[Gamescom 2019] Dark Envoy – Provato

[Gamescom 2019] Dark Envoy – Provato

La Gamescom 2019 è stata una sorpresa continua per quanto riguarda diversi titoli RPG che abbiamo potuto vedere e provare durante la nostra permanenza. Dark Envoy è solo l’ennesimo esempio di come questo formato di titoli abbia ancora molto da offrire al mercato. Il gioco in sé è in effetti un interessante RPG con meccaniche ispirate a titoli quali Divinity Original Sin ed Xcom e, a tal proposito, presenta diverse meccaniche ereditate da entrambi i generi. Il nostro gruppo di avventurieri, infatti, godrà di due punti azione da spendere in combattimento in ognuno dei suoi turni; con questi potrà eseguire una azione di movimento ed una di attacco o anche due azioni di attacco, oppure usare una abilità che richiede due punti. Dal mondo degli strategici come Xcom ciò che eredita sono ad esempio le coperture che, anche se non influiscono nel medesimo modo del gioco originale, offrono comunque un bonus al giocatore che ne usufruisce.

Dark Envoy è un RPG non lineare, il che suggerisce da sé che, oltre ad offrire diversa libertà al giocatore sia nel gestire i suoi personaggi che nell’esplorazione, la storia non seguirà binari fissi, ma prenderà percorsi diversi in base alle scelte del giocatore o dei giocatori. Parlando con i creatori del titolo abbiamo infatti saputo che è possibile giocare l’intera storia in cooperativa controllando due personaggi a testa, un po’ come accadeva in Divinity Original Sin.
Per aggiungere altra carne al fuoco, inoltre, siamo venuti a conoscenza del fatto che Dark Envoy disporrà di modalità di gioco alternative alla storia classica tra cui, una modalità esplorazione che pone i giocatori su una mappa aperta dove si potranno esplorare liberamente rovine, dungeon e villaggi in cerca di avventura, una modalità PvP dove far confrontare i propri personaggi ed infine una modalità Master dove realizzare le proprie avventure e proporle ai propri amici per giocarle assieme.
Per chi fosse interessato il gioco vedrà la luce nel 2020. Purtroppo non siamo riusciti ad avere una data precisa, ma sappiamo che non sarà tanto presto.

Nato nel lontano 87, entrato in contatto col videogioco grazie a NES e Game Boy, ma consacrato al mondo del gaming solo più avanti dalle saghe di Final Fantasy e Metal Gear. Ora convinto sostenitore del media video ludico come mezzo per comunicare non solo storie, ma anche e sopratutto emozioni ed esperienze coinvolgenti. "I giochi in passato non avevano una grafica assurda, era altro che li rendeva memorabili ai nostri occhi di bambini, la nostra capacità di sognare. Ed io voglio tornare a sognare".

Leave a Reply

Lost Password

Sign Up