Metro Exodus – Recensione

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Tribù, eccoci ancora una volta nelle terre post apocalittiche di Metro (universo ispirato dai romanzi di Dmitry Glukhovsky), per percorrere l’ultimo pellegrinaggio nei panni di Artyom.
4A Games e Deep Silver si sono impegnati per realizzare un titolo che ampliasse il già noto gameplay della serie, cercando di introdurre nuove meccaniche.
Sarà riuscita in questo compito con Metro Exodus?
Non resta che scoprirlo assieme al vostro Drio redazionale in questa recensione.

C’è ancora qualcuno fuori da Mosca!

L’avventura di Metro Exodus ha inizio dopo gli eventi del precedente capitolo, in cui Artyom e gli Spartani hanno difeso il D6 dalle minacce che puntavano al controllo della struttura.
Il nostro protagonista è sicuro che vi siano altre persone al di fuori di Mosca, che esista un mondo senza radiazioni dove la gente può vivere in pace.
Per scoprire tutto questo, si apposta frequentemente da solo sulla superficie e, tramite una radio, cerca qualunque segnale possa confermare la sua teoria, mettendo spesso a repentaglio la sua vita; dopo una serie di tentativi, viene a scoprire che esiste veramente qualcun altro fuori dalla metro.
Attraverso rocambolesche peripezie, il nostro Artyom parte per questo nuovo viaggio servendosi di una locomotiva (battezzata col nome di Aurora) e non sarà solo.
Ad accompagnarlo vi è: la moglie Anna, il suo superiore Miller e un gruppo di fidati compagni Spartan, nella speranza di trovare delle risposte sul perché siano rimasti isolati dal resto del mondo per tutti questi anni, sotto i pericoli dell’oscura metropolitana.

4A Games ha cercato di evolvere il gameplay conosciuto di Metro, introducendo nuovi approcci che si leghino alla nuova ambientazione.
Tolti alcuni stage, familiari per chi ha giocato i precedenti titoli a causa dell’effetto claustrofobia, la gran parte è costituita da singole mappe grandi (per capitolo) esplorabili, donando al gioco una sensazione di semi open-world.
Grazie a questo nuovo approccio, il gioco introduce interessanti meccaniche esplorative e survival, richiedendo al giocatore la capacità di sfruttare al meglio le proprie risorse.
Tramite binocolo e alcuni dialoghi con gli NPC è possibile ricavare informazioni su eventuali punti di interesse, che saranno evidenziati sulla mappa accessibile con la semplice pressione di un tasto.
Anche con la normale esplorazione, in caso ci si addentri in punti particolari, questi saranno aggiornati sulla mappa; viene evidenziato se la zona in questione è potenzialmente pericolosa per minacce ambientali, radiazioni, luoghi contenti dei ritrovamenti o rifugi.
Sia dai nemici che dall’ambiente circostante è possibile ricavare risorse principali (sostanze chimiche e componenti metallici), munizioni e armi.
Artyom può portare con sé due armi principali e una terza arma spartana: quelle semplici si possono tranquillamente sostituire con altre trovate in giro o, in alternativa, si possono prendere componenti che potranno servire da equipaggiamento successivamente.
In caso si sia già in possesso di determinati componenti armi o munizioni al massimo, se raccolti, questi saranno convertiti in risorse.
Grazie allo zaino, è possibile in qualsiasi momento cambiare i componenti da applicare sulle armi scegliendo tra: canna, mirino, calcio, caricatore e puntatore laterale; questa meccanica permette di creare una gran serie di approcci, decidendo se affrontare gli scontri nella breve e lunga distanza o essere silenziosi per tattiche più stealth.
Inoltre, lo zaino permette di eseguire alcuni crafting semplici come lattine (per creare un diversivo), coltelli da lancio, medikit e filtri; per eseguire crafting più elaborati sono necessari i banchi da lavoro, che si possono trovare nei rifugi, in alcune zone di gioco o sull’Aurora.
Tramite questi si possono realizzare (oltre a tutto ciò che abbiamo citato prima) molotov, granate a frammentazione, munizioni e riparare la maschera antigas dai danni ricevuti.
È anche possibile cambiare alcuni componenti della tuta spartana, recuperabili esplorando il gioco, e pulire le armi; pioggia, esplosioni e altre situazioni di gioco possono col tempo sporcare le armi da fuoco, portando delle problematiche con potenziali ripercussioni in uno scontro, ad esempio l’inceppamento che impedisce di sparare finché non si sblocca.
Citando ancora una volta i rifugi, oltre ad essere un luogo di riparo da qualunque minaccia, permettono ad Artyom di far avanzare lo scorrere del tempo tra fase diurna e notturna.
Questa possibilità comporta diverse scelte tattiche con relative conseguenze, come il poter affrontare un covo di banditi di notte perché saranno di minor numero ed essere difficilmente individuabili; allo stesso tempo si può diventare facili bersagli per le creature mutanti che approfittando del buio per cacciare.
Per comprendere quando si è potenzialmente visibili o meno, bisogna tenere sempre d’occhio la piccola lampadina presente sopra l’orologio, che si accenderà per indicare se si è potenzialmente individuabili.
Gli avversari umani non brillano per particolare intelligenza tattica e, nel caso Artyom dimostri la sua superiorità sul campo di battaglia, i nemici si possono arrendere; in quel momento si può decidere se ucciderli, stordirli o abbassare l’arma per farli fuggire.
Decisioni come queste possono avere diverse ripercussioni, che avranno il loro peso nella trama principale e in alcuni eventi secondari.
Affascinante come gli NPC possono avere reazioni diverse nei confronti del protagonista anche con piccoli gesti, come abbassare l’arma verso qualcuno che mostra incertezza o paura, per far comprendere di non essere una minaccia.
Immancabili i collezionabili, come i documenti che permettono di scoprire diversi fatti avvenuti nel corso degli anni nelle nuove terre o le cartoline di cui Artyom fa la raccolta.

Bisogna pur sempre ricordare che l’universo di gioco si ispira a dei romanzi, per cui avremo una trama narrativa da seguire e relativi dialoghi che cercano di dare profondità ai singoli personaggi.
Tra un capitolo e l’altro avremo modo di ascoltare i compagni di viaggio di Artyom mentre ci si trova sull’Aurora, così da poter comprendere quello che provano, le loro riflessioni sulle recenti vicende che vivranno e le domande sul motivo di questo silenzio nei confronti del mondo esterno.
Sulla locomotiva ci si potrà servire della radio per captare eventuali informazioni (alcune di una certa importanza ed altre meno) o semplicemente ascoltare musica.
[L’emozione di ascoltare musica russa, che tutto sommato non è male, se solo capissi le parole. N.d.R]
Si potrà leggere un diario di viaggio con tutte le annotazioni raccolte tra storia, personaggi, armi, mostri ed equipaggiamento.
Il banco da lavoro sull’Aurora, quand’è possibile, permette di cambiare le armi equipaggiate con quelle raccolte o trovate durante la storia.

Metro Exodus ci mette davanti ad una nuova esperienza di gioco, che cerca di evolvere un gameplay lineare (e con poche deviazioni) in uno con ambientazioni esplorabili contenenti segreti da scoprire, inserendo diversi biomi e minacce particolari per ognuno di essi, per rendere unico ogni capitolo del titolo.
Anche l’approccio ha un forte spessore sull’esperienza di gioco, concedendo al giocatore di affrontare le diverse avventure sia in maniera aggressiva, sia procedendo in maniera tattica e stealth.
Ciò che va a minare parte dell’esperienza di gioco sono alcuni bug grafici, che possono creare problemi negli scontri, assieme all’ IA nemica non sempre astuta e quella alleata che a volte può diventare più un ostacolo che un supporto.
Aspetto che potrebbero non gradire alcuni giocatori è la grande quantità di dialoghi presenti, ma, allo stesso tempo, essi sono un elemento essenziale di Metro; dato che non viviamo una storia solo con Artyom, sono presenti anche coloro che l’accompagneranno in questo viaggio o che lo incontreranno nel susseguirsi degli eventi.

Metro Exodus

Tecnicamente parlando

Cosa possiamo dire del lato tecnico di Metro Exodus?
Possiamo affermare che 4A Games si è impegnata molto per dare una piacevole esperienza visiva, cercando di spronare al massimo le piattaforma console e realizzando un prodotto il più ricco possibile nei dettagli.
Ci troviamo davanti ad una serie di biomi unici nei vari capitoli, facendo sì di non provare alcun senso di monotonia, inserendo alcune zone claustrofobiche familiari per chi ha messo mano ai precedenti titoli.
Personaggi, mostri e armi sono ricchi di dettagli, sacrificando alcune texture ambientali; l’illuminazione ambientale, il ciclo giorno/notte e il clima dinamico riescono nel loro intento.
Ciò che manca sono le espressioni facciali di alcuni personaggi, che non sempre riescono a rispecchiare le emozioni e lo stato d’animo in determinati dialoghi o situazioni.
Gli aspetti che hanno fatto storcere il naso sono alcuni glitch grafici (ad esempio un nemico compenetrato in un sottoscala non raggiungibile per il loot), rari cali del framerate e l’animazione quando Artyom si arrampica perché decisamente legnosa rispetto al resto dei movimenti.
A causa di questa grande ricchezza tecnica, l’aspetto più influente in ogni partita è il caricamento, che in certi casi arriva ad un tempo di attesa vicino ai cinque minuti prima di poter giocare, accompagnato in rari casi da qualche breve pop up ancora presente.

Di grande qualità il comparto audio, dove si percepisce un grande effetto tridimensionale attorno ad Artyom, così come gli effetti sonori delle armi durante il loro utilizzo.
La punta di diamante nella qualità audio è l’ottimo doppiaggio italiano, accompagnato dalle musiche che sanno esaltare ogni singola situazione e le emozioni trasmesse nel corso della storia.

Metro Exodus

Conclusioni

In conclusione, come si è comportato questo Metro Exodus?
Possiamo tranquillamente dire che questo titolo è la degna conclusione di una serie che ci ha accompagnati in questi anni, dimostrando come sia possibile prendere un genere come gli FPS singolo giocatore e renderlo un’interessante esperienza narrativa.
Con questo gioco sono riusciti ad evolvere aspetti già conosciuti e ad introdurne di nuovi, creando un prodotto che lascia ampia scelta su come agire e sulle decisioni da prendere.
Grazie ad un gameplay evoluto, una storia emozionante ben curata e un mondo tutto nuovo da scoprire, Metro Exodus diventa un titolo davvero consigliato, con diversi livelli di difficoltà per renderlo accessibile a tutti.

Good

  • Gameplay evoluto, che lascia una buona libertà al giocatore
  • Narrativamente coinvolgente e ben curato
  • Ottimo comparto audio e musicale
  • Graficamente ricco nella versione console

Bad

  • Un IA nemica e alleata poco convincente
  • Alcune espressioni facciali poco curate
  • Alcuni bug e compenetrazioni grafiche
  • Quasi cinque minuti di caricamento sono tanti
9.1

TRIBE APPROVED

Nato nell'88 è approdato nel mondo dei videogiochi grazie al NES; con il passare degli anni quello che all'inizio era intrattenimento si è trasformata in una passione per questo mondo da renderlo un lavoro.

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