God Save Birmingham – Hands-On [Gamescom 2025]

Pubblicato il 17 Settembre 2025 alle ore 10:10
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

Quando ci siamo seduti per provare God Save Birmingham alla Gamescom 2025, non sapevamo davvero cosa aspettarci. Di questo gioco survival indie con zombi avevamo solo sentito parlare di sfuggita, consigliati da un collega che ci aveva detto di tenerlo d’occhio. Dopo circa venti minuti di prova, però, siamo rimasti confusi sul reale senso dell’esperienza e su come i giocatori potranno sentirsi ricompensati o motivati a continuare nel ciclo di gameplay proposto.

La demo si apriva con il nostro risveglio in una piccola stanza all’interno di un villaggio medievale del XIV secolo, riprodotto con un livello di dettaglio notevole, ma popolato quasi esclusivamente da orde di non morti e quando diciamo orde, non esageriamo: la città sembrava deserta di umani, e ogni passo ci avvicinava inevitabilmente a diventare preda di uno dei centinaia di zombi affamati. Il gioco ci lasciava liberi di esplorare, con l’unico obiettivo implicito di sopravvivere il più a lungo possibile. Non è stato semplice. Abbiamo impiegato diversi minuti a capire come equipaggiare un’arma, e definirla tale è quasi un complimento: un attrezzo agricolo arrugginito che ci permetteva di colpire i nemici lentamente, impiegando un’eternità per abbatterne anche solo uno. In giro per il villaggio erano presenti vari oggetti, apparentemente adatti a diventare armi improvvisate, ma inspiegabilmente la maggior parte non poteva essere utilizzata, aumentando la confusione su cosa fosse effettivamente utile e cosa semplice riempitivo d’inventario.

Brancolando senza una chiara direzione, abbiamo provato a orientarci con la mini mappa, che mostrava poche icone sparse: un pozzo, utile per procurarsi acqua, e una chiesa. Convinti che la chiesa potesse nascondere risorse importanti per difenderci, ci siamo diretti lì. Tuttavia, non siamo mai riusciti a raggiungerne l’ingresso: gli zombi ci hanno circondati ripetutamente, costringendoci a morire almeno cinque o sei volte. Ogni volta il gioco ci faceva rinascere nella stessa baracca, obbligandoci a ricominciare la ricerca di un’arma da zero. Il sistema fisico permette di scrollarsi di dosso i nemici agitando le braccia o spingendoli via, ma la fuga diventa impossibile quando il gruppo è troppo numeroso. A quanto pare, armi e armature rare sono presenti nel villaggio, forse proprio nella chiesa, ma durante la nostra sessione non siamo riusciti a trovarle. Gli sviluppatori di Ocean Drive Studio hanno dichiarato che la versione in accesso anticipato di God Save Birmingham si concentrerà principalmente sulla modalità sandbox, mentre la release completa introdurrà una campagna narrativa per dare maggiore struttura all’esperienza. Al momento, però, non è stata ancora comunicata una data d’uscita.

Anche con la promessa di una campagna, ci chiediamo quanto il gioco potrà rivelarsi davvero divertente. La nostra prova ci ha lasciato l’impressione di un titolo ancora troppo acerbo, persino per una fase di pre-alpha. Essere catapultati in una città medievale infestata di zombi e costretti semplicemente a resistere il più possibile non ci ha restituito quella sensazione di progressione e gratificazione che un survival dovrebbe offrire. Vedremo se, con l’arrivo dell’accesso anticipato, God Save Birmingham riuscirà a trasformarsi in un’esperienza più completa e avvincente.

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