SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech – Recensione

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Dalle fredde lande del Nord Europa, il team Image & Form è pronto a riportare i giocatori nel mondo dello steampunk: dopo le atmosfere western/steampunk dei platform SteamWorld Dig e SteamWorld Dig 2 e quelle sci-fi dello strategico SteamWorld Heist, la software house svedese è pronta a condurre i giocatori in una nuova avventura, in un mondo interamente nuovo. SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech trasporterà infatti i giocatori in un Medioevo fantastico ma popolato da robot senzienti, eserciti maligni e terribili mostri, un mondo dove gli scontri si risolvono all’arma bianca e utilizzando particolari carte perforate.
Benvenuti in una storia di draghi, robot e cavalieri in armatura scintillante.

IL VIAGGIO DEGLI EROI

SteamWorld Quest si apre con il racconto delle gesta del leggendario eroe Gilgamech, un guerriero solitario che riuscì a sconfiggere il terrificante Behemoth, una creatura diabolica alimentata da un Cuore di Pura Oscurità creato dagli dei. Molti anni sono passati da allora e la memoria delle imprese di Gilgamech è svanita dal cuore della gente: L’Età degli Eroi è finita e dopo di essa è iniziata l’Età degli Eroi di Ventura, delle Gilde e dei falsi miti.
L’avventura si apre proprio durante quest’epoca, con due amiche intente a cercare funghi nel bosco.
Presto la sognatrice Armilly, da sempre appassionata dei racconti di Gilgamech e con il sogno segreto di diventare un’eroina della Gilda nonostante le sue umili origini, e l’alchimista Copernica scopriranno che il loro villaggio natale è stato messo a ferro e fuoco dal misterioso Esercito del Nulla. Una volta riunitesi con il loro amico, il pigro Galleo, le due si lanceranno al salvataggio degli eroi della Gilda, rapiti dall’esercito durante la loro marcia.
Assieme a nuovi e speciali alleati che incontreranno durante le loro peripezie, i tre inizieranno un viaggio di avventura e di auto scoperta nel tentativo di raggiungere e sconfiggere il Signore Oscuro, leader dell’Esercito del Nulla.
SteamWorld Quest offre una trama per la verità piuttosto banale, abbastanza prevedibile sin dai primi minuti di gioco, che nasconde però delle digressioni nella psicologia dei suoi personaggi protagonisti piuttosto intriganti ed emozionanti, soprattutto nei dungeon che compongono l’ultimo atto del titolo. Oltretutto la sceneggiatura del gioco riesce ad offrire dialoghi ironici, parodistici del genere Fantasy, ma anche a tratti piuttosto profondi.

IL POTERE DELLE CARTE

SteamWorld Quest alterna delle fasi esplorative in 2D a scontri che, come i più comuni combattimenti degli RPG a turni, vedranno i tre eroi scelti dal giocatore affrontare i nemici in due schieramenti contrapposti.
L’unicità del sistema di combattimento di SteamWorld Quest sarà il fatto che ogni azione degli eroi verrà decisa giocando delle particolari Carte Perforate (ispirate alle Schede perforate utilizzate per acquisire ed immettere dati nel computer prodotti tra gli anni ’20 e ’50).
Ciascun personaggio giocante avrà un deck composto da 8 carte, per un mazzo totale composto da 24 (una cifra abbastanza curiosa, avremmo forse preferito un deck individuale comprensivo di 10 carte)
Queste carte saranno divise in tre categorie differenti: Carte d’Attacco, Carte Potenziamento e Carte Abilità.
Le prime permetteranno di utilizzare attacchi basilari, sia fisici che magici, che infliggeranno danni ridotti ai nemici, mentre le seconde saranno principalmente abilità curative o vari tipi di potenziamenti e buff attivi per gli alleati.
Le Carte Abilità sono invece di varia natura: attacchi fisici, abilità magiche elementali, barriere, buff, debuff, status alterati o particolari abilità curative. A differenza delle precedenti carte, che sono “gratuite”, le Carte Abilità per essere utilizzate necessiteranno il consumo di una o più unità di “Pressione di Vapore” o PV. Queste unità, comuni a tutto il gruppo, potranno essere ottenute consumando in battaglia Carte d’Attacco standard.
Ad ogni turno il giocatore potrà pescare 6 carte dal mazzo comune del party e se ne potranno utilizzare fino a 3 per turno, con la possibilità di scartare e pescare due carte aggiuntive dalla propria mano. Una volta giocate le carte dei giocatori, toccherà ai nemici reagire. Ovviamente queste regole non saranno ferree e, grazie agli effetti passivi di svariate carte, si potranno piegare al proprio volere le regole del combattimento.
La possibilità di controllare i turni e il flusso del combattimento è solo uno degli aspetti del Battle System di SteamWorld Quest, un sistema incredibilmente complesso e stratificato, molto più di quello che può apparire.
Per avere successo durante i combattimenti di questo titolo sarà infatti fondamentale imparare a controllare il sistema delle Combo: utilizzando 3 carte dello stesso personaggio si potrà  attivare al termine della combo una quarta mossa speciale aggiuntiva nota come Sequenza Eroica, un attacco unico di ciascun personaggio e dipendente dall’arma equipaggiata dall’eroe stesso.
Come in tutti gli RPG, Armilly e i suoi compagni potranno infatti equipaggiarsi con armature, accessori ed armi differenti. Queste ultime in particolare saranno davvero importanti da valutare poiché non bisognerà tenere conto solo della mera potenza offensiva, ma anche alla Sequenza Eroica che una determinata arma attiva in battaglia.
Nel caso in cui non si possa utilizzare una Sequenza Eroica, il titolo ha dato a disposizione dei giocatori le cosiddette Carte Tag Team, carte che infliggeranno danni maggiorati se giocate nella stessa combo subito dopo una carta di un determinato alleato.
Anche l’utilizzo degli oggetti curativi sarà importante: essi saranno infatti disponibili in maniera limitata ed il loro utilizzo conterà come l’aver usato una delle tre carte utilizzabili per quel turno.
Come è possibile evincere, il sistema di combattimento di SteamWorld Quest è sorprendentemente profondo e stratificato, un esempio da manuale di un gameplay semplice da apprendere, ma difficile da padroneggiare.
Una padronanza che verrà però richiesta al giocatore a più riprese: SteamWorld Quest non è infatti un gioco semplice e se i giocatori vorranno avventurarsi al di fuori della relativa sicurezza della modalità Facile, dovranno imparare a gestire alla perfezione il proprio mazzo, mantenendolo sempre aggiornato e pronto ad affrontare ogni tipo di situazione, oltre a conoscere in profondità le specificità uniche di ciascun personaggio giocabile.
Da questo punto di vista è apprezzabile il fatto che Image & Form ha aggiunto un sistema interessante per limitare l’over-leveling dei personaggi e dunque mantenere costante il livello di sfida: ciascun capitolo di gioco ha, infatti, un nascosto livello suggerito per essere affrontato e, una volta che i membri del party avranno raggiunto quel livello, i nemici sconfitti inizieranno a dare molti meno punti esperienza.

IL MEDIOEVO STEAMPUNK

Contrariamente allo startificato Battle System, la parte esplorativa di SteamWorld Quest è piuttosto semplice: gli eroi si sposteranno in semplici aree piane, collegate tra loro da varchi, scale o portali magici. Solo alcune di esse offriranno alcuni semplici puzzle ambientali a spezzare la monotonia.
Ciascun capitolo conterrà almeno una zona segreta e diversi forzieri nascosti perciò, grazie alla pratica modalità di selezione capitoli, sarà semplice tornare a visitare livelli già superati per completarli al 100%.
I nemici saranno liberamente visibili sulle mappe e, riuscendo ad attaccarli in maniera preventiva, si potrà iniziare iI combattimento con i nemici indeboliti.
Ad alternare la relativa ripetitività delle mappe, Steam World Quest offrirà una simpatica modalità Colosseo, che permetterà di affrontare gruppi di nemici in sfide di difficoltà crescente, spesso con handicap o condizioni uniche.
Oltre a particolari statue di salvataggio, che permetteranno al team di curarsi a patto che si acconsenta alla restituzione di tutti i nemici sconfitti nel dungeon, ogni livello nasconderà il negozio del Mercante.
Questa mitologica figura, dotata proprio come la focosa Nico di Devil May Cry 5 della capacità di far entrare il suo carro merci anche nei luoghi più angusti, permetterà ai giocatori di accedere ad una nutrita serie di servizi.
Oltre ad acquistare e vendere oggetti curativi, nuovi equipaggiamenti ed armi, il mercante offrirà due opzioni uniche: potenziare le carte in nostro possesso o forgiarne di nuove utilizzando il denaro e i materiali ottenuti sconfiggendo i nemici.

UN MAGICO MONDO IN 2D

SteamWorld Quest a livello visivo è uno spettacolo per gli occhi: riuscendo a migliorare i già fantastici artwork del precedente SteamWorld Heist, la nuova fatica di Image & Form riesce a stupire i giocatori con dei modelli di personaggi e nemici in 2D, interamente disegnati a mano, assolutamente superbi.
In particolare, i personaggi che compongono il party sono caratterizzati alla perfezione a livello visivo e animati in maniera sopraffina. Lo stesso discorso si può applicare anche agli avversari che il team incontrerà sulla sua strada, anche se da questo punto di vista è criticabile una varietà di nemici piuttosto scarsa, con fin troppe creature che altro non sono se non semplici ricolorazioni di nemici già visti.
SteamWorld Quest offre un doppiaggio peculiare, che alterna linee doppiate in lingua inglese al misterioso linguaggio degli automi protagonisti del gioco. A livello musicale il titolo presenta delle musiche di battaglia assolutamente accattivanti, mai ripetitive e fin troppo abili nell’infilarsi nella mente del giocatore, costringendoli a canticchiarle anche molte ore dopo aver concluso la partita. Menzione d’onore va per le musiche esclusive di ciascun boss, in particolari quelle di alcuni avversari presenti nelle fasi finali di gioco, e l’apprezzabile tema cantato dei titoli di coda.
Spendiamo infine un’ultima parola sulla traduzione italiana del titolo, veramente ottima e in grado di mantenere viva la vena ironica, parodistica ma anche tragica del racconto.

IMAGE & FORM COLPISCE ANCORA

SteamWorld Quest si conferma l’ennesimo capolavoro del vulcanico team svedese Image & Form .
A livello narrativo, il titolo offre una trama già vista, ma sorretta da una scrittura veramente capace, che riesce ad unire un’ottima caratterizzazione dei personaggi ad una forte vena ironica e parodistica dei classici del genere High Fantasy.
E’ però a livello di gameplay che SteamWorld Quest brilla in maniera sopraffina, offrendo un combattimento a turni card-based incredibilmente profondo e stratificato, da applicare ad un RPG piuttosto impegnativo e da non prendere sotto gamba.
Condendo il tutto con delle fasi esplorative forse ripetitive ma divertenti, un gusto estetico meraviglioso grazie ad un artstyle 2D sopraffino che unisce alla perfezione suggestioni Fantasy e Steampunk (anche se leggermente claudicante dal punto di vista della varietà dei nemici) e una colonna sonora di qualità, il nuovo nato del team svedese si rivela un prodotto assolutamente valido. Grazie all’ottima longevità e un rapporto qualità/prezzo superlativo, SteamWorld Quest: The Hand of Gilgamech è un titolo che ci sentiamo di consigliare caldamente ad ogni possessore di Nintendo Switch.

Good

  • Sceneggiatura ironica, parodistica ma anche piuttosto tetra e profonda...
  • Gameplay Coinvolgente e profondo
  • Stupendi artwork 2D realizzati a mano
  • Difficoltà Elevata e diversi livelli di sfida
  • Rapporto Qualità/Prezzo superlativo
  • Ottima colonna sonora

Bad

  • … anche se leggermente banalotta nell’esposizione
  • Esplorazione leggermente ripetitiva
  • Poca Varietà dei Nemici
9.6

TRIBE APPROVED

Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider ma, ahimè, un giorno da mio zio vidi un curioso videogioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG! Nel tempo libero ascolto la musica di Satana, l'Heavy Metal e combatto una coraggiosa battaglia contro il tempo e la genetica per mantenere viva la mia forte chioma. Per ora sto vincendo.

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