Elta: Defy All Gods – Hands-On [Gamescom 2026]

Pubblicato il 30 Settembre 2026 alle ore 18:00
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Pongiornissimo, gente della Tribù, come ve la state passando? Siamo ufficialmente arrivati alla fine del mese, ma gli articoli dedicati alla Gamescom 2026, almeno da parte mia, non cesseranno di arrivare di certo.
Dopo aver saltellato per vari stand e dopo aver parlato di diversi publisher, oggi farò un “ritorno alle origini” per raccontarvi di un titolo visto grazie ai ragazzi di Focus Entertainment, ovvero Elta: Defy All Gods, gioco presentato in anteprima durante la Opening Night Live. Vi ricorderete che avevamo infatti già incontrato Focus nel mio hands-on di BioEden (l’articolo con cui avevo aperto la mia serie di pezzi dedicati alla fiera di Colonia), ma il provato di oggi è proprio uno speciale tra gli speciali, dato che è basato anche sulla possibilità di testare nella comodità della mia cameretta la demo presente in fiera. Ringrazio molto per l’occasione, dato che ciò mi ha permesso di poter meglio abbozzare un giudizio personale e approfondire le mie prime impressioni sul nuovo titolo di Afterburner Studios. Fatte le dovute premesse, è tempo di gettarsi in questo provato, buona lettura!

Appendice 1: Una fede incrollabile

La demo di Elta: Defy All Gods si apre in maniera estremamente diretta e senza grandi fronzoli, accogliendoci in quella che viene definita come una guerra di proporzioni divine. Ci troviamo a prendere il controllo di un guerriero silenzioso e che chiaramente ha visto giorni migliori, Ashar, ma che è ancora perfettamente in grado di combattere e di muoversi agilmente. Grazie a lui, impariamo così le meccaniche di base del titolo e abbiamo un assaggio anche di ciò che ci attenderà nel nostro viaggio futuro.
La presenza a schermo di Ashar dura molto poco e lascia presto spazio alla presentazione di Victus, il vero protagonista: scelto come eletto dal popolo di Edinnu, il nostro ha il compito di salvare l’antico dio Eltaliel, caduto ormai in disgrazia. Il suo viaggio verso il mondo di Lerna lo costringe a un atterraggio di fortuna, ma egli non si fa per nulla impensierire dalla cosa e comincia a marciare nelle lande gelate e inospitali del pianeta verso il suo sacro obiettivo.

Nel giro di pochi scontri, avremo la possibilità di conoscere il suo compagno di avventure, ovvero il piccolo draghetto divino Elta. Guadagnata la sua fiducia, Victus ha raggiunto il suo primo obiettivo, recuperare il dio, ma deve ora avvalersi di tutta la sua forza per proteggerlo e riportarlo al suo antico splendore. I residui dell’antica guerra sono ancora attivi e il viaggio si preannuncia ricco di ostacoli…
La narrazione portata a schermo da Elta: Defy All Gods non è nulla di mai visto e, anzi, sembra avvalersi di tropi molto celebri nel mondo videoludico, ma ci ha comunque colpito. Il protagonista silenzioso che fa parlare le azioni accompagnato da una creatura tenera che lo assiste è una dinamica ben collaudata, mentre le tematiche che trattano la spiritualità non sembrano state inserite tanto per, legando invece bene l’esperienza. Possiamo solo sperare che il tutto si evolva al meglio, anche grazie alla narrazione ambientale, che ci è parsa molto presente.

Appendice 2: Un pugno inarrestabile 

Ma, al di là della (mecha)religione, che gioco è Elta: Defy All Gods? Ci troviamo davanti a un metroidvania 3D, sottogenere decisamente poco diffuso rispetto al suo cugino in due dimensioni, che prende in prestito molte meccaniche dai giochi d’azione, in particolare dai picchiaduro [dettaglio che ho apprezzato estremamente N.d.R.]. Nei panni di Ashar prima e di Victus dopo, infatti, ci ritroviamo ad attraversare ambienti che nascondono potenziamenti e che sono collegati da percorsi interconnessi, ma che richiedono specifiche capacità per essere raggiunti; grazie a un movimento estremamente fluido e a comandi responsivi, Elta mette alla prova le abilità del giocatore per completare sezioni platform ed esplorare le zone in maniera elegante. La demo riesce a far percepire come rilevate l’ottenimento di nuove opzioni di attraversamento della mappa (così come per il combattimento) e immaginiamo che il tutto sarà ancora meglio reso nella versione completa.

Per quanto il titolo non sia ovviamente ancora nella sua forma definitiva, possiamo dirvi che le sezioni di combattimento di Elta: Defy All Gods ci hanno davvero convinto: grazie all’allenamento di Victus e alle capacità di Elta, il titolo di Afterburner offre un’incredibile soddisfazione durante gli scontri. È infatti possibile concatenare attacchi e schivate in modo libero, adattandosi rapidamente alla tipologia di baruffa che ci si trova di fronte, e soprattutto, senza essere legati a mosse lente, cancellando anzi le proprie animazioni. Più si riesce a mandare a segno colpi senza subire danni e più si accumula energia, necessaria per scatenare i propri attacchi speciali, in grado di coprire un’ampia area e infliggere danni devastanti.
È poi possibile sviluppare il proprio arsenale di attacchi con molteplici alberi delle abilità e anche combinare effetti elementali che alterano in modo marcato le mosse finali. Insomma, un sistema intrigante e stratificato!

Appendice 3: Uno stile incredibile

Come abbiamo già detto, avendo testato il titolo una seconda volta (e con più calma) dopo la prova su strada in quel di Colonia, ci sentiamo di poter commentare con maggiore precisione la porzione tecnica e, soprattutto, quella artistica di Elta: Defy All Gods.
Per quanto lo stile visivo scelto da Afterburner Studios non sia il più immediato a cui abituarsi, pensiamo che il comparto grafico del titolo sia uno dei suoi fiori all’occhiello. Grazie a un effetto perfettamente implementato, ogni elemento di gioco dà infatti l’idea di esser composto da autentiche e pesanti pennellate, sia per ciò che è statico, come gli ambienti o gli oggetti, sia per ciò che è in movimento, come i nemici o gli effetti visivi che caratterizzano i nostri poderosi pugni. Questa scelta estetica rende sin da subito Elta: Defy All Gods un gioco dallo stile unico e non possiamo che lodare la direzione artistica, che ci pare pure perfetta per legare le due anime del gioco, quella meccanica e quella spirituale.

Parlando del lato tecnico, per quanto il nostro computer non sia più una macchina di fascia alta, il gioco non ci ha causato problemi e ha anzi girato perfettamente con diverse opzioni grafiche impostate su una qualità alta. I caricamenti sono stati rapidi e la fluidità provata sul PC presente in fiera ci è parsa la stessa, supportando a dovere il già elogiato lato artistico. Anche le animazioni, che riprendono in primis il pugilato, ma anche diversi altri stili di combattimento [come ci ha potuto confermare Ian Cofino, direttore del progetto N.d.R.], ci hanno nuovamente impressionato per la loro cura e per la fisicità che riescono a donare agli scontri!
Concludiamo facendo anche un plauso al sonoro del gioco, che nella demo costella il viaggio di Victus con sonorità mistiche di grande atmosfera. Inoltre, il doppiaggio è usato pochissimo, dato che si preferisce lasciare la parola per la quasi totalità del tempo a versi e suoni ambientali, un’altra scelta molto accattivante.

Conclusioni: Per Elta!

Pensiamo che la nostra soddisfazione sia abbastanza palese, ma ci teniamo nuovamente a sottolineare come Elta: Defy All Gods ci abbia colpito in positivo entrambe le volte che ci siamo trovati alle prese con il suo misto di combattimento ed esplorazione, capace di donare un grande senso di libertà, prendendo al contempo a piene mani dallo stile dei già citati picchiaduro. Il viaggio di Victus e del suo piccolo drago divino si preannuncia veramente intrigante e non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà.
Se siete alla ricerca di un titolo dalla forte identità artistica [citare Arcane è d’obbligo, perché è chiaramente una delle fonti di ispirazioni N.d.R.] e in grado di rendere in modo incredibilmente fluido e soddisfacente un gameplay tipico dei giochi di lotta, inserendolo però in un contesto ben diverso, vi invitiamo vivamente a tenere d’occhio l’opera di Afterburner e Focus, anche se ci vorrà ancora un poco per la sua uscita, che è stimata per il primo quarto del 2027. Nel caso non vediate proprio l’ora di mettervi già alla prova con tutto ciò che abbiamo descritto (e molto altro), non dovrete però fare altro che aspettare domani… la stessa demo che abbiamo potuto provare noi sarà infatti disponibile per tutti!

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