Warriors Orochi 4 – Recensione

Giochi Recensioni

Quello dei Musou è un sotto-genere veramente particolare nell’industria videoludica. In origine parola atta ad indicare il franchise di Koei Tecmo e Omega Force, col passare degli anni il termine musou è diventato una definizione atta a comprendere tutti quei titoli prodotti da svariate case, come ad esempio Capcom con il suo Sengoku Basara o Square Enix con Drakengard, che condividono con i titoli della saga Warriors alcuni elementi di gameplay, come la formula da hack ‘n’ slash in 3D, mappe enormi ed gameplay uno-contro-mille che non si lascia mancare però alcune digressioni stategiche di quando in quando.
Prima di tutte le digressioni nel mondo di Gundam, di Hokuto, di Hyrule o nel mondo piratesco di One Piece, il grande evento nel panorama dei musou era stato, nel 2007, l’arrivo su PS2 di Warriors Orochi, ambiziosi titolo che univa i personaggi dell’antica Cina del capostipite Dynasty Warriors ai guerrieri del Giappone feudale di Samurai Warriors, lanciandoli in una dura lotta contro il Re Serpente Orochi.
A undici anni dal primo titolo il crossover di Omega Force è pronto a tornare in azione, per la prima volta sulle console di VIII Generazione, con la sua terza iterazione. Si, avete letto bene, quello che in occidente è stato commercializzato con Warriors Orochi 4 è in realtà il terzo capitolo della serie. Le origini di questo malinteso risalgono al fatto che in Occidente la “Complete Edition” del primo titolo è stata commercializzata erroneamente come Warriors Orochi 2.
Forte di un roster di personaggi immenso, che è valso alla serie il Guinnes World Record per il titolo Hack ‘n’ Slash con il maggior numero di personaggi giocabili (questo è il terzo record ottenuto dalla saga dopo quelli per la la serie di Hack ‘n’ slash più venduta al mondo e per quella più prolifica) Warriors Orochi 4 si presenta agli utenti PlayStation 4, Xbox One, PC e Switch con una veste rinnovata e nuove, intriganti idee di gameplay. Saranno però riuscite queste novità ad infrangere la costante ripetitività del genere Musou, da sempre uno dei suoi talloni d’Achille? Leggete questa recensione e lo scoprirete…

ODA NOBUNAGA, LU BU, ZEUS E ODINO ENTRANO IN UN BAR…

Il pretesto narrativo che sta alla base di questa nuovo crossover tra gli eroi dell’antica Cina protagonisti del Romanzo dei Tre Regni (un testo storico del XIV secolo che narra degli scontri che portarono alla nascita della Cina unita tra il 169 ed il 280 d.C) e dei Samurai che portarono all’unificazione del Giappone nel XVI secolo è piuttosto particolare e sicuramente di spicco rispetto al passato della serie.
La vicenda si apre incredibilmente sul Monte Olimpo, dove Ares e Atena stanno assistendo il padre Zeus, intento nella creazione di una dimensione parallela grazie al potere di nove bracciali magici noti come Ouroboros. La divinità ha infatti bisogno che gli eroi delle due epoche storiche si scontrino nel nuovo mondo da lui creato per portare avanti i suoi oscuri piani.
Gli eroi, i cui ricordi della precedente collaborazione sono ormai scomparsi dopo la sconfitta di Orochi e la distruzione del mondo da lui creato, si troveranno così costretti a stringere alleanze e formare un esercito per recuperare i bracciali, caduti nelle mani di pericolosi avversari come Oda Nobunaga, la strega Da Ji ed il mostruoso Lu Bu. Ma la storia non si limiterà a questo e l’intervento degli Dei Nordici potrebbe cambiare per sempre il destino dei nostri eroi. Per affrontare questa nuova battaglia, gli eroi che man mano si accoderanno alle peripezie del possente Naomasa Ii, della tenera Naotara Ii e dell’imbattuto Tadakatsu Honda potranno contare su mistici artefatti, noti come Tesori Sacri provenienti da svariate mitologie, che doneranno loro dei poteri magici incredibili, l’unica arma in grado di scontrarsi con la terribile minaccia dei braccialetti.
Da queste premesse, Warriors Orochi 4 prenderà il largo verso una narrativa divisa in 5 capitoli ricchissimi di missioni e costellata da numerose quest secondarie. Ogni missione ci permetterà di ottenere uno o più nuovi eroi per il nostro esercito, portando il totale a ben 170 eroi, il numero più alto di personaggi giocabili presenti nel franchise, provenienti dai quattro Samurai Warriors, dai nove Dynasty Warriors, dai titoli della saga Orochi precedenti ed infine dei personaggi originali provenienti dal mondo divino.
Se la modalità narrativa di Warriors Orochi 4 è buona e intrigante, purtroppo va detto che l’anima “storiografica” della serie si è completamente perduta. Nonostante le brevi descrizioni associate a ciascun personaggio, sarebbe stata gradita l’aggiunta di una modalità enciclopedica che descrivesse nei dettagli la storia ed i conflitti di ciascun personaggio e di ciascuna guerra che ha combattuto nella sua epoca storica, almeno per offrire ai neofiti della serie un quadro generale dei vari legami che legano le decine e decine di guerrieri cinesi e giapponesi presenti nel titolo.

IL POTERE DI ABBATTERE GLI DEI

Il sotto-genere dei Musou è forse uno dei più “primitivi” dell’industria e uno dei più refrattari alle novità. Dal 2000, anno di uscita del primo capitolo “musou” della serie, Dynasty Warriors 2 (tralasciando dunque il picchiaduro Dynasty Warriors) la serie non ha mai presentato particolari evoluzioni, mantenendosi sempre aggrappata ad un sistema basato su due tipologie di attacco, alternabili tra loro in svariate combo il cui numero cresce assieme al livello del personaggio, ed un attacco speciale, definito appunto Musou, con le quali il giocatore si fa largo in mappe popolate da migliaia di avversari, falciando orde e orde di soldati semplici in cerca di Ufficiali e Generali nemici.
Eppure, nonostante la sua immobilità, è un genere che non conosce crisi e che ogni anno riesce ad ottenere un successo immenso, sia con i suoi capitoli principali che con le sue collaborazioni di lusso, basti pensare a quelle con Gundam, Kenshiro, One Piece, The Legend of Zelda, Dragon Quest, Berserk e Fire Emblem.
Forse è il fascino della serie deriva dalla realtà storica narrata nei titoli Warriors, oppure dal senso di onnipotenza che dona il giocare nei panni di un guerriero invincibile in grado di sterminare migliaia di soldati comuni o forse ancora il piacere che offre lo spegnere il cervello e tuffarsi in un hack’n’ slash immediato e divertente dopo una lunga giornata di lavoro.
Warriors Orochi 4 si presenta come un titolo classico del genere, un hack ‘n’ slash puro che cerca di introdurre qualcosa di nuovo ma senza stravolgere la saga, cosa che Koei aveva tentato e clamorosamente fallito con la svolta Open World di Dynasty Warriors 9. Durante il gioco si potranno controllare tre diversi combattenti, alternabili in ogni momento con i tasti dorsali. Ciascun guerriero sarà dotato del proprio moveset ed abilità uniche, utilizzabili alternando il tasto quadrato ed il tasto triangolo (se giocate su PS4) che potranno venire concatenate in numerose combo anche cambiando al volo l’eroe in campo senza interrompere la catena di attacchi.
Le mappe saranno immense e spesso labirintiche, ma raramente offriranno obiettivi semplici e ripetitivi . Spesso infatti le missioni avranno uno sviluppo dinamico e durante l’avanzamento ci verrà presentato un obiettivo finale che spesso potrà cambiare durante lo svolgimento della missione, accompagnato tra l’altro da svariate sotto missioni, come scortare un alleato, correre a difendere una particolare zona della mappa, raggiungere un nemico in un certo lasso di tempo o di sconfiggere un particolare avversario per poter aprire percorsi sbarrati da cancelli e portoni. Ovviamente gli scontri contro i generali nemici, molto più potenti dei normali soldati ed ufficiali, spesso chiuderanno le missioni, ma non sempre saranno il nostro obiettivo, ad esempio certe missioni ci intimeranno di aiutare la fuga di un alleato, oppure di resistere ad un assedio nemico per un certo lasso di tempo.
Warriors Orochi 4 presenterà inoltre un’anima arcade più marcata rispetto agli altri capitoli della serie (a scapito c’è da dire dell’anima più strategica che risalta soprattutto nelle espansioni Empires o negli spinoff come Dynasty Warriors Gundam o Fire Emblem Warriors), anima arcade che si manifesterà in due maniere. La prima riguarda il contatore di colpi su schermo: continuando ad attaccare i nemici senza sosta di potrà aumentare un contatore che, una volta raggiunti certi livelli, potenzierà il nostro personaggio e le sue abilità, mentre la seconda riguarda la schermata di fine livello, che premierà le nostre prodezze in battaglia, come il tempo impiegato per completare la missione ed i nemici uccisi con voti dalla D alla S.
La novità principale di questo Warriors Orochi 4 sarà il concetto di Misticismo. Gli eroi alleati infatti otterranno nelle prime battute del gioco l’accesso ai Tesori Sacri, della armi mistiche provenienti da svariate mitologie, che doneranno loro l’accesso a possenti magie. Tenendo premuto il tasto R1 e il tasto dedicato all’attacco leggero si potrà usare la Magia Normale, un attacco rapido e non particolarmente potente, ma che non impedirà al contatore di colpi di diminuire, R1 e Triangolo daranno il via alla Magia Caricata, un attacco potente ma che spezzerà la combo ed infine, attivano nello stesso momento il Tesoro Sacro e l’Attacco Musou, la Magia Unica, una sorta di attacco Musou magico, con un’animazione unica per ciascun persoaggio.  Esiste poi un quarto tipo di magica, l’Attacco Unity, che potrà essere utilizzato una volta riempito un certo indicatore. Questa abilità fonderà i poteri dei tre guerrieri in combattimento con i quattro alleati di supporto per creare un attacco magico devastante. I citati guerrieri di supporto saranno quattro alleati che, anche se non controllabili in battaglia, potranno venire accodati al team di combattimento per aumentare in maniera passiva i loro valori di attacco, difesa e potere magico.
La componente mistica si presenterà nel titolo anche nella forma dei Chaos Origins, misteriosi nemici spettrali che compariranno nel campo di battaglia rendendo virtualmente invincibili tutte le unità nemiche nei loro dintorni. Solo le magie potranno danneggiarli e, se sconfitti con un contatore di combo pari o superiore a 300, questi nemici rilasceranno una Lacrima degli Dei, un oggetto che darà al nostro eroe la possibilità di entrare nello stato Ira, uno status potenziato che gli permetterà di accedere alla versione definitiva del proprio attacco Musou.
Per combattere gli Dei però nemmeno il potere della magia e dei Tesori Sacri sarà sufficiente e quindi Warriors Orochi 4 prederà spunto dallo spinoff Dynasty Warriors Strikeforce e permetterà a determinati personaggi principali, una volta ottenuto uno dei mistici bracciali, di sostituire il comando Ira con quello di Deificazione, che tramuterà l’eroe prescelto in un essere dai poteri divini.
E’ chiaro da queste righe come l’aggiunta dei poteri mistici e di numerose abilità speciali ha reso il gameplay di questo Warriors Orochi 4 sicuramente il più vario e multiforme della serie, che accompagnerà i giocatori nelle differenti difficoltà. Spesso infatti i Musou sono stati tacciati di essere titoli estremamente semplici, ma questo Warriors Orochi 4 basta da solo a smentire queste voci, sia con i tre livelli di difficoltà base che con quelli sbloccabili solo a gioco completato.

CAMPO BASE, DOLCE CAMPO BASE

Le novità sul lato di gameplay ed i diversi livelli di difficoltà si sposano con una componente ruolistica semplice e immediata ma pur sempre divertente. Combattendo i personaggi saliranno di livello nella maniera più semplice, aumentando le proprie caratteristiche fino al livello 100, ma al termine della missione ( a seconda del voto ottenuto) otterranno Gemme e Cristalli e Punti Crescita. Questi ultimi serviranno per fare salire di livello gli eroi che non hanno preso parte al combattimento, dando ai giocatori la possibilità di mantenere equilibrato il livello di tutti i propri guerrieri. Ogni level up garantirà ai personaggi dei Punti Abilità, che potranno essere spesi per potenziare le statistiche dei giocatori e aumentare il numero ed il potere delle combo disponibili. I cristalli e le gemme avranno invece la duplice funzione di potenziare il Campo Base e le armi dei giocatori. Il primo permetterà di ottenere bonus e potenziamenti per tutto l’esercito mentre il secondo sarà una semplice modalità crafting che darà ai giocatori la facoltà di utilizzare particolari essenze, ottenute smantellando armi vecchie, per donare speciali abilità e power-up agli svariati equipaggiamenti.
L’offerta ludica di Warriors Orochi 4 si completerà con l’aggiunta di un’inedita modalità multiplayer. Oltre alla possibilità di collaborare con un amico per completare le missioni della storyline, sia online che offline con splitscreen, Warriors Orochi 4 offrirà infatti per la prima volta nel franchise una modalità esclusiva dedicata interamente al multiplayer, la Battle Arena, una sorta di modalità “conquista la base” che vedrà scontrarsi due team composti da 3 giocatori ciascuno.

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE D’ORIENTE

Non è un mistero che Koei Tecmo non si sia mai curata più di tanto dell’aspetto tecnico dei suoi titoli e questo Warriors Orochi 4 non fa eccezione. Certo la veste grafica ed estetica dei personaggi giocabili sembra decisamente migliorata rispetto al passato, con animazioni molto più varie e fluide ed effetti particellari ben curati presenti in abbondanza, ma purtroppo lo stesso non si può dire dei modelli degli avversari, tutti dei blandi e poco definiti cloni, e delle ambientazioni, spoglie e praticamente non interattive.
Purtroppo l’enorme presenza di nemici sullo schermo potrà provocare qualche problema di prestazione anche su PlayStation 4 Pro (la versione da noi testata), influendo in maniera negativa sul framerate, che non sempre riuscirà a mantenere i 30 fps, specialmente quando si utilizzano le mosse speciali più ricche di particellari ed effetti visivi. Va detto però che questi cali sono isolati e che generalmente il titolo si comporta piuttosto bene, segno che Omega Force ha imparato dai suoi recenti errori.
Purtroppo Orochi 4 mantiene la linea dei recenti titoli di Koei Tecmo ed include solamente il doppiaggio in lingua giapponese (scelta assai bislacca quando metà del cast è composto da guerrieri cinesi). Il problema sorge durante i foltissimi dialoghi che avvengono durante le missioni. Non potendo il giocatore tenere gli occhi puntati sulle schermate di dialogo (interamente in inglese) tutto il tempo per via dell’azione, sarà piuttosto semplice perdersi alcune linee di dialogo importanti, problema che sarebbe stato meno presente se fosse stato disponibile anche il doppiaggio in lingua inglese. Dal punto di vista della colonna sonora invece Warriors Orochi 4 non delude, offrendo il classico mix tra brani rock/metal e musiche tradizionali orientali in grado di produrre musiche incalzanti che accompagneranno le svariate battaglie.

GUERRIERI FINO ALLA FINE

Warriors Orcohi 4 offre una proposta interessante per tutti i fan della saga, un ritorno della saga su lidi sicuri dopo i risultati disastrosi ottenuti da Warriors All-Star e dall’esperimento Open World di Dynasty Warriors 9.
Certo, la varietà non è mai stata nelle corde del Musou e i giocatori meno avvezzi al genere non percepiranno la novità allo stesso modo, ma l’aggiunta dei poteri mistici ha decisamente svecchiato la stantia formula dei Musou, aggiungendo una ventata d’aria fresca estremamente gradita che differenzia ancora di più gli eroi del foltissimo roster. Narrativamente il titolo offre dei risvolti mitologici piuttosto interessanti ad una trama ricca di sorprese, probabilmente la migliore produzione “non storica” di casa Omega Force
Gli appassionati della serie troveranno un Musou brillante, vario e ricco di personaggi mentre coloro che non sono appassionati del genere vi ritroveranno i difetti più comuni del genere, come una decisa ripetitività e un profilo tecnico scarso, anche se non potranno non riconoscere la grande mole di contenuti presente nel titolo, non solo nella ricca storymode ma anche nella gradita aggiunta della modalità Battle Arena Online.
Forse Warriors Orochi 4 non è il Musou migliore di sempre, ma resta un titolo vario, ricco e con una decisa anima arcade non comune nella serie, un titolo che soddisferà i fan dei precedenti episodi e che potrebbe regalare ore e ore di intrattentimento senza troppe pretese in salsa hack ‘n’ slash anche a chi non si è mai avvicinato al genere.

Good

  • Un numero record di personaggi giocabili, ben 170
  • Story Mode longeva e sostenuta da una narrativa intrigante
  • L’aggiunta della Magia, dei Tesori Sacri e delle Deificazioni ha aggiunto una decisa varietà ad un gameplay piuttosto stantio
  • Doppiaggio in Giapponese ottimo...
  • Colonna sonora intrigante
  • Gradevole l’aggiunta della modalità online

Bad

  • Alla lunga potrebbe diventare ripetitivo
  • Tecnicamente deboluccio
  • Personaggi non equilibrati
  • ...ma si sente la mancanza di quello inglese
  • Assenza di una modalità enciclopedia
7.3

"PRETTY GOOD"

Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider ma, ahimè, un giorno da mio zio vidi un curioso videogioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG! Nel tempo libero ascolto la musica di Satana, l'Heavy Metal e combatto una coraggiosa battaglia contro il tempo e la genetica per mantenere viva la mia forte chioma. Per ora sto vincendo.

Lost Password

Sign Up