Borderlands 3 – Recensione

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Era il lontano 2009 quando Gearbox pubblicò Borderlands, il primo capitolo della sua serie ibrida di FPS/RPG, capostipite dalla scuola degli Shoot and Loot, che ha portato negli anni successivi alla nascita di titoli come Destiny, The Division e Anthem. A sette anni di distanza dal secondo capitolo della serie e a cinque dal debole Pre-Sequel (sviluppato però da uno studio di terzi), Gearbox è pronta a liberare la follia di Borderlands 3, il capitolo più ampio, scorretto ed eccessivo del franchise.
Nonostante le polemiche che hanno accompagnato la sua uscita su PC, Borderlands 3 si è rivelato un titolo veramente interessante, dove l’equilibrio tra volontà d’innovazione e il rispetto della tradizione è quasi assoluto e dove il divertimento la fa da padrone.
Bentornati su Pandora, Cacciatori della Cripta! Lasciate che vi racconti una storia…

TANTO TEMPO FA, IN UNA GALASSIA LONTANA LONTANA…

Sin dalla sua gestazione, Borderlands 3 è stato un titolo pensato per portare avanti un’importante componente narrativa, basti solo pensare alla nuovissima aggiunta delle cutscene nel titolo. Dopo il non brillantissimo primo capitolo e l’eccellente secondo titolo, che aveva dalla sua alcuni momenti drammatici non da poco per i fan dei primo episodio ed uno dei cattivi più carismatici della storia del gaming, ossia lo spietato ed irriverente Jack il Bello, Borderlands 3 porta la storyline della serie verso nuove vette, non solo narrative, ma anche tematiche, offrendo critiche irriverenti ma concrete al nostro mondo.
Gli avversari principali di Borderlands 3 saranno i gemelli Tyreen e Troy Calypso, i più noti influencer della galassia. Sadici, spietati e disposti a tutto per la loro fama, hanno saputo sfruttare i live stream e i social media per convertire alla loro causa l’immensa popolazione di banditi e cannibali di Pandora, nonché intere corporazioni, interessate ai ricavi pubblicitari nati da questa collaborazione.
Per quanto in definitiva più deboli e meno memorabili come villain rispetto a Jack il Bello, i Gemelli Calypso portano avanti un’interessantissima parodia, che sfocia nella critica, delle webstar odierne e di quanto il culto della personalità che esse riescono ad imporre rappresenti un certo pericolo per quella fascia di pubblico più debole, che rischia di trasformarsi in fan-zombie disposti a tutto pur di seguire gli ordini delle proprie star virtuali. Lo scopo dei due è aprire tutte le Cripte Eridiane sparse per la galassia rivelate al termine di Borderlands 2, per ottenere un potere senza paragoni e dominare l’universo.
Ad opporsi a questo letale duo vi saranno nuovamente i Crimson Raider, gli eroi di Pandora responsabili della fine di Jack il Bello e della caduta del regime di terrore della Hyperion, guidati dalla leggendaria Sirena Lilith. Borderlands 3 metterà il giocatore nei panni di una della quattro nuove reclute dei Crimson Raider: l’eroica Sirena Amara, il soldato di ventura Moze ed il suo fedele mech Iron Bear, la misteriosa intelligenza artificiale Fl4k, in grado di interfacciarsi con alcune delle creature più letali della galassia, e l’irresistibile ex agente speciale irlandese Zane Flynn.
Iniziando il loro viaggio dall’arido e letale pianeta di Pandora, i Crimson Raider viaggeranno per mezza galassia, sempre braccati dai malvagi gemelli, esplorando la colossale metropoli di Promethea, le infestate paludi di Eden 6 e i pacifichi picchi montani di Athenas.
Nonostante la patina sguaiata ed irriverente, Borderlands 3 nasconde una storia che riesce a toccare tematiche molto mature, come l’importanza della famiglia al di là dei legami di sangue, la gestione del lutto, la normalizzazione delle coppie queer e le responsabilità di un leader, il tutto avvolto in una narrativa che riesce a mettere i personaggi femminili (sia positivi che negativi) al centro dell’attenzione, senza però risultare stucchevole o forzata.
I fan storici di Borderlands non potranno non sorridere o versare qualche lacrima durante l’avventura, sia seguendo le disavventure dell’ultimo Claptrap dell’universo, sia fermandosi per alcuni secondi a leggere i messaggi scritti con affetto sul piedistallo della statua dedicata ad uno dei più grandi Cacciatori della Cripta della Storia.
Tra i ritorni dei personaggi più amati dal pubblico, non solo dei capitoli precedenti, ma anche da Tales from the Borderlands, e nuove, intriganti e completamente pazze new entry, Borderlands 3 offre un grandioso pantheon di personaggi epocali, ciascuno con centinaia di linee di dialogo che li rendono molto di più di semplici NPC legati alle quest.
Per quanto i Gemelli in definitiva si rivelino dei villain molto meno carismatici e memorabili del loro immenso predecessore, Borderlands 3 è sicuramente il titolo narrativamente più sviluppato della serie e girovagare per Pandora e per gli altri pianeti completando quest secondarie sarà sempre un viaggio ricco di scoperte e divertimento.

Il MIGLIOR MORE OF THE SAME DELLA GALASSIA

Se a livello narrativo Borderlands 3 ha fatto grossi passi avanti rispetto al passato, sul piano del gameplay non è esattamente possibile vedere la stessa quantità di novità. Gearbox si è infatti impegnata a perfezionare il gameplay dei precedenti Borderlands, ma senza snaturarlo né rivoluzionarlo più del necessario.
Tornare a giocare a Borderlands per i giocatori veterani è come rimettere, dopo un anno, un paio di calde e comode pantofole invernali: tutto risulta familiare e ogni cosa è al suo posto, esattamente dove la si aveva lasciata. Per i neofiti, invece, il mondo di Borderlands 3 è comunque accogliente e semplice da spiegare, grazie anche agli ottimi e spassosi tutorial. Borderlands 3 è un ibrido tra uno sparatutto in prima persona ed un GdR: ciascun personaggio ottiene esperienza uccidendo nemici e completando quest e ad ogni level up corrisponde un punto abilità di investire nei tre diversi rami di abilità di ciascun personaggio.
Proprio i PG sono uno degli elementi principali di Borderlands. I quattro eroi disponibili in Borderlands 3 in apparenza non sono nulla di speciale: ad eccezione di Moze e del suo mech personalizzabile, gli altri tre offrono delle rivisitazioni di poteri ed abilità già viste nei giochi precedenti. Fl4k potrà rendersi invisibile come Lilith nel primo titolo ed utilizzare le sue creature per attaccare i nemici, come Gaige in Borderlands 2, mente Amara combina in sé la potenza melee di Brick e le capacità elementali e sireniche di Maya. Zane, unico personaggio nel gioco che potrà sacrificare le sue granate per ottenere una seconda abilità attiva, potrà creare un clone digitale di sé stesso come Zero, mandare all’attacco un drone come Wilhelm e utilizzare uno scudo che per certi versi ricorda quello di Athena di Borderlands Pre-Sequel.
In questo caso però l’apparenza inganna e Borderlands 3 offre delle possibilità di personalizzazione del personaggio e di costruzione della sua build veramente ampie.
In primis, ogni personaggio non avrà solo un’abilità attiva, ma ben tre tra le quali è possibile scegliere e che, se combinate alle diverse skill attive e passive di ciascun ramo, potranno generare build uniche e adatte ad ogni situazione, addirittura associando effetti aggiuntivi che potranno modificare radicalmente le funzioni di ciascuna abilità attiva.
Non vi è limite alle scelte possibili, se non quello dettato dal level cap attuale a livello 50 e, come sempre, sarà possibile resettare i punti abilità ottenuti e riassegnarli in ogni momento.

Per quanto si livelli un personaggio, la sue capacità in battaglia saranno però inutili senza delle potenti armi in mano. Borderlands è da sempre sinonimo di gozzilioni di armi: grazie ad un potente algoritmo, il titolo potrà generare casualmente più di 3 miliardi di armi, divise in cinque livelli di rarità (bianco, verde, blu, viola e arancione) e che potranno essere ottenute più o meno ovunque: sconfiggendo i nemici, aprendo casseforti, esplorando le mappe e completando missioni.
Proprio le armi rappresenteranno una delle caratteristiche più innovative del titolo: oltre a variare aspetto, statistiche e capacità di fuoco, quasi tutte le armi di Borderlands 3 avranno una modalità di fuoco secondario o una una funzione extra che le renderà uniche: le armi Hyperion, ad esempio, garantiranno uno scudo extra durante il puntamento manuale, quelle Maliwan potranno utilizzare due elementi, quelle Dahl offriranno diverse tipologie di fuoco secondario, mentre quelle dei CoV garantiranno munizioni illimitate in cambio di armi soggette al surriscaldamento. Oltre al level up e alle armi multiple, Borderlands 3 completerà le possibilità di personalizzazione della build del proprio personaggio grazie a scudi dotati di numerose attività attive e passive, diversi mod di classe ed i potenti artefatti eridiani.
Ma Borderlands 3 non è solo la personalizzazione delle build: anche l’aspetto estetico del personaggio sarà nelle mani del giocatore: non solo si potranno scegliere skin e tipologie di teste per il proprio PG, ma sarà addirittura possibile sceglierne liberamente i colori, nonché modificare il colore delle proprie armi ed aggiungervi simpatici portachiavi.

Il gunplay del titolo risulta solido ed efficace e la varietà di nemici offre un’interessante approccio strategico ai combattimenti. I vari nemici infatti potranno avere diverse tipologie di barre vitali: la normale barra rossa, quella blu che caratterizza gli scudi e quella gialla che rappresenta l’armatura degli esseri meccanici. Sapere quando e quali armi usare sarà importante per sopravvivere agli scontri più ardui, così come sarà importante conoscere il layout delle mappe per sfruttare coperture e barili esplosivi per sconfiggere i nemici più tosti, quelli protetti da enormi scudi oppure le varie ed imprevedibili creature selvatiche.
Borderlands 3 offrirà sin dagli inizi due livelli di difficoltà, uno Facile ed uno Normale, che andranno ad espandersi nel New Game plus una volta finito il gioco una volta.
Visti gli enormi lati positivi del titolo, ci pare giusto per dovere di cronaca segnalare alcune piccole mancanze sfuggite a Gearbox. Le mappe di gioco sono tra le più ampie mai mostrate dalla serie, ma di contro va detto che, nonostante i simpatici collezionabili (è ad esempio impagabile raccogliere pezzi dai Claptrap morti per costruire un amico per il più folle robot della storia) si ha la sensazione che non ci sia molto da fare, rendendo meno soddisfacente l’esplorazione delle suddette mappe e con essa l’interessante aggiunta della personalizzazione dei tre veicoli che il gioco propone.
Il menù di gioco, inoltre, è ancora piuttosto macchinoso e alcune opzioni sono diventate addirittura impervie da trovare, come quello delle Sfide di gioco, nascoste senza alcun motivo in un sotto menù della mappa galattica.
Nonostante questi difetti, Borderlands 3 è l’ennesima prova che se una formula di gioco funziona, non ha senso rivoluzionarla inutilmente ed è molto più opportuno limitarsi a migliorarla.

CACCIATORI DELLA CRIPTA UNITI!

Borderlands 3 è sicuramente un’esperienza single player completa, che riesce a donare ai giocatori solitari quasi 60 ore di avventure incredibili, ma l’ultima fatica di Gearbox va ben oltre la sfera dell’avventura single player, espandendosi alle modalità multiplayer e al corposo Endgame.
Una volta terminata la campagna principale si apriranno infatti diverse possibilità: il giocatore potrà scegliere di ricominciare l’avventura ad un livello di difficoltà maggiore, mantenendo però livelli e armi ottenute, oppure continuando la propria partita attivando la modalità Mayhem, che potenzierà i nemici ed aggiungerà diversi modificatori randomici al gioco, sia positivi che negativi.
Oltre a queste modalità, l’Endgame di Borderlands 3 consisterà nei Raid Boss (ancora non presenti) e nei “Terreni di prova”, zone segrete accessibili decodificando vari indizi sui pianeti e che sbloccheranno nuove aree, ricche di nemici e boss extra, ideali da affrontare in multiplayer.
Sempre nell’Endgame si sbloccherà il “Grado Guardiano”, sostituto del “Badass Rank” del precedente titolo, che permetterà di potenziare il personaggio oltre i limiti spendendo speciali gettoni ottenibili completando i Terreni di Prova e avanzando in modalità Mayhem. Questi potenziamenti saranno legati all’account e non al singolo personaggio, perciò si estenderanno anche ai successivi personaggi creati dall’utente, aumentando ancora di più la rigiocabilità dell’avventura.
Cuore dell’Endgame sarà anche la modalità cooperativa del titolo, sia offline che online. In entrambe le modalità, sarà possibile scegliere due tipi di gameplay completamente opposti: da un lato vi sarà quello “Competitivo” classico che ha sempre caratterizzato la serie: il livello dei nemici sarà basato su quello del giocatore ospitante e gli oggetti ottenuti nel gioco saranno in comune, costringendo i giocatori a battersi o accordarsi per i loot migliori. La modalità “Cooperativa” permetterà invece a ciascun giocatore di affrontare nemici al suo livello e gli oggetti trovati nelle casse saranno generati in maniera individuale in ogni partita.
Durante la nostra prova, il gioco online non ha presentato grandi problemi, permettendoci un’esperienza stabile e senza lag, mentre la modalità cooperativa locale in split screen ha dimostrato gli stessi problemi dei precedessori, ovvero un’aumentata scomodità dei menù e un grave appesantimento delle performance di gioco.

NON APRITE QUEL MENU’

Dal punto di vista prettamente estetico, Borderlands 3 è una gioia per gli occhi. L’iconico stile in cel shading dei primi tre capitoli della serie ha fatto dei passi da gigante mostruosi in questa generazione.
Borderlands 3 è un titolo colorato, frenetico e dal feeling cartoonesco che riesce dunque a far perdonare qualche texture non eccezionale, specialmente negli scenari. Impressionante si è anche rivelato il ciclo notte e giorno, specialmente su Pandora, che accende il pianeta e gli scenari di colori e ombre intriganti.
Rispetto ai problemi riscontrati nella sua controparte PC, la versione console di Borderlands 3 sembra offrire una migliore ottimizzazione. Il titolo offre due modalità di gioco: una che mantiene il frame rate stabile a 30, migliorando la resa grafica, e una che la sacrifica in cambio di un frame rate ballerino che prova a sfiorare i 60 FPS nelle situazioni più tranquille ma che oscilla tra i 40 ed i 50 nelle sparatorie più complesse.
Le critiche più gravi da fare al gioco sono però i ripetuti ritardi nel caricamento delle texture quando ci si sposta tra una zona e l’altra e la lentezza del menù di gioco, che talvolta provoca anche dei mini freeze prima di aprirsi. Come nota positiva rimarchiamo invece dei caricamenti tra le aree piuttosto rapidi.
L’audio del titolo è estremante efficace, con una scelta sonora che vira su musiche elettroniche e dubstep sempre vincente durante gli scontri, ma che si lascia andare a toni più evocativi durante l’esplorazione, in particolare il sempreverde fascino western delle musiche ambientali di Pandora.
Segnaliamo con piacere anche un discreto doppiaggio in Italiano, che affianca ai doppiatori storici della serie alcune new entry non sempre eccellenti. Al netto della qualità di quest’ultimo, è però senza dubbio consigliato preferire il superbo doppiaggio originale in inglese del titolo.

A NEW ERA OF SHOOT AND LOOT

Borderlands 3 è un concentrato di divertimento allo stato puro, un titolo esplosivo e virtualmente inesauribile che si riprende di diritto lo scettro di re degli Shoot and Looter, asfaltando la concorrenza dei suoi “eredi” Destiny e The Division. A differenza di questi titoli, infatti, Borderlands 3 sfrutta a dovere la carta del Single Player, offrendo una campagna longeva, colossale e narrativamente potente, rendendo la componente multiplayer del titolo solo un magnifico ornamento piuttosto che il cuore del prodotto.
Gearbox ha dimostrato un coraggio notevole decidendo di mantenersi fedele a sé stessa, offrendo un titolo che osa rinunciare a delle innovazioni forzate optando piuttosto per la strada del miglioramento di ciò che di buono è già stato fatto negli ultimi 10 anni.
Borderlands 3 è un pericoloso buco nero di divertimento, che intrappolerà i giocatori per ore grazie a level up che danno dipendenza, una coop efficacissima, un endgame ricco che chiude un’avventura colossale e tonnellate di coloratissime e sboccate sparatorie.
Al di là di qualche difetto tecnico, Borderlands 3 è sicuramente il punto più alto mai raggiunto dalla serie di Gearbox, un titolo veramente imprescindibile per ogni giocatore amante dello shoot and loot.

Good

  • Narrativa coinvolgente, emotiva e matura nonostante la follia dei dialoghi
  • Quantità di build giocabili impressionante
  • Enorme personalizzazione estetica del PG
  • Ottimo Gunplay con un pizzico di strategia
  • Varietà di armi a dir poco impressionante
  • Endgame ricco e virtualmente infinito
  • Elevatissima rigiocabilità
  • Co-op Online Stabile
  • Cell Shading esteticamente meraviglioso
  • Audio e doppiaggio eccellenti

Bad

  • I Gemelli Calypso non hanno il carisma di Jack il Bello
  • Frame rate instabile
  • Qualche rallentamento di troppo
  • La Co-op Locale in split-screen crea alcuni sussulti tecnici
  • Mappe spesso vuote
  • Menù di gioco macchinoso
9

TRIBE APPROVED

Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider ma, ahimè, un giorno da mio zio vidi un curioso videogioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG! Nel tempo libero ascolto la musica di Satana, l'Heavy Metal e combatto una coraggiosa battaglia contro il tempo e la genetica per mantenere viva la mia forte chioma. Per ora sto vincendo.

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