il sottoscritto, senza però mai scadere nel volgare. L’intera storia, infatti, seppur scritta in maniera da sembrare leggera e spensierata, nasconde una grandissima morale di fondo andando ad esplorare, contemporaneamente, la mitologia greca.
L’intera avventura di Fenyx si potrà portare a compimento in circa 20 ore se ci si concentrerà sulla storia, mentre tutte le attività secondarie andranno ad occupare tantissimo tempo, praticamente raddoppiando con molta facilità il tempo di gioco tra Cripte e tesori da raggiungere con enigmi o quant’altro.

The Legend of Fenyx

Abbiamo paragonato tantissime volte Immortal Fenyx Rising a The Legend of Zelda: Breath of the Wild e in realtà non è stato mai così sbagliato. Il titolo Ubisoft prende a grandissime mani dall’opera Nintendo, con un open world pieno di cose da fare seppur con un basso numero di missioni secondarie rispetto a quelle ambientali scopribili semplicemente esplorando l’area dalla statua del Dio della zona. Compiendo attività secondarie si andrà a potenziare Fenyx, conquistando così la possibilità di rendersi leggermente più facili le cose durante alcune fasi più avanzate di gioco. Raccogliere materiali aiuterà a potenziare armi e armature in modo sostanziale, anche se bisogna dire che non serve maxare tutto per portare a termine il gioco. Le caratteristiche fisiche, invece, sono molto più importanti e andranno aumentate subito, in quanto rendendo più facili alcuni elementi come gli enigmi o le immense scalate che, proprio come in Breath ot the Wild, dovrete affrontare.
I paragoni con Zelda, però, non si fermano alle scalate e all’utilizzo della stamina che prende enormemente ispirazione dal titolo Nintendo. Alcune delle abilità di Fenyx sembrano proprio uscire dalla magica Hyrule che anni fa ha meravigliato mezzo mondo su quel piccolo capolavoro che è Nintendo Switch. Potremo quindi volare con le ali di Icaro, spostare oggetti più o meno pesanti con degli avambracci, correre e nuotare per tutta l’isola. Tutto questo consumerà stamina che andrà rimpinguata e allenata semplicemente partecipando alle Cripte del Tartaro, veri e propri dungeon che vanno a cancellare le leggi della fisica in cui dovremo utilizzare tutte le nostre capacità per completarli e andare a conquistare l’ambito premio. Seppur sempre molto simili tra loro, le Cripte tendono a divertire e far passare dei momenti tranquilli tra un incarico e l’altro senza andare a impegnare troppo, nonostante sia necessario usare la testa spesso e volentieri.

Spada e Scudo, per Atena

Immortals Fenyx Rising è un titolo immediato e divertente durante l’esplorazione quanto semplice nei combattimenti, che vanno a ripercorrere la strada già battuta da Assassin’s Creed Odyssey qualche anno fa (e dal recentissimo Valhalla che abbiamo recensito positivamente nelle scorse settimane), con attacchi basati sul semplice utilizzo dei due dorsali di destra. Ogni arma e armatura non avrà un proprio indicatore di potenza (quello sarà generico e andrà potenziato con le risorse di cui parlavamo precedentemente), ma semplicemente provvederà a fornire statistiche uniche e su cui basare il proprio stile di gioco. Sarà quindi possibile aumentare il danno inflitto da determinate abilità, potenziare l’attacco (o difesa) in base alle condizioni di salute oppure aumentare caratteristiche fisiche semplicemente utilizzando alcuni set scovabili all’interno dell’immenso mondo di gioco. Sarà dunque possibile anche sfruttare delle build per particolari sezioni oppure costruirsi le caratteristiche in base alla sfida che va affrontata in quel determinato momento, permettendo così al giocatore una grandissima verità nell’utilizzo delle proprie risorse.
Immortals Fenyx Rising si basa, tanto, sulla dinamicità e sulle manovre difensive come la schivata, la parata o il parry, che andranno a respingere l’attacco nemico infliggendogli contemporaneamente un danno. Un sistema tanto semplice quanto efficace, che non mostra mai debolezze nel corso dell’intera avventura e che premia la capacità del giocatore di utilizzare perfettamente il tempismo, dando però possibilità anche ai meno abili di non morire di continuo. Questo apre alla possibilità di speedrun o challenge particolari, come quella di non potenziare mai nessuna caratteristica di Fenyx senza però andare a danneggiare troppo l’esperienza.

Cross-gen con dei vantaggi

Immortals Fenyx Rising è un titolo che va a ricoprire quel ruolo di gioco cross-gen pur facendo del proprio il meglio sulla nuova generazione. Abbiamo giocato il titolo su Xbox Series X, beneficiando proprio delle caratteristiche delle nuove console. Infatti, seppur graficamente non si tratti di un gioco che va a spingere molto dal punto di vista grafico, Immortals Fenyx Rising ci porta a vivere un’esperienza pienamente next gen grazie allo sfruttamento di caratteristiche quali i caricamenti veloci e i 60 fps, fondamentali per vivere a fondo l’intera esperienza. In un gioco dove i caricamenti sono all’ordine del giorno, avere momenti brevi (giusto due/tre secondi al massimo) di stacco nel gameplay aiuta a mantenere un ottimo ritmo che va a beneficiare anche dell’esperienza a 60 fps, qualcosa che per i giocatori console solo adesso sta diventando un elemento imprescindibile.
Nel suo complesso, Immortal Fenyx Rising è un ottimo gioco che merita del tutto il suo prezzo e che può andare sicuramente bene per un periodo di stacco tra una serie di titoli più o meno grandi. Quello in cui, però, è stato totalmente sfortunato è il periodo di uscita, in quanto il lancio di Cyberpunk 2077 rischia di fagocitare tutto quanto.

Good

  • Storia importante ma raccontata con semplicità...
  • Tecnicamente granitico, viva la next gen
  • Breath of the Wild ha fatto scuola in maniera perfetta
  • Ottimo il progresso con l'equipaggiamento

Bad

  • ...anche se non tutti possono apprezzare il tono
  • Cripte del Tartaro ripetitive
8.4

PEM PEM

Sono un videogiocatore dal 1997, ho iniziato con SNES per poi passare al brand Playstation che ancora oggi rimane nel mio cuore pur possedendo quasi tutte le console.

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