Assassin’s Creed Odyssey – Recensione

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“Noi siamo le muse, Dee delle arti e proclamatrici di eroi”
Non sappiamo se i programmatori di Ubisoft Quebec si siano votati alle antiche dee greche per trovare l’ispirazione giusta per questo undicesimo episodio della ormai leggendaria saga di Assassin’s Creed ma di certo sappiamo che il compito che si erano sobbarcati era veramente complesso.
La saga di Assassin’s Creed potrebbe essere paragonata ad un’Odissea epica, un viaggio lungo e travagliato, ricco di sfide ma anche di difficoltà: durante gli anni la serie ha infatti raggiunto vette notevoli, ma ha anche affrontato lunghe difficoltà e effettuato più di un passo falso, perdendo già dal terzo capitolo il focus principale dell’avventura, la linea narrativa contemporanea, scialacquata in decine di fumetti, romanzi e altro materiale collaterale.
Per uscire da questa situazione stagnante, Ubisoft ha avuto il coraggio di prendersi un anno sabbatico, interrompendo la tradizione delle uscite annuali della serie, per poter ripartire da capo offrendo ai fan un nuovo inizio alla serie con l’ottimo Assassin’s Creed Origins. Molti temettero però una ricaduta nella vecchie abitudini quando il sequel di Origins venne annunciato per l’anno successivo.
Ci tentiamo a tranquillizzarvi immediatamente: Assassin’s Creed Odyssey non è un passo indietro rispetto al suo predecessore anzi permette alle idee introdotte da Origins di germogliare a pieno, traghettando ufficialmente la saga di Assassin’s Creed dal mondo degli Action Adventure a quello dei RPG Action di stampo occidentale. Certo, un odissea è sempre irta di pericoli e durante il viaggio l’imbarcazione ha affrontato qualche onda troppo forte e subito alcuni danni, ma il risultato finale è comunque un’opera leggendaria, mitologica, dotata di un comparto audiovisvo colossale e scelte di gameplay azzeccate. Un titolo che farà la gioia di coloro che hanno apprezzato le novità introdotte in Origins e che potrebbe far ritrovare la passione anche a chi ha abbandonato la serie da tempo.
Perciò lasciate che le muse cantino e ci narrino il viaggio del Misthios, dall’isola di Cefalonia verso il cuore della Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta.

NARRAMI, O MUSA, DELL’EROE MULTIFORME CHE TANTO VAGO’…

Nell’antichità, era comune tra i poeti e gli scrittori evocare le Muse prima della scrittura di un testo o un poema, ottenendone la benedizione. Tra queste, per coloro che volevano accingersi nella stesura di un racconto di portata epica, la preferita era Clio, Musa custode della Storia e dell’Epica. Se lo staff di Ubisoft Quebec ha provato a cercare la benedizione di Clio, qualcosa nell’evocazione deve essere andato storto poiché la parte narrativa di Assassin’s Creed Odyssey è forse la sua più grande debolezza. Ed è un peccato perché, sin dal primo annuncio, Ubisoft pareva aver investito molto sulla narrativa in questo titolo e in particolare nella libertà di scelta, libertà che si incarna prima di tutto nella selezione del protagonista della vicenda: Kassandra o il fratello Alexios, giovani spartani che, per un misterioso disegno del destino, si sono ritrovati a crescere orfani sulla isolata isola di Cefalonia, ottenendo una buona reputazione come Misthios, una sorta di incrocio tra un mercenario ed un tuttofare.
Purtroppo la scelta del protagonista varierà solo in maniera lieve lo svolgimento di alcuni dialoghi e non inciderà particolarmente nello sviluppo generale della narrativa del titolo, narrativa che trasporterà il Misthios, attraverso mille peripezie e misteri, verso il cuore della Guerra del Peloponneso tra Sparta e Atena.
Odyssey è infatti ambientato nel 431 a.c., un periodo storico complesso dove il legame che ha unito Sparta, Atene e le altre città della Grecia contro il comune nemico persiano si è spezzato, portando ad una guerra tra le due “superpotenze” dell’epoca. Come sempre nella tradizione di Ubisoft, la narrativa seguirà con certosina attenzione i maggiori eventi storici di quel periodo, catapultando il Misthios nelle più grandi battaglie di quel periodo e permettendogli di incontrare sia uomini che hanno fatto la Storia come Pericle, Erodoto o Cleone che alcuni dei padri fondatori del pensiero moderno come Erodoto, Ippocrate e Socrate.
Se l’accuratezza ed il fascino storico di Assassin’s Creed Odyssey non sono da mettere in discussione purtroppo la narrativa finale del titolo lo è. Odyssey offre una sceneggiatura originale molto più debole di quella di Origins, accompagnata da eventi nel mondo contemporaneo che faranno storcere il naso a molti, soprattutto nel finale. In particolare possiamo individuare due linee narrative in Odyssey, la storia personale del Misthios, che sarà il fulcro della storyline principale per tutte le 40 ore che la compongono ed una seconda linea narrativa, più legata alla mitologia della Saga di Assassin’s Creed, che però sarà solo abbozzata nella storia principale e si dipanerà completamento solo nel (veramente corposo) end game.
I tanto pubblicizzati dialoghi a scelta multipla purtroppo sono in se abbastanza inconcludenti e, per quanto utili ad arricchire il background dei singoli personaggi e della situazione socio/politica del mondo antico, raramente avranno un grande impatto sulla narrativa generale della vicenda. Più efficaci invece saranno le scelte morali, particolari dialoghi a scelta multipla dove potremo decidere il comportamento del Misthios e quindi andare ad influire in maniera più concreta sia sulla storia principale che su alcune side quest, permettendo al giocatore di decidere la sorte di certi personaggi, andando a modificare l’opinione che certi NPC avranno di noi e soprattutto portando a uno tra i 9 possibili epiloghi della vicenda del nostro protagonista (decisioni che però non influenzeranno l’epilogo nel mondo contemporaneo del titolo).

QUESTA E’ LA STORIA DI UN TEMPO LONTANISSIMO, IL TEMPO DEI MITI E DELLE LEGGENDE

Il tiepido Sole che bacia la terra. Il mare che bagna le magnifiche spiagge. L’odore degli ulivi coltivati sul terreno. La magnificenza delle statue e dei tempi dedicati agli Dei.
L’atmosfera che si respira in questo Assassin’s Creed Odyssey è veramente unica, Ubisoft Quebec è riuscita a ricreare alla perfezione l’immaginario e le suggestioni della Grecia Classica, così come ci sono state tramandate sia dalle opere epiche dell’epoca, sia da narrative più moderne, basti pensare ai film o ai telefilm che soprattutto tra gli anni ‘90 e 2000 proponevano la Grecia dell’antichità come ambientazione. Basteranno poche ore di gioco, una volta superata l’iniziale isola di Cefalonia, per farsi avvolgere dallo spirito d’avventura ed esplorazione che caratterizza questo titolo. Che sia a piedi, a cavallo oppure alla guida della nostra nave, viaggiare per i territori della Grecia Antica regala delle sensazioni incredibili, rendendo di diritto Odyssey il capitolo della saga di Assassin’s Creed più denso, vasto e immersivo, nonché quello con la mappa più vasta di sempre. Forse il gusto individuale potrebbe portare a preferire l’Italia Rinascimentale, l’Antico Egitto o le sconfinate foreste Americane, ma sarebbe ingiusto negare lo sforza erculeo operato da Ubisoft per ricreare alla perfezione l’immaginario ellenico classico.
L’esplorazione della mappa viene promossa, all’inizio del gioco, da una scelta veramente interessante: le battute iniziali dell’avventura permetteranno infatti di impostare l’Animus in modalità “Guidata” o in modalità “Esplorativa”. La prima proporrà un’esperienza open world tradizionale, con simboli ed icone ad indicare le varie location da visitare e gli obiettivi delle missioni mentre la seconda li eliminerà del tutto, permettendo al giocatore un approccio tutto nuovo alle quest: sarà infatti necessario sfruttare i dialoghi per ottenere informazioni più precise sulla location del nostro obiettivi (che appariranno a schermo come guide testuali), che poi dovremo raggiungere con le nostre forze, sfruttando la mappa, la nostra intuizione ed il fondamentale aiuto della nostra fedele aquila Icaro. Quando saremo infatti vicini al bersaglio, il titolo ci suggerirà di liberare il rapace che, in maniera simile a quella vista in Origins, permetterà di effettuare sopralluoghi sulle location in questione, individuando in anticipo nemici, trappole ed eventuali tesori.
Questa nuova modalità è altamente consigliata e permette di vivere al 100% l’avventura, avventura tra l’altro accompagnata da una quantità smodata di attività collaterali e missioni secondarie perfettamente integrate nel tutto, ciascuna ben caratterizzata a livello narrativo (addirittura alcune side quest offriranno trame più intriganti e ben scritte di quella principale) e in linea con la cultura del tempo, addirittura andando a toccare, specialmente nell’end game, la mitologia stessa.
Un altro punto di forza della struttura delle side quest di Odyssey è la crescita del livello di queste ultime in relazione al livello del nostro Misthios. Supponendo di aver lasciato incompiuta una quest con un livello consigliato per affrontarla pari a 5 sull’isola di Cefalonia prima della nostra partenza, quando decideremo di tornare a casa molte ore dopo, troveremo questa missione ad un livello consigliato molto più alto. Questo sistema ci è parso vincente perché permette di non banalizzare alcuna quest e consente al gioco di offrire una sfida sempre all’altezza.
Sfortunatamente questa esplorazione viene, in certi momenti del gioco, quasi “imposta” al giocatore per via del farming: le missioni della storyline principale di Odyssey avranno infatti gap di difficoltà notevoli, che spesso richiederanno ai giocatori di salire di 5/6 livelli dedicandosi alle attività extra prima di poter raggiungere il livello suggerito per la successiva missione di storyline, una scelta frustrante ma che allo stesso tempo stimolerà i giocatori a vivere tutto quello che la Grecia di Odyssey offre.
Quindi, se da un lato Odyssey offre una narrativa scarna, dall’altra parte si “fa perdonare” offrendo un mondo esplorabile, immenso, ricco, vario e vivo, come non se ne vedeva dai tempi di The Witcher 3.

SPARTANI, QUAL E’ IL VOSTRO MESTIERE?

Come è logico aspettarsi, ogni azione, missione e scoperta di luoghi ignoti sulla mappa permetterà al nostro eroe di ottenere punti esperienza che, come da copione, permetteranno di arrivare all’agognato level up e dunque all’ottenimento di un Punto Abilità, token che potrà essere speso per sbloccare nuove abilità passive ed attive in uno dei tre alberi dei talenti disponibili: quello del Cacciatore, che potenzierà l’arco e permetterà di affinare le tecniche a distanza, quello del Guerriero, che offrirà numerosa abilità (soprattutto attive) per gli scontri corpo a corpo ed infine quello dell’Assassino.
Su quest’ultimo tratto, purtroppo Odyssey segue la strada tracciata dal predecessore, diminuendo nettamente l’utilità delle fasi Stealth, andando (forse involontariamente) a penalizzarla con scelte discutibili sia nel level design che nel game design vero e proprio, ad esempio rendendo inefficaci le uccisioni stealth se il livello d’attacco del protagonista è inferiore alla salute totale dell’avversario.
Questo stillicidio della componente Stealth che ha sempre caratterizzato la saga ha però come contrappasso il potenziamento delle fasi di combattimento: se uccidere in silenzio i nemici con la lancia spezzata di Leonida (antenata così per dire della lama celata) non sarà sempre utile, affrontarli faccia a faccio garantirà sempre delle soddisfazioni, rese possibili da un combat system rinnovato, ormai interamente orientato verso la scuola del GDR-Action Occidentale (ancora una volta, il paragone con l’ultima opera di CD Projekt è piuttosto esplicativo)
Il Misthios potrà equipaggiare infatti diverse tipologie di armi (e un arco), ciascuna dotata di un proprio moveset, e cinque parti di armatura. Ciascuno di questi equipaggiamenti avrà il proprio livello minimo per essere indossato, svariati perk ed abilità passive che si otterranno una volta equipaggiato ed infine particolari equipaggiamenti avranno abilità uniche che si attiveranno solo se si equipaggerà l’intero set. Gli equipaggiamenti avranno diversi livelli di rarità, dal comune all’epico (più rari saranno, più saranno potenti ovviamente) e ciascuno di essi potrà essere migliorato presso gli svariati fabbri presenti sulla mappa, sia riforgiando l’equipaggiamento in se, sia aggiungendo particolari incisioni che verranno sbloccate man mano con il level up.
Ciascun equipaggiamento potenzierà la difesa del nostro eroe e una delle tre tipologie di danno: le armature pesanti potenzieranno l’attacco fisico, quelle leggere il danno stealth e quello medie quello dell’arco. Starà al giocatore scegliere gli equipaggiamenti più giusti per le determinate situazioni o per la tipologia di guerriero che si vuole creare.
Una volta equipaggiato a dovere il nostro eroe sarà il momento di lanciarlo in battaglia: la penalizzazione della fase stealth ha infatti permesso al team di concentrarsi sui combattimenti, rendendoli più dinamici, vivaci e fluidi rispetto a quelli dei predecessori. Ciascuna arma è dotata di un set di mosse estremamente vario, coadiuvato da una varietà impressionante di animazioni, che permetteranno ai giocatori di scegliere la maniera migliore per combattere i nemici, ad esempio tenendoli a distanza con la lancia, andando corpo a corpo con le spade o le daghe oppure limitandosi a sfruttare i parry, attivabili premendo assieme i tasti dorsali superiori, per infliggere danni elevatissimi al nemico stordito dal contrattacco con un solo, efficace, colpo di un’ascia o di un randello.
Oltre ai due attacchi base (pesante e leggero), alla schivata e al già citato parry, il Misthios potrà contare su diverse abilità speciali, richiamabili da pratici shortcut premendo i tasti dorsali e i quattro pulsanti del pad. Queste abilità, apprendibili tramite il level up, sono molto varie e permettono al giocatore di aggiungere un pizzico di strategia ai combattimenti, in particolare il devastante Calcio Spartano che, se utilizzato nella location giusta, permette al Misthios di sbarazzarsi di nemici molto più potenti di lui scaraventandoli nel vuoto e affidandosi alla terribile potenza della gravità.
Ciascuna di queste abilità, comprese quelle che permettono di sfruttare l’elemento del veleno e quello del fuoco, saranno utilizzabili consumando l’Adrenalina, una barra speciale presente nella parte bassa dello schermo che si riempirà infliggendo danni o eseguendo in maniera corretta schivate e parate.
L’assenza di alcun tipo di barra della stamina o l’incapacità del nostro eroe di equipaggiare uno scudo spingeranno i giocatori ad un approccio diretto e violento agli scontri, la cui difficioltà però sarà spesso ben bilanciata e solo verso le fasi finali del gioco, una volta ottenute le abilità più potenti, gli scontri inizieranno ad apparire troppo semplici. Fortunatamente da questo punto di vista Odyssey offre delle sfide aggiuntive interessanti: la ricerca dei Cultisti e dei Mercenari.
I primi saranno dei bersagli, appartenenti a una misteriosa setta, che il Misthios dovrà scovare nel mondo di gioco seguendo diversi indizi. Spesso uomini politici capaci solo a fuggire se attaccati, i Cultisti saranno protetti da Guardie veramente abili, che metteranno alla prova le abilità combattive dei giocatori. Compiendo invece gesti criminali, compresi quelli richiesti dalle missioni, il Misthios potrà ottenere una taglia sulla propria testa, che lo renderà bersaglio dei più sanguinari cacciatori di taglie dell’antica Grecia, degli avversari spesso incredibilmente potenti ed equipaggiati con armi uniche. Ammazzando i mercenari (o riscattandola con i proprio denari) si potrà diminuire l’entità della taglia fino ad annullarla, ma ciò non ci impedirà, se avremo ottenuto informazioni su di loro, di agire in modo preventivo dando noi la caccia ai Mercenari avversari più potenti in modo da ottenere fama e salire di posizioni nella graduatoria dei Mercenari più potenti della Grecia, ottenendone in cambio vantaggi esclusivi come sconti presso i negozi o nuove abilità passive.
Se il combat system di Odyssey in se appare vario, interessante e ben fatto, purtroppo lo stesso non si può dire della telecamera durante gli scontri che spesso faticherà a seguire l’azione, specie nelle battaglie più intense o nelle aree più strette.

NEL NOME DI ARES, DIO DELLA GUERRA

Una delle varianti più interessanti del combat system di Assassin’s Creed Odyssey sono le battaglie campali. Ogni regione della Grecia è infatti dilaniata dallo scontro tra Sparta e Atene e noi, come mercenari, potremmo parteggiare per l’una o l’altra fazione senza giurare alcun tipo di fedeltà a nessuna delle città stato, permettendoci di combattere per l’esercito che offre la ricompensa migliore.
In sé le battaglie campali non saranno dei combattimenti eccezionali, mettendoci al centro di una mischia dove dovremo uccidere più soldati possibile, facendo così diminuire la barra del morale avversario prima che loro facciano lo stesso con noi. DI tanto in tanto un soldato nemico verrà evidenziato come “capitano” e la sua eliminazione provocherà la perdita di numerosi punti morale avversari. Particolare interessante, se un mercenario sarà sulle nostre tracce, potrebbe irrompere nel campo di battaglia con una sequenza animata, rendendo la nostra vita molto più complessa.
Molto più interessante della battaglia in sé sarà il processo per raggiungerla: dovremo infatti giocare al ruolo dei sabotatori, distruggendo le risorse delle guarnigioni presenti nelle varie regioni, conquistandone le fortificazioni ed infine individuando ed eliminando il leader della fazione avversaria. Solo così, riducendo a zero la Potenza di una nazione, verrà resa disponibile la battaglia campale, che potremo affrontare nel ruolo di difensore, affrontando una battaglia più semplice ma che garantisce un solo loot Epico oppure nel ruolo di attaccante, ottenendo in cambio due equipaggiamenti Epici a fronte di uno scontro nettamente più arduo. La cosa interessante è che gli equilibri di forze nelle varie regione cambieranno anche senza il nostro intervento diretto, rendendo il mondo di gioco sempre vivo e stimolante.

IL SACRO REGNO DI POSEIDONE

Geograficamente la Grecia è una nazione ricca di isole, sulle quali si è sviluppata la civiltà ancor prima che sulla terraferma (basta pensare alla Civiltà Minoica sviluppatasi sull’isola di Creta tra il 2000 ed il 1500 a.c).
L’esplorazione di queste isole sarà parte integrante dell’odissea del Misthios, odissea che sarà possibile grazie alla nave Adrestia.
Per quanto le navi in Odyssey non abbiano lo stesso ruolo centrale che avevano in Assassin’s Creed Black Flag, saranno comunque una componente fondamentale del gioco, sia per quanto riguarda gli spostamenti sia per quanto riguarda le battaglie navali, ereditate direttamente dai precedenti capitoli della serie e come tali basate sugli attacchi a distanza (con archi e lance) e sugli speronamenti, fino all’abbordaggio o all’affondamento della nave avversaria e la conquista di tutti i suoi tesori.
In Odyssey vi sarà una componente di personalizzazione maggiore che in passato: oltre ad utilizzare come da prassi risorse e denari per potenziare le varie componenti della nave, sarà possibile reclutare fino a quattro luogotenenti, che andranno a potenziare le varie abilità offensive della nave.
Questi reclutamenti potranno essere effettuati in due modi: stordendo un avversario dopo averlo attaccato alle spalle con R3 e quindi reclutandolo sulla nave (in pratica eseguendo un sequestro di persona) oppure, in certi casi, seguendo una breve storyline romantica.
Se Poseidone è il dio dei mari, Afrodite è la dea dell’amore e da questo punto di vista Odyssey offrirà numerose possibilità di divertimento per il nostro eroe. Complice anche la mentalità completamente aperta che caratterizzava il periodo storico in questione, il nostro Misthios potrà trovarsi in situazioni sempre varie, ignorando ogni barriera di sesso, numero di partecipanti e volendo anche di preconcetti moderni. La prima esperienza di questo tipo che il sottoscritto recensore ha vissuto durante la propria avventura è stata infatti una notte di passione tra Kassandra ed una arzilla anziana, passione promossa e “sponsorizzata” dal marito di quest’ultima, preoccupato per la stagnazione della vita intima della coppia.
Tutte queste esperienze non si trasformeranno mai in romance vere e proprie, ma proprio per questo sarà sempre sorprendente vedere come e dove il gioco ci proporrà questo tipo di attività ricreative, specie se al termine di comuni quest secondarie accettate solo per ottenere esperienza e denaro.

LA BELLEZZA DEL MONDO CLASSICO

L’impatto iniziale di Assassin’s Creed Odyssey è veramente spettacolare, con una ricchezza visiva che la saga non aveva mai raggiunto, che a livello puramente visivo lo pone come uno dei titoli open world tecnicamente più ambiziosi al momento disponibili su Console.
In particolare non solo la natura ed i biomi sono stati ricreati alla perfezione, con una quantità di elementi a schermo impressionante, dalle brulle pianure alle lussureggianti foreste montane, dai placidi terrazzamenti ricci di ulivi alle roventi spiagge fino ai dettagliatissimi e ricchi di vita fondali marini. Ma non solo, il lavoro di ricerca storica svolto da Ubisoft per ricreare le strutture di templi, città, vestiari e usanze della cultura greca del IV secolo avanti cristo è stato assolutamente superbo.
Tutta questa ricchezza di dettagli è accompagnata da una linea dell’orizzonte incredibilmente estesa e con effetti ambientali e di illuminazione di incredibile fattura, in particolare durante le albe e i tramonti. Per non parlare poi delle tempeste che, se affrontate in mare, sono un’esperienza da cardiopalma.
Per un titolo così ampio è quasi impossibile non incappare in difettucci tecnici, glitch o texture non sempre rapide nel caricamento, ma dobbiamo dire che in generale, anche pensando ai gravi problemi riportati da precedenti titoli della saga, Ubisoft ha fatto un lavoro di testing certosino su questo Odyssey e che durante il nostro viaggio non siamo incappati in difetti tecnici particolarmente degni di nota, né tanto meno in bug o glitch in grado di rovinare il gioco.
A livello tecnico il titolo si comporta piuttosto bene su PlayStation 4 PRO, offrendo un framerate a 30 FPS stabile praticamente in ogni situazione. Testato su PlayStation 4 Standard invece il titolo soffre di alcuni cali di frame rate nelle situazioni più concitate.
Oltre ad un comparto artistico notevole, una cura per il dettaglio quasi maniacale (basti vedere i vari intarsi di colonne, armi ed armature) e un’ottimizzazione tecnica tutto sommato buona rispetto ai predecessori, Assassin’s Creed Odyssey può vantare un comparto audio mostruoso, ricco di melodie mediterranee tanto memorabili quanto credibili (sentire i vostri marinai cantare in greco mentre la nave solca le onde è un’esperienza catartica) e un doppiaggio eccellente.

UNA NUOVA, STRAORDINARIA ODISSEA HA INIZIO

Assassin’s Creed Odyssey riesce a tutti gli effetti a sopportare sulle spalle un’eredità complessa come quella della saga di Assassin’s Creed e a completare il processo iniziato da Origins, traghettando la saga verso un nuovo genere ed un nuova epoca. Imponendosi come uno dei migliori punti di riferimento per il genere degli Action-RPG open World, Odyssey offre nel proprio disco un’avventura epica ed emozionante, in grado davvero di trasportare il giocatore nella Grecia di 2500 anni fa.
Certo il passaggio al genere Action-RPG ha portato qualche incertezza e qualche stravolgimento che potrebbe far storcere il naso ad alcuni e la narrativa del titolo è piuttosto allo sbando, ma nel suo complesso Assassin’s Creed Odyssey è un videogioco d’avventura puro, un’esperienza interattiva in grado ci catturare il giocatore e di assorbirlo per ore e ore nelle vicende dell’antica Grecia, premiando l’esplorazione e la curiosità con missioni sorprendenti e mai noiose, scontri epici ed un mondo vivo e pulsante.
La saga di Assassin’s Creed si è imbarcata in una nuova, misteriosa Odissea con quello che al momento, a mani basse, è il suo capitolo migliore. Non sappiamo dove il destino condurrà la serie, ma quello che sappiamo è che gli dei gli sono favorevoli. Ci auguriamo solo che anche la Musa della Storia Clio sorrida agli sceneggiatori e che in futuro li aiuti a riprendere in mano le fila di una narrativa ormai lasciata sola a se stessa.

Good

  • Realismo storico notevole
  • L’aggiunta delle domande a risposta multipla e delle scelte morali è gradita...
  • Nuovo sistema di combattimento Action RPG esaltante e funzionale...
  • Grazie alla componente ruolistica, è possibile sfruttare gli equipaggiamenti ed i punti abilità per personalizzare il proprio personaggio secondo tre classi ben delineate
  • L’opportunità di disabilitare le icone sulla mappa permette ai giocatori di immergersi ancora di più nell’avventura
  • Una mappa di gioco immensa e visivamente strabiliante con un atmosfera unica
  • Side Quest ben caratterizzate
  • Le battagli campali, i Mercenari ed il Culto di Cosmos offrono attività secondarie intriganti
  • Un Endgame mostruoso, ricco di sfide epiche e boss fight mitologiche

Bad

  • La Narrativa “storica” del titolo non è eccellente e la storia nel mondo contemporaneo ha perso completamente la bussola
  • ...ma raramente queste scelte impattano sulla narrativa principale del titolo
  • ….ma che penalizza la componente Stealth del titolo
  • Difficoltà della Storyline principale non sempre bilanciata che richiede un farming forse eccessivo tra una missione e l’altra
  • Telecamera non sempre collaborativa nei combattimenti
  • Qualche incertezza tecnica qui e la
8.8

PEM PEM

Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider ma, ahimè, un giorno da mio zio vidi un curioso videogioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG! Nel tempo libero ascolto la musica di Satana, l'Heavy Metal e combatto una coraggiosa battaglia contro il tempo e la genetica per mantenere viva la mia forte chioma. Per ora sto vincendo.

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