MEDIEVIL (REMAKE) RECENSIONE – MEDIEVIL (REMAKE)

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Medievil, classico del genere che, dopo circa 21 anni dalla sua prima apparizione su PlayStation, torna nell’attuale generazione con una veste tutta nuova, un remake quindi di un cult dell’horror parodistico e comico che ci porterà a ripercorrere le bizzarre e avvincenti storie di Sir Daniel Fortesque. Andiamo ad approfondire in questa recensione le raccapriccianti e terrificanti caratteristiche che MediEvil ci ripropone.

VI FARA’ PERDERE LA TESTA

Il gioco si presenta, nonostante un noto cambiamento grafico, identico alla sua versione del 1998. Infatti ancora una volta vestiremo i panni del cavaliere non morto Sir Daniel Fortesque e, attraverso le sue gesta, sventeremo i piani del malvagio stregone Zarok. Il canovaccio è ambientato nel 1286, tempo in cui il potente stregone Zarok progetta di conquistare Gallowmere e fondare una tirannia attraverso il suo esercito di non-morti. Ai tempi, Sir Daniel Fortesque, cavaliere fanfarone, guidò un esercito con l’obiettivo di porre fine alle angherie imposte da Zarok e ucciderlo una volta per tutte. L’esercito, apparentemente, ci riuscì e nel contempo Sir Daniel fu ucciso dalla prima freccia scoccata da un nemico; con il passare del tempo, gli abitanti di Gallowmere cominciarono a credere che fosse stato Sir Daniel in persona ad uccidere Zarok. Sir Daniel divenne quindi, di certo non per merito, un eroe leggendario. Esattamente 100 anni dopo, lo stregone fa il suo ritorno a Gallowmere con il suo nuovo esercito di non-morti e, involontariamente, resuscita il buon vecchio Sir Daniel dal suo sarcofago, dando a quest’ultimo l’opportunità di riscattarsi. Questa è la trama di MediEvil; il remake non offre particolari contenuti aggiuntivi dal punto di vista narrativo e rimane fedele al prodotto originale. Ciò che effettivamente è stato aggiunto, oltre alla già citata grafica completamente ridisegnata e rimodellata dagli sviluppatori dello studio Other Ocean Interactive, sono delle brevi cutscene in alcuni momenti particolari del gioco.

UN RESTYLING DA BRIVIDI

Le macabre ambientazioni ed i personaggi che colorano il titolo sono stati completamente ridisegnati e riadattati al remake, sfruttando quindi il motore grafico Unreal Engine 4 per offrire un’estetica di maggior qualità in quanto i modelli e gli sfondi risultano non solo gradevoli alla vista, ma, riprendendo il vecchio stile sproporzionato, goffo e simpaticamente grottesco del titolo originale, anche più carichi di personalità. Il gameplay è rimasto al 1998, non fornendo alcun tipo di innovazione o miglioramento, se non una modalità di posizionamento della telecamera in terza persona più ravvicinata. Le terribili inquadrature e i problemi con la telecamera smorzano il piacevole humor del titolo, così come i diversi bug mai risolti ed errori mai corretti nella programmazione del mondo di gioco. Quindi, tutti gli acciacchi che 21 anni fa avevano caratterizzato la versione per PlayStation ritornano a farci visita dal mondo dei morti anche in questa versione per PlayStation 4, nella quale inoltre non mancano di certo frequenti e pesanti cali di framerate nelle sessioni di gioco più ricche di animazioni a schermo. L’aspetto ridicolo e l’umorismo pungente e satirico rendono comunque più scorrevole l’approccio ed il proseguire all’interno dell’avventura, riuscendo così a mostrare il lato più gradevole dell’intera esperienza.

CHI NON MUORE, SI RIVEDE

All’interno del titolo è stato reintrodotto il doppiaggio originale risalente al 1998, conservando un’impronta decisamente vintage attraverso errori di pronuncia e strani accenti che hanno caratterizzato quelli che erano i doppiaggi dei prodotti dell’epoca.

CONCLUDENDO

Questa versione di MediEvil non è nient’altro che una trasposizione graficamente migliorata di un gioco del 1998 che purtroppo ha mantenuto le proprie debolezze date dai limiti tecnici dell’epoca, apportando un’innovazione quasi nulla a livello di gameplay, seppur con un lavoro grafico e di concept art lodevole. Nonostante questo, il titolo si presenterà sicuramente godibile agli appassionati della serie, riuscendo quindi a dare manforte ad un remake futuro del secondo capitolo e, perché no, magari ad un terzo titolo.

Good

  • Humor sempre divertente e piacevole
  • Ottimo lavoro grafico

Bad

  • Frequenti cali di framerate
  • Problemi di inquadrature e telecamente
7

"PRETTY GOOD"

Lorenzo Longoni
Collezionista ossessivo di videogiochi ed appassionato di tutto ciò che riguarda l'entertainment dai fumetti, al cinema passando naturalmente per la letteratura ed i videogiochi, questi ultimi, sono la punta di diamante il piatto più prelibato del mio menù à la carte. Con il joypad in mano sin dall'età di 3 anni, i videogiochi una volta entrati nella mia vita non se ne sono mai andati, ed attraverso essi sono cresciuto sotto ogni punto di vista. La mia prima console fu Nintendo 64, ma tutto ciò che c'è stato prima, lo colleziono nella mia ala retrogame. Il mio lavoro non si ferma su internet, sogno di diventare anche developer di videogame, scrivo sceneggiature per fumetti e videogiochi, e lavoro sui portali internet per la divulgazione videoludica.

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