Spyro Reignited Trilogy Spyro Reignited Trilogy – Recensione

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Correva l’estate del 1998 quando un ragazzino imberbe di 9 anni provò per la prima volta, su uno dei CD Demo inclusi assieme alla Rivista Ufficiale PlayStation, la demo di un titolo platform 3D destinato a cambiare la sua vita, un titolo colorato e fiabesco, la cui star era un piccolo ed irresistibile draghetto viola di nome Spyro.
A distanza di 20 anni lo stesso ragazzino, ora divenuto un redattore professionista, si appresta a recensire la Spyro: Reignited Trilogy, collection sviluppata da Toys for Bob sotto la guida di Activision, contenente i remake dei primi storici capitoli del brand creato da Insomniac Games su PSOne: Spyro The Dragon, Spyro 2: Ripto’s Rage (da noi noto come Gateway to Glimmer) e Spyro: Year of the Dragon.
Come la Crash N.Sane Trilogy prima di lei, la Spyro Reignited Trilogy cerca di mantenere viva la fiamma del gaming anni ‘90, riportando in auge un’icona del platforming su PSOne segnata, come il cugino Crash, da una storia travagliata che ha visto la sua stella spegnersi pian piano dopo il successo su PSOne, passando per titoli PS2 non all’altezza, spin off portatili, un reboot piuttosto ardito (anche se molto più valido di quello subito dal marsupiale arancione) ed infine perdendosi nelle nebbie del mondo degli Skylanders.
Sarà riuscita Toys for Bob a restituire il fascino e le sensazioni che la trilogia originale di Spyro riusciva a trasmettere su PSOne? Leggete la nostra recensione e lo scoprirete.

TANTO TEMPO FA, NEL MONDO DEI DRAGHI…

Il primo Spyro the Dragon offre una narrativa tanto semplice quando affascinante: il malvagio Gnasty Gnorc ha tramutato in statue di cristallo tutti i draghi dei Cinque Regni e spetta all’unico drago scampato, il giovane Spyro, liberarli attraversando assieme alla sua amica, la libellula Sparx, mondi poetici ma disabitati, popolati esclusivamente da temibili creature, create da Gnorc tramutando le gemme che costituivano il tesoro dei draghi.
Il secondo titolo vedrà invece il giovane drago e il suo compare trasportati nel misterioso mondo di Avalar, dove aiuteranno la fauna Elora, il giaguaro Hunter ed il Professore a liberare il Regno dalla tirannia del malvagio Ripto.
La terza ed ultima avventura vedrà invece Spyro, Sparx e Hunter impegnati in una missione di salvataggio: i tre dovranno, infatti, recuperare le uova di Drago rubate dalla malvagia Maga e dalla sua seguace Bianca e trasportate nei misteriosi Regni Dimenticati.
Narrativamente i titoli non offrono alcuna novità di rilievo, ricalcando in tutto e per tutto le sequenze e i dialoghi visti nei tre titoli originali, ma spesso riproponendoli tramite delle cinematiche rinnovate, specificamente quelle del primo titolo che offriranno delle scene totalmente nuove durante i dialoghi con i draghi liberati.
Chi non è familiare con il brand si ritroverà a conoscere una pletora di personaggi fantastici, soprattutto nel secondo e nel terzo episodio.
Oltre ai già citati comprimari, come Hunter o il Professore, Spyro avrà a che fare con personaggi viscidi come l’esoso Riccone, ma anche con nuovi, fantastici alleati che lo affiancheranno in forma giocabile nel suo terzo viaggio: la cangura Shiela, il pinguino da guerra Sergente Byrd, lo Yeti Bentley e la super scimmia Agente 9. Particolare cura è stata riposta anche nei vari abitanti degli svariati livelli di Avalar e dei Regni Dimenticati, ciascuno dotato della propria caratterizzazione, con look e specificità uniche legate al luogo in cui vivono. Tale caratterizzazione che è presente in pari quantità anche nella rappresentazione degli svariati nemici, i più iconici dei quali sono gli insopportabili Ladri, con il loro mitologico “gne gne” di scherno.

PLATFORMING MON AMOUR…

Per coloro che nel 1998 erano troppo giovani o non interessati al brand, facciamo un breve riassunto: Spyro è un titolo Platformer 3D a livelli, ascrivibile alla categoria dei Collectathon, vale a dire quei Platform che, per proseguire nell’avventura, richiedono l’ottenimento di un determinato numero di oggetti (il riferimento per Insomniac Games all’epoca della sua creazione era chiaramente Super Mario 64, titolo seminale per il genere dei Platform/Collectathon in tre dimensioni).
Nella sua prima avventura il nostro draghetto dovrà salvare i suoi compari racchiusi nei cristalli e raccogliere delle gemme, ottenibili esplorando i livelli e abbattendo i nemici, cosa che Spyro potrà fare con le sue due uniche armi: la fiammata o l’incornata. Il titolo offrirà 5 Regni, composti da 6 livelli: un livello “base” dal quale accedere a tutti gli altri, tre livelli “standard”, un livello contenente una Boss Fight ed infine un livello di “volo”. Se in questi livelli il nostro draghetto potrà volare, normalmente sarà solo in grado di planare docilmente, rendendo così il salto e la planata le uniche azioni disponibili per affrontare il platforming del titolo.
Spyro 2 complicherà le cose introducendo i minigame, sfide sempre diverse nascoste nei vari livelli e che ricompenseranno l’eroe con delle speciali sfere, le quali andranno ad affiancarsi ai Talismani ottenibili completando i vari livelli che compongono i 3 regni di Avalar. Spyro 2 introduce inoltre i potenziamenti, portali speciali accessibili sconfiggendo I nemici presenti in ciascun livello e che potranno dotare il piccolo drago di vari poteri come il Volo, il SuperSalto, la SuperCarica e la Superfiamma (queste ultime già presenti nel primo titolo) con Ie quali accedere a sfide e aree extra di ciascun livello. In questo titolo, inoltre, Spyro apprenderà a nuotare sott’acqua, arrampicarsi e colpire i nemici con una super testata, pagando una certa somma di gemme al viscido riccone.                                                                                                                                                                                                                                                          Spyro: Year of the Dragon riproporrà la formula vista nel secondo capitolo, ma ampliandola ulteriormente: per salvare tutte le uova di Drago, Spyro dovrà cimentarsi in una enorme varietà di minigame (epocali le sfide sullo skateboard, chiaramente ispirate a Tony Hawk’s Pro Skater) e aggiungendo 5 nuovi personaggi giocabili, che disporranno di livelli e sfide esclusive.

Va detto che, a livello di gameplay, la collection non ha aggiunto particolari novità in nessuno dei tre titoli, se si escludono alcune opportune modifiche: la prima riguarda il nuovo schema dei controlli adattato alla nuova generazione, che ha mappato il movimento di Spyro e della telecamera rispettivamente sull’analogico sinistro e su quello destro, mentre la seconda riguarda la fatina Zoe, che non fungerà solo da check point in caso di morte ma anche da auto salvataggio, andando a sostituire il vetusto salvataggio manuale su Memory Card del titolo originale.
Il titolo offre anche alcune opzioni di semplificazione dell’esplorazione non indifferenti, in particolare l’opzione per attivare una minimappa sul lato inferiore dello schermo e infine, come
ultima aggiunta, la possibilità, premendo il tasto L3, di far orientare la libellula Spark verso le gemme che ancora non sono state raccolte, rendendo il completamento dei livelli leggermente più rapido e pratico (questa abilità era sbloccabile solo nelle fasi conclusive del terzo titolo nella versione originale).
Come piccola chicca ritorneranno infine i Punti Abilità, sfide extra presenti nei titoli e che, una volta completate, daranno accesso alle relative gallerie di immagini.

UN MONDO RINATO

Arriviamo dunque a parlare di uno degli elementi centrali di questo Remake, la realizzazione tecnico/artistica. A differenza della Crash N.Sane Trilogy di Vicarious Vision, la Spyro Reignited Trilogy non utilizza in alcun modo il codice originale dei tre titoli, che purtroppo pare essere ormai perduto. Questa perdita ha però permesso a Toys for Bob di ristrutturare il gioco da zero, riscrivendone la fisica, le animazioni, le collisioni e ogni singola texture.
Il risultato di questo lavoro è un titolo visivamente impressionante, con una quantità di animazioni inimmaginabile per il titolo originale, basti solo pensare ai movimenti di Spyro. La cura inserita nella corsa, nella planata, lo studio fatto per mostrare la gola che si riempie e le guance che si gonfiano prima di sparare la fiammata vale da sola come prova per dimostrare l’accuratezza del lavoro svolto da Toys for Bob. Spyro è stato curato non solo a livello di animazioni, ma anche tutti gli altri personaggi offrono set di animazioni fluide e ricchissime, in particolare i Draghi del primo titolo.
Menzionare i Draghi di Spyro the Dragon ci porta a considerare un’altra caratteristica veramente importante di questo Remake: Toys for Bob non si è infatti limitata a ricreare gli ambienti e gli asset del titolo originale, ma è andata oltre i normali limiti del remake, offrendo una valida ed interessantissima reinterpretazione del comparto artistico dei tre titoli.
Quasi tutti i livelli infatti, per quanto morfologicamente identici a quelli dell’originale, offriranno ambientazioni, asset e design totalmente nuovi. In particolare, abbiamo apprezzato anche il tentativo di “contestualizzare i livelli”, vale a dire che molte mappe non sembreranno più isole volenti nel cielo, ma offriranno dei back ground interessanti, ad esempio il livello Colossus ci darà l’idea di essere sulla cima di una nevosa catena montuosa, offrendo uno scenario caratterizzato da nubi e da picchi di altre montagne.
L’opera di redesign ovviamente dà il meglio di sé nei Draghi del primo titolo: come alcuni di voi ricorderanno, infatti, il Regno dei Draghi era diviso in “Mondi”, aree geografiche i cui nomi era no legati all’attività principale che impegnava i draghi che le abitavano, ad esempio gli Artigiani, i Domatori o i Maghi. Quello che ha fatto Toys for Bob è stato caratterizzare il design di ciascun Drago, modellandolo a seconda di una professione in linea con il mondo che abita: nel mondo degli artigiani avremo per esempio Dragi pittori, sarti, pasticcieri e molto altro, per un totale di oltre 70 modelli di Drago tutti diversi tra loro .
Forse sarà l’effetto nostalgia, ma come rovescio della medaglia c’è da dire che non tutti i redesign dei personaggi sono stati ispirati e alcuni, ad esempio Hunter, i Gemelli di Spyro 2 o Shiela la Cangura, hanno forse perso parte del loro fascino cartoonesco originale.
Nonostante l’aggiunta di numerosi oggetti a schermo, effetti particellari a profusione e una potente illuminazione ambiatale, il titolo si dimostra molto stabile a livello tecnico, offrendo un framerate che si mantiene stabile senza troppi problemi sui 30 FPS (la versione da noi testata era su PlayStation 4 Pro).
Proseguendo con l’analizzare il comparto audio del titolo, dobbiamo sicuramente parlare del lavoro svolto da Stephan Vankov di Toys for Bob. Poche cose sono rimaste nell’immaginario collettivo come la colonna sonora della trilogia di Spyro, composta nella sua interezza da Stewart Copeland, leggendario batterista dei Police (che ha composto il tema principale di questa collection) e perciò il compito di rimasterizzarla era un compito complesso, che Vankov ha eseguito piuttosto bene, anche se va detto che alcuni brani non raggiungono il pathos di quelli originali. Fortunatamente è presente nel titolo la possibilità di alternare le tracce rimasterizzate a quelle originali.
Concludiamo questa analisi esaminando l’ambivalente doppiaggio italiano del titolo, che da un alto offre un cast di doppiatori professionisti decisamente superiore a quelli visti negli originali, ma che dall’altro perde per strada accenti, cadenze e particolarità linguistiche caratteristiche di certi personaggi dei titoli degli anni ’90.

IL RITORNO DEL DRAGO

Esattamente come la Crash N.Sane Trilogy, la Spyro Reignited Trilogy è sia il Sacro Graal per il giocatore nostalgico 30enne che vuole rivivere gli anni della propria infanzia, sia un’ottima occasione per le nuove generazioni per riscoprire uno dei platform 3D più iconici della prima PlayStation, un titolo che ancora oggi riesce a far impallidire alcuni degli esponenti recenti del genere, che tra l’altro, al di là dei lidi di Nintendo, fatica a tornare alla luce se non con esperimenti indipendenti come Yooka-Laylee.
Il lavoro svolto da Toys for Bob è effettivamente notevole e denota una cura per il lato estetico impressionante, con ambientazioni, personaggi ed animazioni ricostruite da zero con un lavoro certosino e dal risultato francamente sorprendente.
I tre titoli di Spyro sono dei platform semplici e rilassanti, dotati di un gameplay che non è mai né troppo facile né troppo difficile, una vera rarità al giorno d’oggi.
Questa collection dimostra chiaramente come la trilogia di Spyro abbia retto perfettamente al passare del tempo e di come questa nuova scuola dei Remake 1:1 sia una miniera d’oro e un’occasione perfetta per offrire a giocatori vecchi e nuovi il divertimento che i titoli di una volta offrivano, ma con una veste grafica e uno schema di controlli moderni e spettacolari.

Good

  • Graficamente appagante
  • Animazioni eccellenti
  • Lato estetico totalmente rinnovato...
  • Gameplay fluido, rilassante e svecchiato nei controlli
  • Possibilità di scegliere la colonna sonora rimasterizzata o quella originale
  • Alcuni piccoli extra ed aggiunte gradite
  • Tecnicamente ottimo

Bad

  • Telecamera a volte poco precisa
  • Doppiaggio non sempre azzeccatissimo
  • ...anche se certe scelte su alcuni personaggi potrebbero far storcere il naso
  • Le musiche rimasterizzate, per quanto evocative, non hanno Il pathos di quelle originali
8.9

PEM PEM

Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider ma, ahimè, un giorno da mio zio vidi un curioso videogioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG! Nel tempo libero ascolto la musica di Satana, l'Heavy Metal e combatto una coraggiosa battaglia contro il tempo e la genetica per mantenere viva la mia forte chioma. Per ora sto vincendo.

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