The Council – Episodio 2 – Recensione

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Focus Home Interactive e Big Bad Wolf rilasciano il secondo episodio del loro titolo The Council, intitolato “Hide and Seek”.
Il primo capitolo (che potrete leggere semplicemente Cliccando Qui) è riuscito ad allietarci con un interessante esperimento che unisce l’avventura grafica al GDR; questo nuovo episodio saprà soddisfarci altrettanto?

Una situazione delicata

Come abbiamo già spiegato nel corso della precedente recensione, in questo gioco vi sono scelte di cui bisogna assumersi la responsabilità, fattore che viene fatto notare sin dall’inizio di questo episodio.
Dopo un piccolo riassunto dei punti focali, la storia inizia in una nuova location, qualunque sia stato il finale del primo episodio; ciò che farà la differenza è il come viene svolta la discussione, variando da un dialogo di convenienza ad uno in cui il nostro Louis si trova in una scomoda posizione. Queste conversazioni diametralmente opposte portano già una sostanziale differenza a livello di gameplay e narrazione: una ci permette di accedere ad una sessione aggiuntiva di gioco; mentre l’altra esegue un taglio narrativo netto, portando la storia in un punto comune. Suddiviso in tre atti, a differenza dei cinque del suo precedessore, questo secondo capitolo si concentra in maniera particolare sull’analisi e la risoluzione dei puzzle.
Adornato dal suo tocco di mistero, nel corso del titolo dobbiamo tenere occhi e orecchie ben aperti per tutto ciò che viene letto o citato, con un piccolo “aiuto” che tiene in promemoria gli indizi più importanti raccolti per tenere sempre attivi mente e logica.
Tale attenzione mette alla prova anche la capacità di comprendere se utilizzare le proprie abilità o meno al fine di ottenere determinate informazioni, sapendo scegliere quale sia la più adeguata per arrivare alla risoluzione dell’enigma (ricordiamo che le abilità hanno un costo in punti, quindi è importante equilibrare l’utilizzo di esse è degli oggetti).
Ad influenzare queste decisioni vi sono i talenti, che possono fornire sia vantaggi che svantaggi nell’utilizzo delle abilità; proseguendo con il capitolo, le nostre azioni e scelte comportano lo sblocco di nuovi talenti, che vanno a sommarsi a quelli ottenuti in precedenza.
Anche questa volta ci troviamo circondati da citazioni e visioni di diverse opere culturali d’importanza mondiale, sia a livello storico che di credo religioso che mitologico ed artistico; non manca tutta la parte esplorativa in cui trovare gli oggetti da sfruttare durante dialoghi ed enigmi, come non mancano libri e documenti che potranno essere usati per ottenere punti abilità extra durante il passaggio all’atto successivo.

Nonostante la presenza di tre atti, la durata di gioco (specialmente se si calcola il frangente citato precedentemente) porta una partita a durare all’incirca sulle due ore, questo esplorandone al meglio i particolari (senza contare la rigiocabilità al fine di vedere le diverse scelte narrative). Sotto certi aspetti, la trama riesce a infittirsi ad a porre molte domande, ma sotto differenti punti di vista potrebbe lasciare alcuni aspetti un po’ sotto tono.
Questa volta i confronti sono minori mentre viene messa maggiormente in risalto la quantità di informazioni da leggere, portando alla possibilità di creare delle proprie teorie e deduzioni su determinati personaggi.
Rimangono comunque presenti incontri e situazioni uniche se vengono effettuate specifiche azioni: parte di esse verranno mostrate nel riassunto di passaggio al prossimo atto, mentre altri andranno scoperti a sé.
Questa volta il finale si chiuderà in un luogo specifico, ma determinate scelte proporranno la varianti “buono e cattivo”, riuscendo a creare la suspance del chiedersi cosa accadrà nell’episodio successivo.

Il lato tecnico del gioco presenta alcune nuove location che, se comparate al resto della dimora vista nel primo episodio, riescono a dare un buon colpo d’occhio.
Le musiche presenti sono sempre le stesse, riuscendo anche stavolta ad accompagnare i giocatori in questa esperienza di gioco, con ad esempio il crescente di violino durante la risoluzione di alcuni enigmi.
Ciò che ha lasciato in parte perplessi è un’ottimizzazione, per quanto riguarda la versione PC, non propriamente adeguata; ci auguriamo che Big Bad Wolf riesca a risolvere la questione con una patch o nel prossimo capitolo.

Conclusioni

Cosa si può dire di questo secondo episodio di The Council?
La notevole esperienza portatasi dietro del primo episodio potrebbe non soddisfare del tutto le aspettative, il numero minore di atti e di alcune meccaniche di gameplay potrebbero lasciare una piccola nota amara.
Rimane comunque un episodio interessante, dov’è stato possibile constatare come le decisioni prese dal primo capitolo creino in alcune sessioni di gioco una notevole differenza di approccio agli eventi; peccato che da una certa prospettiva, alcune di queste scelte portano a dei tagli netti nell’esperienza di gioco, riducendone la longevità.
Complessivamente, l’opera riesce comunque a lasciare interessanti spunti ed archi narrativi, così come il background di alcuni personaggi.
Non resta che attendere nuovamente l’arrivo del prossimo episodio e scoprire a quale destino stia andando incontro Louis.

Good

  • Il peso delle precedenti scelte
  • Enigmi approfonditi
  • Molte citazioni storiche, religiose e mitologiche
  • Narrativamente interessante

Bad

  • Solo tre atti
  • Un taglio di sessione che compromette la longevità della prima run
  • Alcune meccaniche meno sfruttate delle altre
  • Pecca in qualche aspetto dell'ottimizzazione
8.4

PEM PEM

Nato nell'88 è approdato nel mondo dei videogiochi grazie al NES; con il passare degli anni quello che all'inizio era intrattenimento si è trasformata in una passione per questo mondo da renderlo un lavoro.

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