[Gamescom 2019] Decay of Logos + Elden + Neverinth – Provato

[Gamescom 2019] Decay of Logos + Elden + Neverinth – Provato

Durante la Gamescom 2019, la redazione di Tribe Games ha avuto modo di provare con mano numerosi titoli indipendenti, esposti con fierezza dai propri sviluppatori nel nuovo padiglione noto come Indie Arena Booth. Tre in particolare hanno attirato la nostra attenzione, tre titoli tutti accomunati dall’appartenenza alla categoria dei “Soulslike”, ovvero quei titoli che, per game design o meccaniche di gameplay, si rifanno dichiaratamente all’opera ispiratrice di From Software. I titoli in questione sono Decay of Logos, Elden: Path of the Forgotten e Neverinth.

Il primo di questi titoli è quello che più ci aveva attirato, ovvero Decay of Logos, sviluppato dal team portoghese Amplify Creations (team composto da sole quattro persone) e pubblicato da Rising Star Games, in uscita su PC, Switch, PS4 ed Xbox One alla fine di Agosto 2019.

Il titolo è un souls-like molto classico nel gameplay, ma che vuole dare una certa rilevanza anche all’esplorazione, offrendo delle open map piuttosto ampie che potranno essere esplorate a bordo dell’alce Elk, compagna della protagonista Ada. Il viaggio di Ada è un viaggio di vendetta per sconfiggere I Cavalieri Cremisi che hanno distrutto il suo villaggio, ma il percorso la porterà a scoprire le verità nascoste di un mondo fantasy pericolo e corrotto.

Una delle meccaniche più interessanti del titolo è la gestione dell’inventario che, per via dello spazio limitato a disposizione di Ada, dovrà essere condiviso con Elk, e potrà essere accessibile solo quando la creatura è nelle vicinanze. Nonostante la build da noi provata abbia mostrato qualche esitazione, siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’estetica del gioco, ispirata ai colori e alle atmosfere del fantastico The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Il secondo titolo che abbiamo provato è l’avventura in 8bit Elden: Path of the Forgotten.
Elden è un’avventura quasi lovecraftiana, che ci metterà nei panni di un eroe disperso in un mondo ostile, dove tutti i dialoghi e le scritte sono in una lingua ignota, aumentando il senso di orrore atavico che avvolge la cupa atmosfera del titolo, resa alla perfezione nonostante la natura 8bit dell’avventura.

Elden merita sicuramente la vostra attenzione anche solo per il fatto di essere un one-man project del giovane studente Dylan Walker, fondatore e unico membro della software house Onerat Games assieme al suo fedele pappagallo bianco, che apparirà in game come famiglio dell’ignoto protagonista.

L’ultimo titolo che abbiamo potuto giocare è Neverinth, titolo già in Early Accesso su Steam e sviluppato da CreAct Games.
Neverinth è il titolo che, a livello di meccaniche di gameplay, più assomiglia a Dark Souls, in particolare al terzo capito, ma con un twist unico.

Ciascuna delle 5 eroine protagoniste, liberamente selezionabili dal giocatore, si troverà infatti ad esplorare dungeon generati casualmente, il cui layout, oggetti disponibili, nemici e boss, sarà generato in maniera randomica ad ogni visita e persino ad ogni morte, espandendo in maniera intrigante concetti già introdotti da From Software con i Chalice dungeon di Bloodborne.

Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider ma, ahimè, un giorno da mio zio vidi un curioso videogioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG! Nel tempo libero ascolto la musica di Satana, l'Heavy Metal e combatto una coraggiosa battaglia contro il tempo e la genetica per mantenere viva la mia forte chioma. Per ora sto vincendo.

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