The Council – Episodio 1 Recensione

Giochi Recensioni

La software house Big Bad Wolf lancia sul mercato il primo episodio (su cinque) di The Council; il titolo cerca di proporre l’avventura grafica sotto una nuova prospettiva, tentando di emergere sul mercato con alcune peculiarità. Tali saranno sufficienti a crearsi il suo spazio? Lo scopriremo assieme con questa recensione.

Alla ricerca della madre

La storia è ambientata nel 1793, dove vestiremo i panni del giovane Loius de Richet, il quale viene invitato presso la dimora del misterioso Lord Mortimer; motivo di questa convocazione è la sparizione della madre di Loius, Sarah de Richet.
Sin dalle prime fasi viene mostrato come alcune decisioni hanno effetti permanenti sul lungo termine, portandoci a ponderare ogni azione e risposta da dare, questo al fine di evitare potenziali ritorsioni future, quando avremo bisogno d’aiuto.
I primi due atti (aggiungendo il prologo) sono un tutorial che spiega le varie meccaniche del gioco, dove tra le prime vi è la scelta delle classi (durante un dialogo) potendo optare tra: Diplomatico, OccultistaInvestigatore. Ogni classe dispone di cinque abilità che potremo accrescere o sbloccarne di nuove nel tempo, per un totale di quindici in tutto. La selezione di esse renderà l’esperienza di gioco diversa, perché le abilità hanno rilevanza su tanti aspetti, sia dentro che fuori i dialoghi di gioco; vediamo di esemplificare questo cosa significhi.
Una volta scelta la professione, vediamo che alcune delle risposte sono accessibili, perché in possesso dell’abilità richiesta; mentre altre non saranno selezionabili per la mancanza di requisiti. Il loro utilizzo durante i dialoghi sarà opzionale, potendo quindi scegliere se usare risposte generali o addentrandosi in un campo specifico. Stesso discorso vale per quanto riguarda le interazioni ambientali, per esempio nella lettura di alcune lettere, grazie alle conoscenze politiche, possiamo scoprire un’informazione altrimenti non accessibile.
Presso un’altra interazione, vi è la scelta di poter forzare un punto usando la propria forza fisica (se si ha l’abilità richiesta) o trovare in giro un oggetto apposito per fare leva.
Ma se pensate di poter usare tutte queste abilità liberamente vi sbagliate perché molte di esse avranno un costo tramite gli Effort Point: maggiore è l’impatto che tale azione può avere, maggiore risulta il suo costo.
Questo non garantisce la sua totale efficienza, difatti ogni personaggio presente in quest’avventura (come ad esempio George Washington e Napoleone Bonaparte) avranno delle vulnerabilità e delle immunità; tali si possono scoprire a proprie spese oppure trovando un’opportunità in cui ottenere maggiori informazioni.
Durante i dialoghi, se si possiedono determinate abilità, al giocatore vengono proposte dei ferma immagini in cui bisogna trovare ed evidenziare determinati elementi; in caso esito positivo, avremo colto un Opportunità, dando così accesso a nuove linee di dialogo.
Se invece non si possiede l’apposita abilità, sarà il gioco stesso a informarci tramite un piccolo box informazione (mentre il dialogo prosegue) che vi è la presenza di una determinata opportunità, ma che risulta inaccessibile per la mancanza dei requisiti.
Immancabili i momenti in cui vi saranno scelte obbligatorie da prendere, di solito fornendo sempre due opzioni; una volta effettuate si apriranno situazioni e contenuti altrimenti inaccessibili.
Particolare è il Confronto, un momento in cui Loius dovrà affrontare un faccia a faccia con un determinato personaggio; questa meccanica si traduce in una sorta di “Boss fight” dove bisogna trovare la risposta giusta per ottenere l’approvazione della persona con cui si sta dialogando.
In queste fasi va usata una piccola dose di strategia, scegliendo se usare o meno le abilità, tenendo conto del limite di errori che si possono commettere, specialmente nel momento in cui ci si trova nell’ultimo step difatti, se non si ha modo di poter dare una risposta alternativa e si risponde quella sbagliata, le conseguenze non saranno delle migliori.
Tutto ciò che faremo o risponderemo potrà sbloccare dei “Tratti” che caratterizzeranno Louis, offrendo vantaggi così come svantaggi, con effetto permanente.

Nonostante il focus del gioco si incentri nella narrazione e nei dialoghi, non poteva mancare tutta la parte legata ad esplorazione ed enigmi.
Seppure non presenti in grande quantità, è importante guardarsi attorno per cercare ogni minimo indizio o informazione che potrà essere utile per Louis; anche in questo caso alcune abilità potranno permetterci di accedere a sessioni uniche altrimenti inaccessibili (ad esempio, la possibilità di entrare in una stanza scassinandola anziché sperare di trovare la chiave o lasciare perdere).
Nelle varie ricerche si potranno trovare oggetti consumabili, ognuno con una specifica funzione: Royale Jelly, Devil’s Thorn, Golden Elixir e Carmelite Water, tutte assegnate ad un tasto numerico dall’uno al quattro; basterà tenerne premuto uno per consumare l’oggetto che si ritiene opportuno in un dato momento.
Determinate azioni o l’utilizzo di troppi consumabili porteranno a diversi malus che andranno a influire sulla dinamica di gioco; in questo caso il Golden Elixir rimuoverà qualunque status negativo mentre il Royale Jelly farà recuperare 2 Effort Point, il Devil’s Thorn permette di vedere temporaneamente immunità e vulnerabilità dei personaggi durante i dialoghi e, infine, la Carmelite Water concede l’utilizzo di un’abilità senza spendere Effort Point.
Durante il corso del gioco potremo trovare dei documenti (alcuni completi mentre altri richiederanno più pagine per essere completati) e questi potranno essere utilizzati nel lasso di tempo tra la fine di un atto e l’inizio del prossimo, fornendo a Louis un punto per una o più abilità.
Come in ogni GDR non mancheranno i Talenti, che forniscono diversi vantaggi permanenti, alcuni ottenibili eseguendo determinate azioni mentre altri richiederanno dei requisiti specifici.
Infine, per quanto riguarda gli enigmi, questi sono ben strutturati perché permettono diverse maniere di risoluzione; si può tentare la risoluzione sfruttando le proprie conoscenze personali e quelle che fornisce il gioco senza l’uso delle abilità, oppure sfruttare queste ultime per ottenere maggiori indizi.
Alla fine di ogni atto verrà fatto un elenco per riassumere i successi,i  fallimenti ed eventuali percorsi alternativi che potevano essere presi; ciò che è stato detto e/o fatto si tramuterà in punti esperienza utili a far salire di livello Loius ottenendo punti abilità.

Questo primo episodio, spulciato a dovere, dura all’incirca due ore, ma non va assolutamente sottovalutato oiché grazie a tutti gli aspetti ruolistici e i vari percorsi alternativi, l’esperienza di gioco cresce in maniera ben strutturata.
Abbiamo infatti provato un secondo salvataggio e il solo cambio di classe ha permesso di accedere a dialoghi e situazioni precedentemente inaccessibili.
Tale aspetto invita i giocatori maggiormente incuriositi a scoprire ogni singolo dettaglio e situazione, perché innesca curiosità quali: “E se avessi iniziato con quella classe? E se avessi detto/scelto/fatto ‘questo’, cosa sarebbe successo?”; tutto ciò non ha valenza solo a livello narrativo ma anche nella crescita stessa del personaggio di Louis.
Ci troviamo davanti ad una buona fusione di generi: un’avventura grafica con una trama molto accattivante che mischia il thriller con qualche tocco di paranormale, accompagnata da personaggi ben strutturat, meccaniche GDR che cambiano l’approccio di gioco assieme ad un sistema di “combattimento” dove la strategia e lo sfruttare le proprie capacità risultano essenziali per affrontare le varie situazioni di gioco.

Tecnicamente parlando

Andiamo brevemente a parlare dell’aspetto tecnico del gioco.
Se a livello di gameplay il gioco risulta molto soddisfacente, non si può dire totalmente la stessa cosa per quanto riguarda il comparto tecnico.
Il character e level design sono molto ben realizzati, con un prodotto dallo stile visivo appagante grazie alla presenza di molte opere d’arte realmente esistenti e un’architettura che rende al meglio il periodo storico in cui il titolo è ambientato.
Ciò che va ad influire negativamente sono alcuni dettagli nel comparto texture, accompagnati da movenze dei personaggi alquanto legnose; il viso dei personaggi non è tra i migliori per quanto riguarda il livello di espressività, il che è un elemento vitale in un titolo dove narrazione e reazioni umane la fanno da padrone.
A dar qualche problema è anche l’instabilità del framerate, che lasciato versatile fa notare visibilmente diversi sbalzi; consigliamo quindi di attivare (tramite le opzioni) il sistema 30 fps fissi, così da non sforzare troppo il proprio PC e mantenere un frame costante.
Di ottima qualità il comparto audio, con un doppiaggio che risulta ben studiato in cui gli accenti delle varie nazionalità si percepiscono e caratterizzano le origini di ognuno dei personaggi, dall’accento francese di Louis, a quello italiano del cardinale Giuseppe Piaggi.
Ammirevole la musica: se siete amanti della classica, apprezzerete di certo come questo stile è stato sfruttato al meglio per comporre le melodie che ci accompagneranno nelle diverse fasi del gioco, come per esempio il crescendo durante i colpi di scena e la risoluzione di un puzzle.

Conclusioni

Quindi, cosa dire di questo primo episodio di The Council?
Possiamo dire che il team di Big Bad Wolf ha saputo tirar fuori un prodotto potenzialmente appagante riuscendo a mischiare due generi in cui il concetto di scelta e strategia, anche solo nei semplici dialoghi, va ponderato con attenzione.
Un’avventura grafica con una trama colma di misteri da scoprire, scelte da fare, in cui tutte le azioni possono cambiare l’adamento di gioco fino a raggiungere un massimo di circa quattro finali differenti l’uno dall’altro.
Insieme a una componente GDR dove ogni punto caratteristica assegnato può cambiare le sorti di una situazione, fornendo anche molti approcci e crescita del protagonista, questo primo episodio risulta soddisfacente sia narrativamente che nelle meccaniche.
Non vediamo l’ora dell’uscita del prossimo episodio per vedere a quali conseguenze andremo incontro.

Good

  • Una trama accattivante e misteriosa
  • Un gameplay ben strutturato tra avventura grafica e GDR
  • Ogni scelta ha delle conseguenze
  • Buona varietà di finali
  • Ottimo comparto audio

Bad

  • Un comparto texture non propriamente eccelso
  • Legnosità nei movimenti e nell'espressività dei personaggi
9

TRIBE APPROVED

Nato nell'88 è approdato nel mondo dei videogiochi grazie al NES; con il passare degli anni quello che all'inizio era intrattenimento si è trasformata in una passione per questo mondo da renderlo un lavoro.

Leave a Reply

Lost Password

Sign Up