[Gamescom 2019] Biomutant – Anteprima

[Gamescom 2019] Biomutant – Anteprima

Durante la Gamescom 2018 di Colonia, la redazione di Tribe Games è stata invitata da THQ Nordic ad assistere a una presentazione privata della pre-alpha del promettente Biomutant, l’ambizioso Action-RPG del giovanissimo studio svedese Experiment 101.
Ad oggi, a distanza di un anno siamo nuovamente di fronte allo sviluppatore, pronti a ricevere una interessante dose di informazioni sulla natura del titolo.

Come già detto lo scorso anno, Biomutant è un RPG d’azione Open World ad ambientazione post apocalittica, che ci trasporterà in un pianeta molto simile alla nostra Terra che è stato colpito da una catastrofe ambientale senza precedenti: liquami, scorie e radiazioni hanno devastato l’ecosistema, mentre orribili creature hanno iniziato a divorare le cinque radici dell’Albero del Mondo, l’ultimo baluardo di una natura che sta perdendo la battaglia per la salvezza della biosfera e della vita sul pianeta.
In questo pianeta corrotto, gli abitanti locali, dei curiosi mammiferi antropomorfi, hanno adattato i propri corpi alle radiazioni e hanno riformato la loro civiltà, portando alla nascita di 6 Fazioni, ciascuna caratterizzata del proprio look, codice morale ed obiettivo. L’innominato protagonista del titolo sarà un mercenario free lancer che si guadagna da vivere lavorando ora per questo, ora per quel cliente.

Il protagonista che ci troveremo a controllare avrà una propria storia personale, una sorta di Main Quest da seguire, ma allo stesso tempo al giocatore sarà data la possibilità di interagire liberamente con l’intero mondo di gioco, plasmando da sé la propria storia: si potrà essere dei mercenari indipendenti, divenire fedeli adepti di una fazione, essere un paciere che potrà riunire le 6 Tribù attorno ad una causa comune oppure il cavaliere dell’apocalisse che causerà una guerra globale. Ma non solo: nessuno ci obbligherà ad imbarcarci nella missione per salvare l’ecosistema e l’Albero della Vita anzi potremo persino aiutarli a far morire definitivamente il mondo e divenire i sovrani della landa apocalittica che avremo creato. Il titolo sarà regolato da un sistema di Karma che andrà ad influire direttamente sulle reazioni dei personaggi che incontreremo sul nostro cammino e sulla disponibilità (o no) di certe quest.

Il titolo presenterà una mappa Open World libera, ampia 8 chilometri quadrati e che è stata il focus della presentazione di quest’anno. In maniera analoga a The Legend of Zelda: Breath of the Wild, il titolo offrirà un mondo aperto veramente libero, epurato dalle migliaia di sidequest ed indicatori che infestano le mappe della maggior parte dei titoli del genere: in Biomutant saranno presenti solo degli indicatori per indicare le zone controllate da ciascuna delle sei tribù del gioco e le radici del grande Albero della Vita, al termine delle quali sarà possibile trovare i 5 colossali boss del gioco.

Ciascuno di essi sarà una creatura immensa e impossibile da sconfiggere con metodi tradizionali: per raggiungerle e combatterle, sarà necessario ottenere e costruire dei mezzi unici, come un Mech, un sottomarino, una moto d’acqua o un pallone aerostatico.
L’ottenimento o la costruzione di questi mezzi sarà uno degli elementi fondamentale della “Main quest” del gioco, una sfida che però il giocatore potrà decidere di non seguire per concentrarsi sulla guerra tra le tribù o sulla ricerca della verità sulla storia del protagonista del gioco: sulla carta la natura open ended del titolo sembra incredibile.

Il crafting è stato il secondo focus della presentazione di quest’anno: il mutante potrà infatti trovare numerosi oggetti sulla mappa, che potranno essere uniti tra di loro utilizzando la creatività per creare armi di fortuna, sia da fuoco che da combattimento ravvicinato. Proprio il comparto del combattimento corpo a corpo del titolo ci è parso decisamente ampliato ed espanso rispetto alla demo dello scorso anno, grazie all’inserimento di diversi stili di combattimento, che potranno essere appresi solo entrando nelle grazie dei vari capi tribù sparsi nel mondo.
L’ultima novità mostrata quest’anno è stata l’aggiunta delle classi che, assieme alla libera personalizzazione del personaggio, permetteranno di creare degli eroi sempre diversi e unici.

Le novità introdotte viste quest’anno ci hanno mostrato ancora di più dello scorso anno quanto Biomutant sia un titolo incredibilmente ambizioso, soprattutto se si pensa che è stato creato da zero da un team di 30 persone.
Proprio la ridotta dimensione del team di sviluppo è uno dei motivi per cui gli sviluppatori, dopo averci comunicato che il titolo è entrato in fase di Q&A, non hanno voluto dare una data d’uscita precisa, riservandosi il diritto di far durare la fase di Q&A a tempo indeterminato, preferendo un ritardo sul lancio ad un titolo incompleto e difettoso.
Ciononostante pare piuttosto probabile che alla prossima Gamescom potremo incontrare gli sviluppatori con la nostra copia del titolo in mano, pronta per essere autografata.
Non ci resta che rinnovare i nostri migliori auguri per un progetto indipendente tanto coraggioso, scorretto, eccessivo e soprattutto, come un buon videogioco dovrebbe essere, estremamente divertente.

Biomutant uscirà in una data non ancora specificata del 2020 per PC e Console.

Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider ma, ahimè, un giorno da mio zio vidi un curioso videogioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG! Nel tempo libero ascolto la musica di Satana, l'Heavy Metal e combatto una coraggiosa battaglia contro il tempo e la genetica per mantenere viva la mia forte chioma. Per ora sto vincendo.

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