IO ROBOTTO, ANZI, NOI CI ROBOTTIAMO…DI BRUTTO!

IO ROBOTTO, ANZI, NOI CI ROBOTTIAMO…DI BRUTTO!

WATASHI HA LORENZO

Invitati all’interno dello spazio milanese “Fabbrica Del Vapore”, noi di Tribe Games abbiamo potuto visitare una delle mostre italiane più interessanti per quanto riguarda il frangente della robotica, ossia “IO, ROBOTTO”. L’evento si è aperto con una conferenza stampa tenuta dal curatore della mostra che ci ha introdotto e illustrato approfonditamente cosa tratta e come si svolge la visita all’interno dei 17 spazi interattivi. Sì, sottolineiamo la parola interattivi, perché ogni spazio è dotato di uno specifico Amazon ALEXA, pronto ad illustrarci tutti i robot mostrati all’interno delle vetrine con un nostro comando vocale e percorrere con noi non solo i modelli presenti e cosa sono in grado di fare, ma anche la storia della robotica in ordine cronologico. Infatti, il dubbio più grande che ad un visitatore può venire in mente è: “E’ possibile che una mostra basata su tecnica, scienza e fantascienza oltre che collezionismo, possa effettivamente mostrare soprattutto un lato a tema umanistico ed antropologico?”. La nostra risposta è assolutamente affermativa, e il motivo è presto detto. All’interno del percorso della mostra non si raccontano solamente le funzioni o la storia di ogni singolo robot, ma soprattutto quanto l’uomo stesso e il progresso tecnologico in continuo avanzamento abbia mostrato all’uomo come creare intrattenimento attraverso oggetti muniti di un’intelligenza artificiale nata dalla mente umana, ma che simula quelli che sono i comportamenti ed interagiscono perché programmati. Lo showroom ripercorre tutta la storia della robotica senza lasciare nulla al caso, includendo anche i robot apparsi in serie animate giapponesi, come i robot di Go Nagai (Mazinga, Getter Robot, Goldrake) o quelle di serie più moderne come Gundam, passando naturalmente attraverso il cinema dei Kaiju come Godzilla ed arrivando all’infanzia citando Doraemon, Furby, Arale, Wall.E e tanti altri. Questo meraviglioso progetto ci ha aperto gli occhi su quanto il progresso tecnologico abbia fatto passi da gigante non solo per quanto riguarda la robotica in senso più pratico per andare a facilitare la routine quotidiana, ma soprattutto per ciò che concerne l’intrattenere ed intrattenersi, trasformando questi robot in veri e propri compagni simili a noi, con i quali condividere momenti ed istanti di vita, e perché no, addirittura crescere insieme. In seguito a questo articolo potete trovare una ricca galleria che ritrae ciò che abbiamo potuto vedere e toccare all’interno delle stanze e vi ricordiamo che la mostra è visitabile dal 1 Ottobre 2019 fino al 19 Gennaio 2020.  

Io, Robotto – Automi da compagnia

Fabbrica del Vapore, Ex Cisterne | Via G.C.Procaccini, 4 | Milano

WATASHI HA ROBOTTO / WATASHI HA SILVIA

La sera del 10 ottobre 2019 noi di Tribe Games siamo stati invitati a visitare la mostra Io, Robotto. Automi da compagnia a cura di Massimo Triulzi, all’interno dello spazio espositivo “Fabbrica Del Vapore” di Milano. A partire dal titolo (in cui leggiamo non robot, ma proprio robotto, la sua traduzione in giapponese) l’evento ha subito palesato la sua particolarità: il Giappone è il Paese in cui, più che in altri, la robotica si integra nella società, per tradizione e cultura. Qui il rapporto uomo/macchina è insito nella mentalità di un intero popolo e si è sviluppato già dal Periodo Edo come forma di intrattenimento (basti pensare alle karakuri ningyo, marionette meccaniche mosse da molle e ingranaggi) o di aiuto nell’attività umana. Arte e tecnologia possono fondersi e lo fanno, anzi, hanno già iniziato da tempo negli anime degli anni ‘70 e arrivando nei cinema, come in Star Wars. Una riflessione che siamo spinti a fare riguarda il connubio tra umanità e robotica, che sembra antitetico, ma che si rivela, al contrario, un binomio quanto mai inscindibile e attuale. L’uomo ha da sempre cercato di riprodurre sé stesso in una versione meno “debole” e vulnerabile, ma dotata di coscienza, e robot, androidi e intelligenze artificiali sono la dimostrazione di questo tentativo.

Ogni sala della mostra è stata dotata di Amazon ALEXA, a cui si potevano chiedere spiegazioni su ciò che si stava osservando, rendendo interattiva la nostra visita; inoltre, musiche e luci contribuivano a ricreare atmosfere diverse via via che percorrevamo la storia e gli utilizzi della robotica, dagli albori a oggi. A fare da cornice alle vetrine, in una sorta di “mostra nella mostra”, sono esposte le bellissime fotografie dell’artista Valentino Candiani, scomparso lo scorso anno, nelle quali egli ritrae i vari modelli di robot che hanno fatto la storia e sono, per molti, ricordi d’infanzia. Una piccola chicca è il fatto che, se si osserva con attenzione, si può scorgere il riflesso dell’artista in qualche punto della superficie del soggetto fotografato. Insomma, uomo, arte e macchine sono sempre più interconnessi nella nostra società e la mostra Io, Robotto sottolinea quanto questo sia sempre stato insito nell’uomo, spingendolo a compiere passi da gigante in questo senso, da Leonardo da Vinci a oggi.

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Lorenzo Longoni
Collezionista ossessivo di videogiochi ed appassionato di tutto ciò che riguarda l'entertainment dai fumetti, al cinema passando naturalmente per la letteratura ed i videogiochi, questi ultimi, sono la punta di diamante il piatto più prelibato del mio menù à la carte. Con il joypad in mano sin dall'età di 3 anni, i videogiochi una volta entrati nella mia vita non se ne sono mai andati, ed attraverso essi sono cresciuto sotto ogni punto di vista. La mia prima console fu Nintendo 64, ma tutto ciò che c'è stato prima, lo colleziono nella mia ala retrogame. Il mio lavoro non si ferma su internet, sogno di diventare anche developer di videogame, scrivo sceneggiature per fumetti e videogiochi, e lavoro sui portali internet per la divulgazione videoludica.

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