PLAYERUNKNOWN’S BATTLEGROUNDS (PS4) – Recensione

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Bentrovata Tribù, oggi il vostro Drio redazionale torna a parlare di PlayerUnknown’s Battlegrounds (abbreviato in PUBG), nello specifico, la versione rilasciata questo mese su PlayStation 4.

Dopo H1Z1, PlayerUnknown’s Battlegrounds è stato uno dei primi titoli a portare sul mercato il genere delle Battle Royale, rendendolo un fenomeno di successo a cui anche titoli blasonati come Call of Duty e Battlefield si sono dovuti adeguare [per non dire inginocchiare N.d.R.] ai capricci del mercato.

Prima di scendere nei dettagli su PlayerUnknown’s Battlegrounds, spieghiamo che cos’è una Battle Royale e come funziona.
Un gruppo di 100 giocatori viene portata in una location (esempio, un isola) dove i partecipanti devono eliminarsi a vicenda finché non ne rimane uno in piedi.
Per farlo, dovranno usufruire dell’equipaggiamento che troveranno nella mappa tra: Armi, munizioni, grip, mirini, cure, boost, armatura e mezzi di trasporto; i giocatori saranno spesso spronati a muoversi per via della PlayZone.
Ogni tot di minuti verrà evidenziata la zona sicura e si ha un limite di tempo per raggiungerla prima che la PlayZone si attivi, quest’ultima avanzerà fino al bordo delimitato, arrecando danni finché ci si trova in essa e per ogni fase quest’ultimo sarà sempre maggiore.
Tale meccanica fa si che vi sia il minor numero di giocatori fermi in un punto a nascondersi, obbligandoli piano piano ad arrivare in un confronto faccia a faccia.

Quali sono i compromessi che contraddistinguono il genere?
Innanzitutto la casualità e capacità di adattamento, durante l’attesa in lobby è possibile vedere la traiettoria dell’aereo che passa sopra la mappa ad inizio match, così da poter pianificare dove scendere.
Ad ogni partita, il ritrovamento di oggetti cambia in continuazione, per cui scendere nello stesso punto non garantisce mai la possibilità di trovare sempre le stesse e identiche cose; questo porta i giocatori ad adattarsi con ciò che trovano, portandoli ad improvvisare strategie e approcci differenti.
Stessa cosa vale per gli air drop, anch’essi casuali, passerà più volte un aereo sopra la mappa che rilascerà in qualsiasi momento una cassa scorte, calando dal cielo tramite paracadute.
All’interno si trovano armi ed equipaggiamenti unici, ottenibili solo da essi, anche in questo caso il giocatore dovrà calcolare se dirigersi alla conquista del bottino o demordere per non divenire un facile bersaglio, rischiando di perdere la partita per la propria avarizia.
Aggiungiamo anche la PlayZone citata precedentemente che, ribadiamo, cambia sempre il punto di chiusura della zona da partita a partita, portando i giocatori ad essere sempre in movimento per far si che si trovino e scontrarsi fino a quando non rimane un solo partecipante in piedi.

Riteniamo sia opportuno ribadire un concetto molto importante che riguarda il genere delle Battle Royale (oltre che di PUBG), non è una tipologia adatta tutti!
Sin dall’inizio (tolto il campo di addestramento messo con le ultime patch per testare gli equipaggiamenti) il gioco ti butta nel campo di battaglia senza alcuna spiegazione di come funziona il gioco.
Bisogna imparare i meccanismi persistendo, andando a tentativi, sopportando il potenziale bullismo di chi ha più esperienza in gioco; è una tipologia di cui puoi avere due reazioni: O lo ami o lo odi, chiederà tempo e (soprattutto) molta pazienza.

Andiamo quindi a parlare in maniera tecnica di come si è comportata fino ad ora la versione PlayStation 4 di PlayrUnknown’s Battlegrounds, nel mentre che su PC è arrivato il nuovo update che inserisce delle modifiche in alcune meccaniche di gameplay e la nuova mappa Vikendi.
Vi ricordiamo che la versione console a livello di update si presenta di qualche aggiornamento indietro rispetto a quella PC, oltre a tutto ciò che riguarda la conversione per le piattaforme Microsoft e Sony.

Attualmente il gioco lascia disponibile solamente la prospettiva in TPP e non FPP, oltre che non è possibile scegliere le tre mappe disponibili, ma sarà deciso del sistema stesso.
Tolto i primissimi giorni di rilascio, sono attualmente disponibili tutte le modalità: singolo, duo, squad e 1-man squad.
Per quanto riguarda la mappatura dei tasti sul controller, sono disponibili due opzioni.
Una si basa sulla possibilità di variare dalla mira standard con camera sulla spalla alla mira ADS in prima persona tramite: pressione singola – mira classica, pressione doppia – mira ADS; l’altra invece fa si che i due sistemi di mira siano su due tasti distinti, oltre ad alcune piccole modifiche per quanto riguarda iterazioni o spostamenti.
Apprezzata nelle opzioni la possibilità di poter selezionare la sensibilità di mira generale più il livello di sensibilità legata ad ogni tipologia di mirino; meno il fatto che a livelli di audio puoi rimuovere solo la musica del menù, mentre non sono gestibili le altre funzioni audio come la chat vocale (tolta l’opzione di mutare i membri del proprio team) o i volumi del gioco stesso (calcolando che alcuni suoni, come i veicoli, sono molto sovrastanti da risultare fastidiosi in diverse situazioni).
C’è da confermare un fattore importante, la varietà di comandi ed alcune meccaniche di gameplay (per quanto si possa semplificarle ed adattarle), dimostrano che il gioco è un adattamento su console difficile da gestire.
Elemento che si denota da alcuni comandi, esempio: il sistema di mira con precisione (specialmente dal 6x al 15x) è scomodo da gestire sia a livello di zoom, così come trattenere il fiato e muoversi allo stesso tempo, obbligando i giocatori a rimanere immobili per divenire dei facili bersagli.
Anche la gestione dell’inventario porta con sé delle imperfezioni: per quanto da un lato il sistema di raccolta e applicazione di grip, mirini, canne e caricatori sia semplice ed immediato, dall’altro lato abbiamo un sistema di gestione del loot molto macchinoso (specialmente dai giocatori eliminati).
Parliamo sullo scorrimento degli oggetti, perché nella selezione in verticale ci si muove solamente premendo ripetutamente le frecce direzionali su e giù, senza la possibilità di scorrerlo velocemente con la pressione continua del tasto direzionale.
Questo sistema si rende scomodo, specialmente nelle fasi più concrete, perché impedisce di compiere azioni veloci come la raccolta di munizioni o cure, oltre che impedire piccoli movimenti laterali per non rimanere fermi ed immobili mentre si raccoglie qualcosa.
Interessanti e comodi alcuni comandi rapidi, per esempio la freccia che fa passare in automatico alle armi da lancio (granate o fumogene); oppure la freccia adibita alle cure, che permette di selezionarle velocemente premendo ripetutamente il tasto, mentre nel tenerlo premuto per pochi secondi si passa all’utilizzo immediato della cura scelta, rimuovendo tutto il tempo richiesto tra apertura dell’inventario, selezione della cura e utilizzo.

Parlando del lato puramente tecnico di PlayerUnknown’s Battlegrounds, cosa possiamo dire?
Il gioco dimostra un buon livello di qualità texture, tenendo un framerate in gran parte stabile sui 30fps, dimostrando qualche sporadico calo solo in determinate situazioni.
Alquanto evidente il problema di popup delle texture in lobby di attesa e nel momento in cui si atterra in un posto, mostrando dei glitch non da poco [non neghiamo, alcuni anche esilaranti. N.d.R.] e a volte rallenta lo spawn degli oggetti, rischiando di rendere il giocatore un facile bersaglio perché disarmato.
Per quanto riguarda l’audio, tiene una buona qualità che (se si indossano le cuffie) permette di percepire spari e passi nell’ambiente circostante; a creare problemi è l’audio dei veicoli, che risulta troppo alto e invasivo, ponendo difficoltà a sentire i compagni di squadra tramite la chat vocale del gioco stesso.

Conclusioni

Cosa possiamo dire alla fine del lavoro svolto per la versione PlayStation 4 di PlayerUnknown’s Battlegrounds?

Siamo onesti, il gioco è chiaramente pensato per la piattaforma PC, mentre la versione console è un extra per coprire la maggiore fetta di mercato possibile.
Tutto questo lo si percepisce dai dettagli citati prima, come la mappatura dei tasti e gestione dell’inventario, mostrando diverse sbavature che rallentano l’azione di gioco.
Si può dire che il titolo è un opzionale acquisto se si seguono i consigli citati prima, cioè dosarsi di pazienza e comprendere se è una tipologia di gioco che fa per voi; aggiungendo il fatto che l’opzione migliore è ovviamente giocarlo su PC, ma se non si hanno i requisiti o possibilità, allora la versione console può essere un’alternativa.

Good

  • Comparto audio tridimensionale...
  • Buon comparto texture...
  • Interessanti comandi rapidi...
  • Apprezzata l'opzione di gestire la sensibilità dei vari mirini

Bad

  • ...Se non fosse per l'assordante audio dei veicoli
  • ...Che soffre di evidenti popup durante i caricamenti
  • ...Ma una mappatura tasti che mostra diverse sbavature
  • Gestione di loot, mira ADS e inventario alquanto legnoso che rende i giocatori vulnerabili
  • Mancata gestione dell'audio, solamente presente la gestione di musica del menù
7.6

"PRETTY GOOD"

Nato nell'88 è approdato nel mondo dei videogiochi grazie al NES; con il passare degli anni quello che all'inizio era intrattenimento si è trasformata in una passione per questo mondo da renderlo un lavoro.

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