The Council – Episodio 3/4 – Recensione

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Tribù, torniamo nuovamente a parlare di The Council, l’avventura grafica realizzata dalla software house di Big Bad Wolf, in cui ogni azione può portare a grosse conseguenze con il proseguire della trama.
In questa recensione andremo a parlare degli episodi 3Ripples” e 4Burning Bridges“, in attesa che arrivi il quinto che concluda questa intrigante avventura.
Come si sono comportati questi due episodi? Andiamolo a scoprire.

La gioia degli storici

Come accennato poco fa (e nelle precedenti recensioni) ogni decisione presa può comportare dei grossi cambiamenti a livello di informazioni, diramazione narrativa e finale stesso dei singoli episodi.
Le vicissitudini che si vanno ad affrontare toccano un compromettente momento storico, meglio dire due ideologie; nel mezzo di questi intrighi politici arriviamo a disquisire la delicata questione tra vecchia e nuova mentalità.
Da un lato abbiamo la concezione del potere assoluto, controllo della nazione e sull’uomo dettato dal sovrano, dove ogni decisione presa dal singolo ed unico re è legge; dall’altro lato abbiamo l’opportunità che possano scegliere, possedere una libertà, seppure sarà oggettivamente un concetto fittizio legato al “dovere” di trovare un lavoro per pagare le tasse che gli concedono di vivere questa “libertà”.
Nel mezzo di tutto questo, noi non solo dovremo decidere verso quale concetto (e chi lo sostiene) aggregarci, ma si aggiungeranno una serie di eventi dove alcune risposte potranno determinare la vita e la morte di alcuni personaggi.
Proseguendo nella storia si vanno a toccare concetti che andranno oltre l’immaginario, riuscendo a lasciare il giocatore sorpreso della grossa mole di informazioni che accumulerà velocemente in alcuni frangenti dei due corrispettivi episodi (mentre un certo evento, grazie ad alcuni indizi, si può intuire facilmente).

Questi due episodi di The Council lasceranno particolarmente affascinati i giocatori andando, sotto una certa prospettiva, ad affrontare argomenti come la schiavitù dei neri, il concetto approssimativo di libero arbitrio e di poter “scegliere”.
Il discutere di queste teorie ci porta a forgiare parte delle conseguenze, dato che verremo portati a prendere delle scelte seguendo la nostra linea morale su tali argomenti, se si denota come tali eventi hanno realmente lasciato forti impronte e battaglie sociali nella storia umana.
Parte di quello che viviamo è, sotto certe prospettive, affascinante; possiamo dire che farebbe quasi la gioia di tutti i complottisti che ora bazzicano nella rete con le teorie più assurde.
Vivremo intorno a vicissitudini storiche molto importanti, già solo la presenza di personaggi come Washington e Napoleone fa comprendere tutto questo; parliamo di essere partecipi ad una situazione in cui la presenza di pochi, con il semplice si o no, possano decidere il destino di intere nazioni e persone.
Ribadiamo comunque che il gioco ha una sua trama principale da decidere e vivere, ma il tutto contornato da questi dettagli e ideologie che possono intrigare anche coloro che non erano particolarmente appassionati di storia.

Se proprio vogliamo dirla tutta, andremo anche ad affrontare una situazione fuori dall’ordinario, concedendoci l’introduzione di una nuova feature (che non diremo per evitare spoiler) capace di amplificare il già conosciuto gameplay.
In questi due capitoli andrà sfruttati al meglio ogni talento che è stato acquisito nel corso del gioco, così come la scelta di distribuzione dei punti abilità nel passaggio dei vari atti.
Stessa cosa vale per i consumabili, sarà quasi richiesto un calcolo matematico tra i punti sforzo e gli oggetti da utilizzare, non solo per quanto riguarda il numero di “Confronti” da affrontare, ma anche perché in questi due capitoli vi saranno delle corpose ricerche, dove andrà sfruttato tutto al meglio.
Quello che potrebbe lasciare perplessi in certi momenti, è che queste ricerche richiedano continui spostamenti, e alla lunga il giocatore potrebbe annoiarsi.
Allo stesso tempo, affascinerà chiunque abbia il piacere di mettere a confronto le incongruenze che sono presenti tra: avvenimenti storici, arte, letteratura e fede religiosa (mettendo nuovamente in risalto diverse opere realmente esistenti inserite in questo gioco).

Se i finali del terzo capitolo lasciano quella vena di curiosità di comprendere come la storia prosegue, la stessa cosa non si può dire totalmente del quarto.
Le scelte da prendere per decidere come concludere quest’ultimo saranno importanti ed avranno delle conseguenze non da poco nell’ultimo atteso capitolo; allo stesso tempo, però, i finali non riescono a dare quella scarica di adrenalina e sorpresa che i precedenti capitoli sono riusciti a trasmettere.

Per quanto riguarda il comparto tecnico di The Council, abbiamo potuto constatare che la versione PC da noi giocata ha ricevuto, tramite le patch, una buona ottimizzazione che inizialmente portava qualche piccolo problema sulle performance hardware nei primi due capitoli del gioco.
Qualche problema rimane ancora presente (di rado) nella lettura di comando tra movimenti e visuale; inoltre, alcune animazioni continuano a risultare legnose e il limite tecnico a volte è talmente forte da sminuire l’impatto emotivo che dovrebbe trasmettere durante una fase delicata del gioco.
Ciò di cui siamo dispiaciuti è che, nonostante abbiamo già particolarmente apprezzato la colonna sonora del gioco, sentiremo veramente pochi brani nuovi nel corso di questi due capitoli, trovandoci ad ascoltare in buona parte sempre le stesse musiche.

Conclusioni

Che dire quindi degli episodi 3 e 4 di The Council?
Il team di Big Bad Wolf riconferma che il loro titolo si è dimostrato capace di dare una nuova linfa alle avventure grafiche, riuscendo ad inserire la componente GDR che va ad amalgamarsi alle meccaniche legate ai dialoghi con scelta multipla, azioni da poter compiere ed eventuali “quick time event” rinominate come Opportunità.
Anche questa volta il gioco invita a riprendere più sessioni nei diversi salvataggi, per poter diramare tutte le ipotetiche opzioni presenti ed ottenere determinate situazioni e informazioni che altrimenti, eseguendo una sola sessione, non sarebbero accessibili.
Non resta quindi che attendere l’arrivo del quinto ed ultimo episodio, nella speranza che tale riesca a dare una soddisfacente conclusione a tutto il ciclo narrativo che ci ha accompagnato in quest’avventura nei panni del buon Louis de Richet.
È veramente un grandissimo peccato che il gioco non possieda una traduzione in italiano, data la promettente qualità del titolo, la barriera linguista risulta un problema per chi non è particolarmente pratico con l’inglese (specialmente per la complessità di alcuni dialoghi o letture).

Good

  • Interessanti colpi di scena
  • Una nuova feature che amplia il gameplay
  • Affascinante coinvolgimento su diverse ideologie
  • Confronti storici, letterari e religiosi
  • Alta rigiocabilità

Bad

  • Alcuni limiti tecnici ancora presenti
  • (Quasi) sempre le stesse musiche, per quanto belle siano
  • Alcune ricerche potrebbero annoiare alcuni giocatori
  • La barriera linguistica
8.7

PEM PEM

Nato nell'88 è approdato nel mondo dei videogiochi grazie al NES; con il passare degli anni quello che all'inizio era intrattenimento si è trasformata in una passione per questo mondo da renderlo un lavoro.

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