Tokyo Mirage Sessions #FE Encore

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[Anteprima] Tokyo Mirage Sessions #FE Encore

Anteprima

Tokyo Mirage Sessions #fe

Non è un grande segreto che Wii U sia stato un buco nell’acqua. Seppur non mancassero i titoli sviluppati dalla casa di Kyoto, quello che non è bastato è stato il supporto delle terze parti che hanno abbandonato una nave che stava palesemente affondando. Proprio per questo motivo Nintendo sta usufruendo della grandissima popolarità di Switch per portare su quest’ultima piattaforma tanti titoli che son stati bistrattati sulla precedente home console. Uno dei tanti è l’unione di due delle serie più amate dai giocatori di RPG: Shin Megami Tensei e Fire Emblem. Uscito nel 2016, Tokyo Mirage Sessions #FE è stato adorato dagli appassionati dei giochi di ruolo che hanno potuto portarlo ed è stato uno dei pochi giochi a sfruttare correttamente la connessione tra la console e il pad di Wii U con la presenza del secondo schermo legata a meccaniche di gioco. Dopo 4 anni il gioco fa il suo ritorno, questa volta su Nintendo Switch, nella versione Encore che include nuovi dungeon, nuovi personaggi giocabili e – sopratutto – nuove canzoni. Oggi siamo qui per una prima analisi del gioco in attesa del 16 Gennaio, giorno nel quale il gioco sarà a disposizione sugli scaffali di tutto il mondo.

Mirage Master

Tokyo Mirage Sessions #FE vede come protagonista Itsuki Aoi, un ragazzo che scopre di possedere il potere di comandare i Mirage, degli esseri misteriosi che circolano nel mondo magico delle Idolasphere. Questa scoperta avviene quando è costretto a dover salvare la sua migliore amica, Tsubasa Oribe, che è stata rapita da un uomo durante un casting per idol. Addentratosi nell’idolasphere, Itsuki scopre di possedere dentro di sé un innato potere che risveglia Chrom, un mirage che lo stava attaccando e che – invece – si unisce a lui nel salvataggio della ragazza. Anch’essa, però, risveglia lo stesso identico potere grazie alla sua volontà di diventare una idol come la scomparsa sorella e così ridesta dal suo “sonno” Caeda, una guerriera che – come Chrom – non ha memoria del suo passato. Si scopre così che i due sono Mirage Masters, cioè persone in grado di poter comandare i Mirage a causa del loro enorme talento per l’intrattenimento. A completare il gruppo ci pensa Touma, un ragazzo che è sempre stato un MM ma che non ha mai potuto rivelare la sua identità ai due amici. Il trio entra a far parte della Fortuna Entertainment, una sorta di agenzia di talenti che segretamente lavora per reclutare Mirage Masters e scoprire di più sull’incidente di cinque anni prima, dove la sorella di Tsubasa e un intero teatro scomparve nel nulla.

Pur essendo stato presentato come l’unione di Fire Emblem e di Shin Megami Tensei, Atlus durante lo sviluppo ha quasi deciso di liberarsi di quell’alone cupo e “dark” che ha caratterizzato la sua serie avvicinando Tokyo Mirage Session #FE più a suo “fratello” Persona. Il tema del mondo dell’intrattenimento viene appena scalfito durante le prime ore per poi raggiungere il suo apice nel corso delle side quest e delle storie extra – aggiunte proprio per questa versione Encore – che vedono caratterizzare maggiormente i personaggi appena scalfiti durante l’avventura principale.

Trovare la propria strada

In attesa della recensione, è giusto spendere due parole su questo port che sfruttava ottimamente il “paddone” di Wii U e che non sembra soffrire particolarmente l’assenza di un secondo schermo. Infatti ora è presente, come da buona tradizione jrpg, una mini mappa che mostra i progressi effettuati dal gruppo con la possibilità di aprirla maggiormente per poter studiare il percorso. L’unico problema sarà probabilmente con i dungeon avanzati che sfruttavano molto la possibilità di poter osservare la mappa su uno schermo più grande. Il secondo schermo della console precedente, inoltre, sfruttava il touch per la gestione dei topic (conversazioni tra i personaggi con un sistema di messaggistico) e delle missioni cosa che, in questo porting, è stata delegata al classico menù attivabile con il tasto + e navigabile con i tasti direzionali. Si è andata, ovviamente, a perdere la gestione dovuta alla particolarità di Wii U ma per le prime ore possiamo dirci pienamente soddisfatti di questo port che al momento abbiamo sfruttato solamente in portabilità con una Nintendo Switch revisionata 2019.

Rimanete collegati a Tribe Games in attesa della review prevista nelle prossime settimane perchè andremo molto più nel dettaglio di uno dei migliori giochi presenti nella libreria Wii U.

Sono un videogiocatore dal 1997, ho iniziato con SNES per poi passare al brand Playstation che ancora oggi rimane nel mio cuore pur possedendo quasi tutte le console.

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